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30 settembre 2008

Aldo Grasso: Mourinho e i giornalisti sportivi

Il mio relatore l'ha sparata e io la riprendo: a volte le spara davvero troppo grosse, quando invece le potrebbe evitare, ma stavolta mi trova d'accordo.
Dal Corriere.it: «Ma dove sono finiti i giornalisti sportivi? José Mourinho è uno sbruffone; ce ne sono tanti nel mondo del calcio. Quando fa le sue intemerate contro i giornalisti, assumendo toni da profeta del calcio, dimentica (e il suo presidente Massimo Moratti non glielo ricorda) che con tre attaccanti come Ibrahimovic, Adriano e Cruz (più tutti gli altri, la cui somma totale, in termini di ingaggio, servirebbe a ridurre il debito nazionale) anche Gianni De Biasi sarebbe un allenatore da primato. José Mourinho è uno sbruffone antipatico; ce ne sono tanti nel mondo del calcio. Anche Marcello Lippi lo è; più antipatico che sbruffone. Però José Mourinho è uno che ha capito subito come funzionano i media in Italia: da questo punto di vista è special one. Dopo il derby perso si è presentato, per obbligo contrattuale, davanti alle telecamere: con gentilezza, con garbo, con poche parole qualcuno avrebbe potuto fargli notare che la sua squadra di superassi non era mai stata pericolosa. Ma i giornalisti sembravano intimoriti, ponevano le domande con mille cautele. Ed ecco la trovata che permette a Mourinho di apparire un genio (per mancanze di prove). Le domande le fanno gli ex calciatori: ciao José, ciao Mourinho, come stai, tutto bene? «Pragmatismo è pragmatismo» dice il Nostro, gli altri lo assecondano e la mala educaciòn diventa una virtù. A Sky le domande terribili le fanno Gianluca Vialli e Billy Costacurta ma sono domande così difficili che nemmeno loro le capiscono. Il Nostro ha buon gioco a liquidarli in fretta. Alla «Domenica sportiva» le domande difficili le fanno Fulvio Collovati (l'unico che ha osato criticare Mourinho ma è subito stato fermato dai pompieri presenti in studio) e Salvatore Bagni. Già è arduo per noi capire cosa voglia dire Bagni, figuriamoci per quello sbruffone di José: lo ha steso in un nano secondo. Ma i giornalisti dove erano, dove sono? E cosa avrà voluto dire Carlo Paris sostenendo che Mourinho è uno che «parla fuori dal coro?» Aldo Grasso».
P.s.: io non ho potuto seguire un secondo di trasmissioni sportive domenica perché la parte interista famigliare me le ha purtroppo interdette.

10 maggio 2006

Arrestato ex juventino per importazione e spaccio di hashish

«Ordine di custodia cautelare per il 39enne direttore generale dell'Alessandria Michele Padovano nell'ambito di una vasta operazione antidroga, denominata Tuareg, che ha portato in carcere 33 persone. Giocatore professionista, Padovano ha militano nel Cosenza, Pisa, Napoli, Genoa, Reggiana ma soprattutto, dal '94 al '97, nella Juventus che poi lo cedette al Crystal Palace. Giocò poi anche nel Metz. Nel suo curriculum anche due partite nella nazionale italiana.
Padovano è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Gli è stato contestato il ruolo del finanziatore. Secondo quanto hanno raccontato i carabinieri, l'ex calciatore era in rapporti di amicizia con il capo della banda di trafficanti di hashish, che avrebbe smerciato in un paio d'anni droga, importata dal Marocco, per un valore di 14 milioni di euro.
Dopo avere appeso le scarpe al chiodo, Padovano era rimasto nel mondo del calcio come procuratore e dirigente. L'anno scorso fu uno dei protagonisti dell'estate calda torinese, quando il Torino, a causa della grave situazione economica, non venne iscritto alla Serie A e il suo titolo sportivo fu rilevato da un gruppo di professionisti cittadini e dall'imprenditore ciociaro Luca Giovannone. Padovano venne chiamato a svolgere il ruolo di direttore sportivo, ma dovette abbandonarlo quando, dopo le forti contestazioni dei tifosi, Giovannone cedette il suo pacchetto di maggioranza all'editore-pubblicitario Urbano Cairo».
Fonte: Gazzetta.it.
AGGIORNAMENTO: «Nell'inchiesta, intanto, spuntano i nomi di altri due ex giocatori della Juventus. Sono quelli di Nicola Caricola, indagato, e di Gianluca Vialli, che avrebbe fatto uso di stupefacente solo per uso personale e contro il quale quindi non è stato ipotizzato nessun reato. Esistono due episodi di cessione da parte di Caricola a Vialli di un piccolo quantitativo di cocaina. Dall'indagine emerge che Caricola era in contatto con Padovano».
Fonte: Il Giornale.