Visualizzazione post con etichetta Roma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roma. Mostra tutti i post

07 novembre 2010

Lazio ZERO - Roma DUE

Manuel Ricci, domenica ci sarà il derby e sull'altra sponda mancherà capitan Totti...
"Un po' mi dispiace che non c'è Totti perché c'è più gusto nel battere la Roma con Totti in campo (ride, ndr). Ma basta che la Lazio vinca, perché vincendo il derby, il campionato proseguirebbe sulle ali dell'entusiasmo".
by Roby

05 novembre 2010

Intervista esclusiva a Manuel Ricci: "Più uniti dopo il cambio dell'allenatore"

Tre gol in cinque partite, quando l'intero bottino della scorsa stagione segnava quattro reti: per Manuel Ricci è veramente un momento d'oro, considerato che i tre centri hanno significato per i biancorossi passaggio del turno in Coppa e tre punti importantissimi a Pagani. Nonostante l'esonero di Alessio De Petrillo, il giovane attaccante biancorosso parla di uno spogliatoio sereno, ancora più unito e carico al punto giusto per ottenere il terzo risultato utile consecutivo. Ma Manuel ha le idee chiare soprattutto riguardo al suo futuro, che vede inevitabilmente tinto di biancoceleste: "Se la Lazio va in Europa e io dimostro di saper fare bene - ha spiegato al mio microfono per Monza-News, - ci sono maggiori possibilità che mi riprendano e che riesca a trovare là il mio spazio".

13 giugno 2010

Ex giallorossi: un'altra promozione in Serie B

Dopo che l'anno scorso Checco Moriero e il 'Principe' Giuseppe Giannini hanno conquistato la promozione dalla Prima Divisione di Lega Pro alla Serie B con Crotone e Gallipoli, anche quest'anno un ex giallorosso è riuscito nell'impresa: si tratta di Eusebio Di Francesco e il suo Pescara, che ha avuto la meglio sul più quotato Verona.
In Seconda Divisione, invece, il Pavia di Amedeo Mangone non ce l'ha fatta e si è fermato al primo turno dei play-off contro lo Spezia (che ha guadagnato pomeriggio la Prima Divisione a spese del Legnano).
Insomma un'altra grande stagione per gli ex della squadra della Capitale.

02 aprile 2010

Quando un po' di modestia non farebbe affatto male...

Compro la Gazzetta una volta alla settimana e solo per lavoro [due quando va male - nel senso che devo fare la mediavoti di partite in trasferta - e poi leggo solo il trafiletto sui biancorossi!, N.d.R.] e oggi ho avuto la certezza della bontà della mia scelta [se mai ce ne fosse stata ulteriore necessità!, N.d.R.]: pagina 8, intervista a Borriello, titolo: "Borriello: «Vedo lo scudetto - L'Inter crollerà»", sottotitolo: "«La Champions toglierà energie ai nerazzurri. La Roma sarà condizionata dall'ambiente. Il mio Milan è vivo. Ronaldinho meglio di Kakà. La mia donna ideale? Una diavola! Ma ora sono single»". E già qui ho pensato a ciò che ho scritto nel titolo di questo post (modestia calcistica s'intende...). Poi mi sono fatta del male e mi sono letta anche le risposte alle domande che ritenevo più interessanti, andando un po' avanti e indietro tra le dichiarazioni, giusto per avere la certezza che il mio pensiero fosse adatto al caso: altro che! E non solo in ambito calcistico... Tra un "«Non sono mica permaloso»" e un "«Non ho l'inventiva di uno stilista, ma ho molto gusto». Modesto... «Me lo dicono, non è mica colpa mia...»", sono arrivata alla ciliegina: "Come dev'essere la sua donna ideale? «Una diavola. Non faccio l'ipocrita, non dico mica che vorrei fosse brava, buona, tutta casa, chiesa e famiglia. No, a me piacciono quelle belle, molto belle, che mi danno emozioni, che mi accendono. Capito?»". L'avevamo già capito quando stava con Belen, mica c'era bisogno di un'ulteriore dissertazione sul tema...poi però, se come Belen scappano col primo Corona che incontrano, non prendertela mica con lei, prenditela con te stesso!!! Se tratti la donna come un oggetto sessuale e nient'altro, è giusto che la tua lei ti tratti allo stesso modo!!! E mi fermo qui...

06 novembre 2009

Intervista a Dimas... quanto ti invidio!

Ieri stavo preparando l'intervista a Dimas e cercavo qua e là qualcosa che mi potesse dare spunti di discussione. Ho riletto la presentazione che ne aveva fatto Giulio all'atto dell'ingaggio e l'articolo a lui dedicato da Sportrentino.it. E' così che non mi sono lasciata sfuggire l'occasione di farlo parlare della mia amata Magggica. «"Mi manda Totti": è così che potrebbe presentarsi Dimas Gonçalves de Oliveira, o più semplicemente Dimas, dopo il provino di qualche anno fa fatto con la Roma, che gli permise di scendere in campo con i campioni della Capitale e di essere persino lodato per le sue qualità dal Capitano giallorosso. Un biglietto da visita niente male per il 25enne attaccante biancorosso, che domenica scorsa a Lecco non ha purtroppo potuto essere granché utile alla causa, frenato da un pestone preso in allenamento il sabato precedente il match. Ma lui assicura che tra qualche settimana sarà al top e proprio mentre termina l'intervista promette ad un tifoso che ha ascoltato le sue parole in anteprima che un suo gol arriverà quanto prima. Magari proprio domenica contro la Paganese, di cui dice: "Sono loro che ci devono temere, non è il Monza a dover temere loro"». Per leggere l'intervista integrale, ecco il link su Monza-News.
P.s.: l'intervista è stata ripresa da me medesima anche per TLP.
P.p.s.: ho appena scoperto che anche CalcioMercato.it l'ha ripresa: basta scrivere il nome di Tottino mio e il gioco è fatto ;)

21 giugno 2009

Ex giallorossi: due promozioni in Serie B

Checco Moriero è il secondo ex calciatore della Roma che ottiene quest'anno, da allenatore, la promozione in serie B: il primo era stato, sempre nel girone B di Prima Divisione, il 'Principe' Giuseppe Giannini che ha guidato il Gallipoli. Entrambi lasceranno però la squadra con cui hanno conquistato la promozione: Giannini non ha rinnovato con il Gallipoli e Moriero è in partenza verso Frosinone, avendo firmato per due anni con il club ciociaro.

29 maggio 2009

Confessioni di una blogger delusa

«Tifo Monza, scrivo delle gesta biancorosse e me ne vanto, ma in un certo tipo di ambiente è considerato out, o meglio da poveri sfigati senza ambizioni. Insomma se lo segui e ne scrivi e perché non ti meriti più di quello dalla vita. E io più frequento quell'ambiente, più mi rendo conto che non considero gavetta seguire il Monza o la Lega Pro in generale, ma lo considero un lavoro gratificante. Invece secondo la mentalità circostante deve essere considerato solo ed esclusivamente come gavetta per poter arrivare ad avere la giusta visibilità nazionale e quindi seguire la Serie A (possibilmente Inter, Milan e Juve e nient'altro). Se non la pensi così, sei appunto un povero sfigato che vuole vivere nella mediocrità. Ma chi tifa Monza o qualunque altra squadra di Lega Pro non ha il diritto di avere gente seria e preparata che gli dia notizie in merito? No, per essere fighi, fare opinione e sentirsi giornalisti veri bisogna seguire solo ed esclusivamente Inter, Milan e Juve e al rogo le altre, soprattutto quell'inutile accozzaglia di deficienti che giocano dalla B in giù e che non meritano di essere chiamati calciatori, né di avere un seguito di tifosi. Non ci riesco a vivere in questa mentalità, a volte spero che finisca presto... Sono nata col cuore giallorosso e ho sempre sognato di seguire la magica da piccola, ma ho scoperto che la realizzazione profonda che mi dà seguire il Monza - oltre che da tifosa - da addetta ai lavori, non la riesco a trovare da nessun'altra parte!».

03 aprile 2009

Torri o Totti: questo è il problema? #2

Non paga di ciò che ho combinato a fine gennaio, quando ho caricato su Monza-News la conferenza stampa di Giuliano Sonzogni e alla domanda posta da un giornalista locale su Bomber Torri, ho invece scritto "Totti", ho deciso di ricascarci: ma stavolta al contrario.
Stavo preparando il notiziario della Roma per la pagina 244 del Mediavideo e ho scritto "procede senza intoppi il recupero di Torri, che contro il Bologna sarà a disposizione di Spalletti pronto a guidare l'attacco". Fortuna non ho cliccato "pubblica", ma ho riletto con attenzione, altrimenti riuscite ad immaginare la figuraccia nazionale? Sarà ancora un lapsus freudiano?

29 gennaio 2009

Cos'hanno in comune Amedeo Goria e ¤FP¤?

All'apparenza nulla [o forse il giornalismo e la Roma, N.d.R.], ma dopo ieri sera di sicuro i lapsus freudiani: ma andiamo con ordine.
Ieri sera giro su Rete4 per godermi Controcampo e dopo il primo blocco di highlights parte lo stacco pubblicitario, allora giro su Rai2 per godermi lo speciale dedicato al calcio e mi becco Roma-Palermo commentata da Amedeo Goria, il quale mi delizia con tal Corrazzieri. Va bene che l'ora è abbastanza tarda e magari il mio famoso unico ¤neurone¤ fatica a comprendere, ma ha proprio detto Corrazzieri visto che lo ha ripetuto più volte. Mi metto a ridere e chiamo papà: «Com'è possibile che un giornalista televisivo serio dica Corrazzieri invece di Moris Carrozzieri?». Papà comincia a ridere come un forsennato: «Come fa una giornalista seria a scrivere Totti invece di Torri?».
Touché. Perseguitata a vita da un misero errore.

18 dicembre 2008

Coppa Italia: Roma-Bologna 2-0

Era una settimana che dicevo al papà: "Hai impegni per mercoledì sera?" e lui continuava ad irritarsi perché all'inizio non capiva, poi quando gli ho spiegato che ci saremmo 'sparati' la partita di Coppa Italia tra Roma [la mia squadra, N.d.R.] e Bologna [la sua squadra, N.d.R.], comunque, continuava a dimenticarlo. Poi è arrivato mercoledì e io alle 21 in punto mi sono presentata in cucina pronta per lo stadio, cioè per la visione televisiva però con sciarpa al seguito come fossi allo stadio [la tv del salotto è stata ceduta con grande magnanimità alla mamma, disinteressata all'evento, N.d.R.].
Dovete sapere che papà predica tantissimo la sportività e l'obiettività e prega che sua figlia impari ad esserlo nella sua professione giornalistica e ieri sera? Beh, ieri ha fatto il bravo fino al 70' circa, poi s'è svegliato: ha iniziato a urlare [ah no scusate: lui non urla mai! Sono io che urlo... Certo!, N.d.R.] e ad inveire ad ogni errore del Bologna, eppure sembrava incassare con nonchalance la doppietta di Mirko Vucinic [credevo da povera illusa, N.d.R.].
Al termine della partita, io l'ho stuzzicato, girandomi verso di lui e porgendogli la mano come a dire: "Onore ai vinti: avete comunque fatto un'ottima partita" e lui - con sorrisino beffardo - ha esclamato: "Che ca**o vuoi?! Rosy, ma quanto rompe tua figlia!?". Lui, l'uomo della sportività e dell'obiettività, c'è rimasto malissimo per l'esclusione dalla Coppa Italia, dopo che io ero stata l'emblema della sportività per tutta la sera [infatti facevo anche io i miei sorrisini beffardi e lo istigavo dicendo: "Ma avete comprato l'arbitro?" ad ogni fallo fischiato a loro favore!, N.d.R.].
Quanto sono lontane le belle partite di Coppa Uefa giocate dai rossoblu a fine anni '90 che ci tenevano inchiodati davanti alla tv insieme, a soffrire insieme nonostante il mio cuore giallorosso.
Piccola postilla finale: scusate ma odio Mihajlovic con tutta me stessa, non posso non godere...

12 dicembre 2008

Cosa passa per la testa di una delirante pseudogiornalista tifosa, nonché blogger senza obiettività

Sono due settimane che mi tocca intervistare ex laziali: ora voi potete ben capire che - per quanto io cerchi di essere super partes - è da quando sono nata che scorre in me sangue giallorosso. Sì, col passare del tempo ho finito per seguire più il Monza che la Magica, ma nasco romanista: non c'è niente da fare. Come Nick Hornby insegna nel libro Febbre a 90° non c'è nulla di male, perché si trovano in due contesti completamente differenti (Serie A e Lega Pro) e non c'è nessuna speranza che capiterà loro di incontrarsi. Però capita a me di dover incontrare ex laziali: la settimana scorsa il Mister; oggi Alberto Quadri, che proprio due anni fa esordiva con la maglia della Lazio: «Nella tua carriera sei riuscito ad esordire in Serie A: nel novembre 2006, in un Empoli-Lazio terminato 1-1. Che ricordi hai di quel momento? “E’ stata una esperienza unica: il giorno più bello della mia vita calcistica. Sono orgoglioso di esserci riuscito perché comunque sono partito dal basso, facendo molta gavetta e credo che nessuno mi abbia mai regalato niente: se ci sono arrivato anche solo per un giorno, sono orgoglioso di averlo fatto e me lo porto nel cuore come un ricordo stupendo”. Anche perché le cronache ricordano che è stato tuo l’assist a Pandev per l’iniziale vantaggio della Lazio… “Sì, è stato un buon esordio. Io sostituivo dei giocatori importanti che poi rientrando – logicamente – si sono ripresi il loro posto. Comunque penso di essermi fatto trovare pronto in quell’occasione, di averla sfruttata bene”».
Ecco ora immaginatevi un po' come può sentirsi una romanista ad andare per due settimane a parlare con gente che ha indossato quegli odiosi colori. Da piccola ultrà quale ero, mi sarei rifiutata di farlo: ora calpesto la mia dignità di tifosa per un po' di notorietà giornalistica.
Ma che fastidio leggere questi stupidi dolori di giornalista-tifosa, vero? Però almeno sul blog lasciatemi lo spazio per mancare di obiettività e sputare nel piatto dove mangio. Ne va della mia salute mentale di tifosa romanista.
AGGIORNAMENTO: ho trovato la soluzione con un'irridente battuta: "essi si sono affrancati dall'errore, passando dalle 'stalle di Formello' alle 'stelle di Monzello'."

10 dicembre 2008

Champions League: Roma-Bordeaux 2-0

Dopo le brutte prestazioni iniziali della Roma nel girone di Champions, qualcuno aveva prospettato uno scenario apocalittico, in cui la Roma sarebbe stata eliminata e il Cluj qualificato ai suoi danni. Bene: il Cluj è arrivato ultimo nel girone e ha perso la possibilità di accedere alla Coppa Uefa, la Roma si è piazzata in prima posizione, davanti al Chelsea. Complimenti a quel qualcuno [Dany, N.d.R.] per la profezia.
Sul sito del Bordeaux, la rassegna stampa della partita tratta delle maggiori testate Web francesi:

13 novembre 2008

"Ma Cassano le pagava le tipe?"

Oggi lascio la parola a ¤Roby¤ che mi scrive riguardo a Cassano: «Meriterebbe un post per quanto è asino. E in Italia più sei Asino più sei un mito. Ma quello che mi sfugge è...ma le pagava le tipe, il butterato?». E mi lascia in allegato un link a Repubblica, dove si possono leggere i passaggi salienti della sua autobiografia [e qui sottolineo anche la reazione scomposta del pà alla mia uscita: "Ma secondo te, devo metterla in tesi?": arrabbiato, mi ha detto di smetterla di dire stupidate!, N.d.R.]: «...bocciato sei volte, ha preso la licenza media serale a 17 anni: "Praticamente me la regalarono". [...] "Sono un delinquente mancato". [...] Narra di festini in ville della Roma bene con "bonazze e donne della tv" fino alle 9 del mattino, andando poi direttamente all'allenamento, e di raid a Napoli o a Milano ("con tre ore e mezza si arriva"): "Se c'era una festa, partivamo". La sua dolce vita romana stava anche per costargli la pelle: svela di aver fatto un incidente alle 4 del mattino a 180 all'ora perché guidava telefonando con una mano e mandando sms con l'altra. Chiamò suo cugino, lo imbrattò di sangue e lo mise al volante al posto suo prima di chiamare i soccorsi. La patente, in fondo, confessa di averla comprata a Bari a "buon prezzo". [...] Faranno scalpore le gesta erotiche di cui si vanta: 6-700 donne nel carniere, una ventina dello spettacolo. Non la Hunziker. "Ho lo stesso vizio di Michael Douglas. L'unica differenza è che lui è stato ricoverato, io ancora no". Molte di queste "conquiste" le ha consumate alla vigilia di grandi match nei "blindatissimi" ritiri. "Ne ho trombate molte, anche in ritiro. E' piuttosto facile. A Trigoria, che è enorme, ero riuscito a procurarmi la chiave dell'ultimo cancello, quello che dava sul retro. Le facevo entrare da lì. Andavamo negli spogliatoi delle giovanili, spesso usavamo i lettini dei massaggi, ogni tanto se ne spaccava uno. Anche se lo scoprivano, non mi dicevano nulla, chiudevano un occhio. Anche perché spesso ho giocato grandi partite dopo aver fatto sesso. Andatevi a rivedere Roma-Juventus 4-0, quella della bandierina spezzata. Avevo fatto le 6 la domenica mattina, con una delle tante amiche che avevo in quel periodo. L'1-1 con la Lazio è un altro esempio. Ero in panchina, sono entrato a 20' dalla fine e ho segnato il gol del pareggio". Non andò altrettanto bene prima della finale di ritorno di Coppa Italia a Milano: "Passo una notte di sesso leggendario con una soubrette della tv. Alle 6 del mattino mi ordina di rifarlo. Mi ricatta, minaccia di dirlo a tutti se non avessi fatto ancora il mio dovere. Io eseguo. Arrivo a San Siro piuttosto carico, ma stavolta non basta. La coppa se la prende l'Inter". A Madrid invece prima di ogni gara prenotava una stanza nel piano di sotto dell'hotel della squadra, dove ospitava le sue amiche in piena notte e poi le faceva sparire grazie alla complicità di un cameriere che, per 50 euro, gli portava anche quattro cornetti per rifocillarsi».

05 novembre 2008

Sesta puntata delle "esultanze particolari"#1

Gaudio e felicità si sono impadronite di me dopo un avvenimento che sa oramai di miracoloso, quindi oggi continuiamo la rassegna dei modi di festeggiare sopra le righe dei calciatori di tutto il mondo [per leggere le precedenti puntate, c'è il tag "esultanze", N.d.R.]. Lo spunto mi viene perché - causa tesi - mi è capitato tra le mani "Il libro delle liste sul calcio - per chi crede di sapere tutto" di Stephen Foster e a cura di Luca Serafini, che propone 16 esultanze particolari: di alcune già abbiamo discusso in passato, ma nulla vieta di riportarle alla mente e lo faremo in due parti distinte [dato che la lettura online affatica non poco, N.d.R.].
1. La morte del cigno di Juergen Klinsmann [già presente al 7° posto della speciale classifica del Sun di un anno fa, N.d.R.]: corre verso la linea laterale e inscena un autoironico tuffo da cartone animato, con tanto di spanciata, proprio davanti ai suoi compagni di squadra, che lo imitano prontamente.
2. Farsi una striscia di Robbie Fowler: dopo aver segnato un rigore, il calciatore risponde agli sberleffi dei tifosi avversari con un festeggiamento che gli costerà 6 turni di squalifica: striscia per terra inginocchiato e finge di sniffare il gesso della linea di fondo.
3. Mamma ho segnato! di Camanducaia: corre sulla pista di atletica intorno al campo, poi finge di entrare in una cabina del telefono, di inserire dei gettoni e di telefonare a casa per comunicare la sua prodezza.
4. Viva la mamma di Francesco Totti [già presente nel post di dicembre 2005, N.d.R.]: sdraiato di schiena, si è messo il pollice in bocca e ha agitato i piedi verso l'alto per ricordare la nascita del primogenito Cristian. (Da ricordare anche gli schiaffi in testa al marcatore di turno durante il campionato 2005-2006 sempre tra le fila giallorosse).
5. Balletti e trenini da Piacenza e Bari [e qui andiamo agli albori del blog, dove però si parlava di "bruco" del Bari, N.d.R.]: ai giocatori del Piacenza fu impedito di ballare la Macarena perché "irridente nei confronti degli avversari", ma a quelli del Bari nessuno impedì di fare il "trenino" (o "bruco"): il marcatore si inginocchiava e procedeva carponi, dietro di sé i compagni di squadra procedevano allo steso modo tenendosi per le caviglie.
6. L'aeroplanino e l'airone di Montella, Gilardino e Caracciolo [già discussi nel post di dicembre 2005, N.d.R.]: Vincenzo ha inaugurato l'esultanza che simula il volo di un aereo, correndo con le braccia aperte e tese. Gilardino agita le braccia su e giù e imita un airone, anche se il copyright è di Caracciolo, infatti Alberto ha poi optato per il ritorno all'antica abitudine di inginocchiarsi e mimare le movenze di un suonatore di violino.
7. Il fucile di Andy Van der Meyde: dopo una rete all'Arsenal si è messo in ginocchio imbracciando idealmente un fucile e sparando in aria.
8. La mitragliatrice e le orecchie di Batistuta e Toni [il must del primo post della serie, dove si ricordano anche quelle di Marco Delvecchio, N.d.R.]: l'argentino segnò con la maglia della Fiorentina a Barcellona e si piantò immobile in mezzo al campo, accostando le mani alle orecchie, come a dire: "Fatemeli sentire ancora, i vostri fischi". Luca Toni, simula lo stesso gesto, ma correndo e ruotando la sola mano destra vicino all'orecchio, come a dire: "Non ho sentito bene...". Batigol fingeva anche di imbracciare una mitragliatrice e sparare a raffica.
Nell'attesa della seconda parte del post, vi lascio il link di un fotolog dedicato: Esultanze pazze.

17 settembre 2008

Champions League: Roma-Cluj 1-2

Mazzone dice che non bisogna parlare di crisi e che ci sono le giustificazioni allo scempio delle ultime prestazioni giallorosse: "Ma quale crisi, la Roma ha troppe attenuanti. I tifosi devono avere pazienza: niente è compromesso. Il problema sta nei troppi infortuni e nel difficile inserimento dei nuovi: giocano senza 4-5 titolari: oltre a Perrotta si sono fatti male Panucci [a dire il vero, però, si è fatto male proprio ieri sera, N.d.R.] e Pizarro, e Totti è al 40% - Alcuni poi giocano fuori ruolo per necessità. I problemi sono troppi, la squadra è giustificata".
Il mio commento: Carletto, io posso anche bermela 'sta storia, ma vallo a spiegare a Dany: tieni però presente che io non lo avevo mai visto così sverso al punto da essere pronto a riportarmi a casa qualche minuto prima del fischio finale.
Fonte: TMW.

18 agosto 2008

Franco Sensi: un uomo magggico!

Durante l'anno c'è un solo giorno speciale, al punto che chi nasce quel giorno non può che essere una persona magggica.
Franco Sensi era uno di noi: nato il 29 luglio 1926, aveva appena compiuto 82 anni, ma l'altra notte ha deciso di lasciarci per sempre.
Franco è il mio Presidente da 15 anni, quello cui mi sono più affezionata anche grazie a quel magico scudetto del 2001 [come recita il sottotitolo del blog: uno nella pancia, 1983, uno da quasi maggiorenne, 17 giugno 2001, N.d.R.].
Franco è il mio mito: una volta ho detto al papà se non gli andava di fare come lui: "Compri una squadra di calcio e poi te la gestisco io come la Rosella e Francuzzo Sensi!".
Franco mi mancherà come capita sempre quando se ne va un uomo magggico come lui e come quella magggica squadra che ha guidato e ha fatto rinascere.
Il 29 luglio, sulla Gazza, ho letto come sempre l'articolo per il suo compleanno gongolando al pensiero che il destino mi ha fatto nascere lo stesso giorno del mio Presidente.
Rosella onora la sua memoria, Roma onora la sua memoria.
E scusate la retorica: non è nel mio stile, ma questa volta ne sentivo la necessità.

18 giugno 2008

Caro Damiano, ti scrivo...

Sei il mio giallorosso preferito di sempre, ti ho già dedicato post oramai datati [ottobre 2005, novembre 2005, luglio 2006, N.d.R.], ma quando ho letto su Calciomercato.com che c'è anche la minima possibilità di reincontrarti ho fatto i salti di gioia: torna Damiano, torna Damiano, il calcio ha bisogno di te e il tuo Verona potrà deliziarsi di te!

06 giugno 2008

Un laziale sulla panchina biancorossa?

Prende sempre più corpo l'ipotesi Dario Marcolin come nuovo allenatore del Monza. Benché il DS Abbate, intervistato da TMW, tenga a precisare che niente è ancora deciso, Monza-News e SportMonza oramai lo danno come favorito, sottolineando come la notizia sia apparsa anche sulla Gazzetta dello Sport.
Se ciò si verificherà dovrò mantenere tutto il mio self-control nel prossimo futuro, infatti nella sua carriera Marcolin ha vestito per troppi anni la maglia della Lazio (sette stagioni in cui ha collezionato 111 presenze tra campionato e coppe condite da due reti), diventando poi collaboratore di Roberto Mancini all'Inter.
Il mio cuore giallorosso freme fin d'ora.

25 maggio 2008

E la Coppetta fu ancora nostra

Non vi dico cosa è successo ieri sera in casa mia (mamma nerazzurra, papà in teoria superpartes e in pratica incitava l'Inter al pareggio), ma tant'è la Coppetta Italia è nostra e così mi son dovuta sentir dire: «Ve l'abbiamo lasciata: che gusto ci sarebbe a vincere sempre tutto?!».
Mah, io non commento perché per quanto venga tacciata di antisportività ho ancora un barlume di dignità.
P.s.: però se a Max va nei commenti può lasciar scritta la frase incriminata di Spalletti (di cui non sono a conoscenza).

18 maggio 2008

Serie A e pie illusioni

Oggi ci siamo tutti un po' illusi. A qualsiasi colore appartenesse il nostro cuore siamo rimasti in fibrillante attesa per 90 minuti, sperando, incrociando le dita, affidandoci alla scaramanzia e a chi più ne ha più ne metta. A qualcuno è andata bene, ad altri un po' meno. La vita è una ruota che gira o una palla che rotola su un campo verde.
Bel post pieno di frasi fatte e ovvietà, però quando Mirko Vucinic ha segnato, mi è scappato il pensiero ad una persona e gli ho detto gongolante nella mia mente: «Mi dispiace, ma mi sa che stavolta ve lo freghiamo!».
Vabbè alla fine non è andata così, ma sabato prossimo c'è già la rivincita. ;)