15 ottobre 2005

Non so se essere d'accordo

Ho letto che a Bologna c’è una squadra di basket di Serie A1, la Virtus, il cui patron, Claudio Sabatini, ha chiamato a raccolta gli under 16 e ha fatto loro una promessa: se si fossero impegnati a scuola al punto da avere ottimi risultati, avrebbero potuto provare il brivido della panchina in prima squadra. Detto fatto: domenica scorsa, in panchina al Forum di Assago, c’era anche Matteo Negri, studente modello di 14 anni e questa settimana toccherà a Enrico Sarti.

Don Mazzi si augura che una tale strategia pedagogica sia applicata anche da altri padroni del basket; all’inizio mi sembrava una buona idea, ma poi ho ripescato dal fondo della memoria le teorie psicologiche, studiate il primo anno di università, su “motivazione intrinseca ed estrinseca”: la prima consiste nello svolgere un’attività perché è gratificante per sé stessa, la seconda nel compiere un’azione per conseguire qualcosa d’altro (nel nostro caso: vado bene a scuola perché sarò premiato con la panchina in prima squadra). Il problema è che gli psicologi dicono che spesso, anche se non sempre, la motivazione intrinseca risulta essere più duratura ed efficace e non lo dicono così per così, ma perché lo hanno osservato sui bambini: nel fare i disegni, i bambini che non venivano premiati facevano molto più disegni rispetto a quelli a cui era stato esplicitamente anticipato che i loro disegni sarebbero stati premiati. Insomma i premi e le ricompense (cioè le motivazioni estrinseche) possono in determinate circostanze ridurre (anziché aumentare) l’originaria motivazione estrinseca, in quanto costituiscono uno spostamento dell’attenzione e dell’interesse da parte dei soggetti e possono diventare fuorvianti. Addirittura questo comportamento è stato osservato persino nel volontariato: le persone che erano pagate per aiutare gli altri, lo facevano meno volentieri rispetto a quelle che non ricevevano nessuna forma di ricompensa.

Ognuno di noi è diverso e queste teorie non sono sempre applicabili, ma mettono in discussione la pedagogia di fondo del gesto del patron della Virtus: spero quindi che gli under 16 continuino a studiare per la loro cultura e a prescindere da queste gratificazioni.

P.s.: ho spedito questo articolo anche al blog del QN. Lascerò il link quando (e se) me lo pubblicheranno.

1 commento:

  1. già, nella vita non si sa proprio ma, ma che si può fare più che agire in buona fede?

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