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31 maggio 2009

I pisani: "Rispettate il nostro dolore: No alla Nazionale". Intanto la polizia arresta altri 6 ultrà

"Non c'è niente da festeggiare, la Nazionale non la vogliamo". Clima rovente a Pisa in vista della gara amichevole che gli Azzurri di Lippi dovranno giocare il prossimo 6 giugno all'Arena Garibaldi. Dopo la retrocessione in Lega Pro della squadra nerazzurra e gli incidenti di ieri nella zona dello stadio, i tifosi della Curva Nord hanno diffuso una nota "esprimendo la più totale contrarietà al fatto che sabato si disputi nel nostro stadio 'il galà del calcio' con la partita dell'Italia".
AGGIORNAMENTO: la Digos ha arrestato altri sei ultrà del Pisa, a seguito degli scontri che si sono verificati sabato sera dopo la partita di calcio Pisa-Brescia. Tre tifosi pisani erano stati arrestati nella stessa serata, in flagranza di reato; stamani, all'alba, altri sei supporter neroazzurri sono stati arrestati, a seguito della visione delle immagini delle telecamere a circuito chiuso dello stadio. I feriti tra gli agenti sono saliti intanto a 35, e tre di loro sono in condizioni critiche, avendo riportato fratture multiple, presi a sassate e a colpi di spranga dai tifosi. Al termine del match, nelle zone adiacenti lo stadio si sono scatenate scene da guerriglia urbana. Un gruppo di 200 ultras della squadra toscana ha bruciato cassonetti, danneggiato auto, lanciato pietre e lacrimogeni. In una strada i cassonetti per l'immondizia sono stati messi in mezzo alla strada a
formare vere e proprie barricate. Gli scontri sono durati almeno un'ora e il pullman del Pisa, sabato sera e' uscito dallo stadio solo alle 20, scortato dalla Polizia.
"Questi ulteriori sei arresti sono un'ulteriore risposta, tempestiva, precisa ma forse non ancora esaustiva, alle inaudite, insistenti violenze commesse dagli ultras", ha commentato il vice questore vicario di Pisa Claudio Lecci. Gli arrestati hanno un'età compresa tra i 20 e i 41 anni e, secondo quanto emerso, sono tutti abituali frequentatori della curva nord ''Maurizio Alberti''. Tra le persone arrestate ci sono anche due pisani residenti a Lucca e Livorno.
P.s.: ringrazio chi ha pubblicato quella foto nel forum di Monza-News.

30 settembre 2008

Aldo Grasso: Mourinho e i giornalisti sportivi

Il mio relatore l'ha sparata e io la riprendo: a volte le spara davvero troppo grosse, quando invece le potrebbe evitare, ma stavolta mi trova d'accordo.
Dal Corriere.it: «Ma dove sono finiti i giornalisti sportivi? José Mourinho è uno sbruffone; ce ne sono tanti nel mondo del calcio. Quando fa le sue intemerate contro i giornalisti, assumendo toni da profeta del calcio, dimentica (e il suo presidente Massimo Moratti non glielo ricorda) che con tre attaccanti come Ibrahimovic, Adriano e Cruz (più tutti gli altri, la cui somma totale, in termini di ingaggio, servirebbe a ridurre il debito nazionale) anche Gianni De Biasi sarebbe un allenatore da primato. José Mourinho è uno sbruffone antipatico; ce ne sono tanti nel mondo del calcio. Anche Marcello Lippi lo è; più antipatico che sbruffone. Però José Mourinho è uno che ha capito subito come funzionano i media in Italia: da questo punto di vista è special one. Dopo il derby perso si è presentato, per obbligo contrattuale, davanti alle telecamere: con gentilezza, con garbo, con poche parole qualcuno avrebbe potuto fargli notare che la sua squadra di superassi non era mai stata pericolosa. Ma i giornalisti sembravano intimoriti, ponevano le domande con mille cautele. Ed ecco la trovata che permette a Mourinho di apparire un genio (per mancanze di prove). Le domande le fanno gli ex calciatori: ciao José, ciao Mourinho, come stai, tutto bene? «Pragmatismo è pragmatismo» dice il Nostro, gli altri lo assecondano e la mala educaciòn diventa una virtù. A Sky le domande terribili le fanno Gianluca Vialli e Billy Costacurta ma sono domande così difficili che nemmeno loro le capiscono. Il Nostro ha buon gioco a liquidarli in fretta. Alla «Domenica sportiva» le domande difficili le fanno Fulvio Collovati (l'unico che ha osato criticare Mourinho ma è subito stato fermato dai pompieri presenti in studio) e Salvatore Bagni. Già è arduo per noi capire cosa voglia dire Bagni, figuriamoci per quello sbruffone di José: lo ha steso in un nano secondo. Ma i giornalisti dove erano, dove sono? E cosa avrà voluto dire Carlo Paris sostenendo che Mourinho è uno che «parla fuori dal coro?» Aldo Grasso».
P.s.: io non ho potuto seguire un secondo di trasmissioni sportive domenica perché la parte interista famigliare me le ha purtroppo interdette.

18 maggio 2007

Il telefono: la tua voce

Altro che parlare di vittoria in Coppa Italia, di trofei che mancano dalla bacheca giallorossa dal 1991, di un indiavolato Mancini che si è fatto espellere per le troppe critiche all’arbitro [nella foto a lato il mio balcone adornato per l'occasione e per ripicca a mia mamma, N.d.R.]: no, oggi parlerò di due strane avventure capitate ad un uomo e ad una donna per colpa o per merito del telefono cellulare.
Un imprenditore di Abbiategrasso, dopo aver acquistato una Sim-card e averla attivata, ha iniziato ad essere subissato di telefonate di persone che chiedevano dell’ex CT della Nazionale Azzurra, Marcello Lippi. Ha così scoperto di essere entrato in possesso del numero che fu proprio di Marcello Lippi e per un paio d’anni ha dovuto sopportare chiamate di richiesta di incontri con Alex Del Piero o di informazioni sul calciomercato, finché non è finalmente riuscito a farselo cambiare.
L’altra storia, invece, ha per protagonista una ragazza che ha ritrovato in discoteca il telefono cellulare di Adrian Mutu e ha pensato bene di farsi gli affaracci suoi [nel senso di lui, N.d.R.]: s’è guardata foto e filmini salvati in memoria, s’è letta tutti gli SMS, s’è segnata tutti i numeri trovati in rubrica ed infine ha venduto, separatamente, il telefono cellulare al migliore offerente e le utenze in esso contenute: si dice che tra le altre ci fossero persino i numeri privati di Pelè, Ronaldo e Maradona. Altro che legge sulla privacy…
Fonte cartacea: Il Giorno.