07 ottobre 2005

Senza parole

Volevo scrivere un articolo che sottolineasse la mancanza di rispetto di certi programmi tv che hanno ritrasmesso le immagini della morte in diretta di Franco Scoglio.

Pensavo di scrivere: “E se fosse stato un vostro parente, con che coraggio le avreste mandate in onda? Cercate solo di solleticare una curiosità morbosa”.

Ma non ci riesco, perché sono l’ultima persona che si merita di scrivere queste cose, sia perché sono stata la “prima spettatrice” di Matrix l’altra sera, sia perché sto preparando la tesi proprio sulla morte in diretta (nel mio caso si parla di quella di Giovanni Paolo II) e ho appena terminato un libro (A. Abruzzese, A. Cavicchia Scalamonti, La felicità eterna. La rappresentazione della morte in tv e nei media, Vqpt/Eri, Roma 1992) che, senza pelo sullo stomaco, ci dice quanto ci sguazzino i mass media nel mostrare immagini di morte: altro che dissequestro delle esperienze negative della vita, qui c’è solo la loro mediatizzazione e le pulsioni nel parteciparvi indirettamente.

Insomma per morire in santa pace dobbiamo solo sperare di non farlo in diretta.

 

3 commenti:

  1. Concordo con ¤Fp¤!Si è da tempo passato il limite.Dopo il sesso esplicto,la violenza, oggi ci si aspetta ancora di più dai media: la rappresentazione spettacolarizzata della morte (meglio se in diretta).Sono in preoccupante aumento su Internet siti che la rappresentano nella sua forma più cruda: foto e filmati di incidenti,autopsie, omicidi, esecuzioni..Che cosa c'è dietro questo (cattivo) gusto privo della minima forma di pietà che ci (dovrebbe) differenziare dalle bestie?E' solo un modo per esorcizzare la morte o c'è dell'altro?Meditate gente, meditate..

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  2. Caro Catone, vedrai ke belle cose verranno fuori dalla mia tesi...viva Vespa 4ever!!

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  3. I sapientoni di Domenica In, capitanati da Massimo Giletti ne stanno giusto (s)parlando!

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