21 marzo 2006

Le reazioni al gesto di De Rossi

Dopo il bel gesto di domenica pomeriggio di De Rossi, una selva di dichiarazioni, più o meno intelligenti, sono uscite dalle bocche di svariati protagonisti del calcio. Eccone alcune:

-          Xavier Jacobelli, direttore del QS, si è detto pronto a consegnare una targa-ricordo per celebrare il bel gesto di lealtà del calciatore giallorosso, contemporaneamente Aldo Biscardi si è detto pronto ad ospitare l’avvenimento simbolico durante la sua trasmissione “Il Processo del Lunedì”;

-          Sergio Campana ha apprezzato il gesto, ma ne ha anche sottolineato l’eccezionalità, «il che la dice lunga sulle abitudini che dobbiamo sopportare» e si è augurato possa diventare la norma;

-          Zdenek Zeman, ex allenatore giallorosso, ora in forza al Brescia, dopo l’incomprensibile esonero di Maran da parte del presidente Corioni, è duro nei confronti del giocatore: «E’ stato costretto ad ammettere cosa era successo perché tanto era troppo evidente. Avrebbe fatto meglio a non andare a colpire di mano invece di ammetterlo dopo»;

-          Gianni Rivera trova che sia semplicemente un «atto dovuto» e, come Zeman, evidenzia il fatto che «altri non sarebbero proprio andati a deviare di mano il pallone verso la porta», quindi il suo non è un comportamento da ammirare;

-          Emer*on apprezza la correttezza dell’ex compagno di squadra, perché «ha dato un ottimo esempio ed è stato bravo: non è da tutti fare un gesto così», inoltre rileva come questo gesto sia «più importante di una bella giocata»;

-          Stefano Fiore, giocatore della Fiorentina, fa i complimenti a De Rossi, ma si chiede [inutilmente, N.d.R.] se «avrebbe agito allo stesso modo con la gara in parità o addirittura se la sua squadra stava perdendo?» [la mia prof di storia e filosofia, la mitica Suor Francesca, ci ha dato un saggio delle potenzialità dei “se” e dei “ma” nella storia con una frase spiritosa, che dovrebbe essere ricordata a Fiore: “Ragazzi – ci disse – con i ‘se’ e con i ‘ma’ la storia non si fa!”, la stessa frase la conoscevo nella versione dialettale: “Cun d’i ‘se’ e cun d’i ‘ma’ se va duma a caga’”*, N.d.R.]

 

*traduzione: “Con i ‘se’ e con i ‘ma’ si va solo a ca**re”

20 marzo 2006

La politica mai

Il problema è che due presidenti di società calcistiche [Fiorentina e Milan, nella persona di Della Valle e Berlusconi, N.d.R.] hanno a che fare con il mondo politico e così mi tocca parlare di qualcosa che non inerisce strettamente allo sport, ma spazia verso le frontiere dell’ignoto [almeno per me la politica lo è, N.d.R.].

Due fatti mi hanno colpito:

-          Diego Della Valle, presidente della Fiorentina, dopo essere stato accolto allo stadio dai cori di sostegno dei tifosi viola, polemici nei confronti di Berlusconi, ha pensato bene di occupare lo spazio concessogli da Sky Sport con proclami antiberlusconiani, spazientendo la povera Ilaria D’Amico, che non sapeva come contenerlo per rispetto della par condicio: «Dopo quello che ho visto, parlare di Berlusconi credo sia un problema per tutti. Ho visto un uomo stanco, un uomo sull’orlo di una crisi di nervi, ha fatto scivoloni incredibili. Credo che la famiglia dovrebbe stargli vicino, farlo riposare e fare di tutto per farlo tornare… La mia è solo l’espressione di un giudizio umano».

-          Silvio Berlusconi, presidente del Milan (nonché del Consiglio dei Ministri) ha passato una domenica addolcita dalla vittoria per 4-0 del suo Milan sull’Udinese e dal trionfo delle Renault nel Gran Premio della Malesia, che hanno surclassato le Ferrari, posizionandosi le prime al primo e secondo posto con Fisichella e Trulli e le seconde al quinto e sesto posto con Massa e Schumacher. La motivazione di tanta felicità sta nei pregressi rapporti politici molto conflittuali col presidente delle Rosse, Luca Cordero di Montezemolo e lo smacco patito sulla pista della Malesia dalla casa di Maranello ha portato Berlusconi a telefonare a Flavio Briatore, uomo di punta della Renault, per ringraziarlo: «Mi hai fatto proprio un bel regalo»: RIMANGO MOLTO PERPLESSA…

Lealtà o fair play: il concetto non cambia

Sì perché l’importante è aver dato una bella lezione a tutti quei giocatori specializzati nel fregare arbitri e avversari: Daniele De Rossi, “romano de Roma”, perciò facilmente considerato come “er solito burino de periferia”, ha messo a tacere tutti i detrattori con il bel gesto di ieri sera, durante la partita Roma-Messina (terminata 2-1). Su punizione di Mancini, De Rossi si era tuffato in avanti per colpire con la testa, ma la mano galeotta aveva deviato il tocco, ingannando Storari e superando così la linea di porta. Ma il prode De Rossi, sentendo un rimorso nella sua limpida coscienza di quasi 23enne [lasciatemi precisare che è nato 5 giorni prima di me, il che è una garanzia, N.d.R.], ha pensato bene di confessare il misfatto al capitano messinese Sullo e all’arbitro Bergonzi, che ha subito annullato il gol.

Ce ne fossero di più di gesti così.

La stampa inglese

La mia ¤talpa¤, di ritorno dall’ennesimo viaggio, questa volta in quel di Londra, mi ha portato il Daily Mirror di giovedì 16 marzo, cioè il giorno dopo la vittoria per 2-1 in Coppa Uefa della Roma a spese del Middlesbrough, che è costata comunque l’eliminazione a causa del gol in trasferta. Ho potuto leggere così cosa ne pensavano gli inglesi della partita e con mio grande stupore ho scoperto che:

-          a pagina 9 hanno sbattuto il titolone d’impatto: «Omicidi – 80 hooligans italiani [ma gli hooligans non sono loro?, N.d.R.] accoltellano e picchiano dei terrificati fans del Boro» e nell’articolo sottolineano che «I tifosi della Roma hanno acquistato una allarmante reputazione di violenza negli ultimi anni. 5 anni fa molti tifosi del Liverpool erano stati accoltellati durante violenti scontri prima di un pareggio europeo»;

-          a pagina 68 l’articolo della partita, caratterizzato dall’assenza del tabellino, tipico della stampa italiana (quello dove si possono trovare: le squadre, le pagelle, i marcatori, l’arbitro, le note della partita come gli angoli, gli ammoniti e gli espulsi, il recupero e il numero degli spettatori): come scoprire a questo punto quali siano stati i marcatori? Leggendo la lunghissima cronaca della partita, dove i giocatori sono chiamati per nome e cognome (è pazzesco trovare scritto “Alessandro Mancini”, ma anche “Gaizka Mendieta”).

P.s.: inutile poi soffermarmi sul fatto che il tabloid è pieno di gossip (la prima pagina è dedicata al seno strabordante di una anchorwoman della Bbc) e di derisioni della casa reale (un articolo dedicato al principe Edward e al fatto che non si riconosce nel nomignolo Eddie). Se prima non gradivo granché la stampa italiana, dopo aver intravisto quella inglese, ho capito che non siamo poi messi così male!

 

17 marzo 2006

Confessioni di un giornalista assoldato dall'Auditel

Dell’Auditel mi son sempre fidata poco: dopotutto se ne fa un uso spropositato, senza mai tenere conto che sono semplici dati statistici rielaborati, che sul gradimento dei programmi ci dicono ben poco. Inoltre non dovrebbero essere presi come dati esatti, ma solo come tendenza (cioè sarebbe meno opinabile dire che la stragrande maggioranza degli italiani era sintonizzata su RaiUno durante lo scontro Berlusconi-Prodi piuttosto che dire che 16 milioni di persone hanno guardato quella trasmissione).

Ma il problema sta tutto in un fatto: e se a qualcuno venisse in mente pure di taroccare i dati? E cioè si mettesse a pigiare più tasti del dovuto sul telecomando del meter (la presenza davanti al video viene segnalata, infatti, attraverso un telecomando che indica quali e quanti membri della famiglia sono in ascolto e persino gli eventuali ospiti)? A tal proposito, ricordo nella mia infanzia una storia pubblicata su Topolino, dove Paperino veniva prescelto come famiglia campione delle rilevazioni statistiche delle trasmissioni televisive e, nel momento in cui Paperone e Rockerduck ne venivano casualmente a conoscenza, scattava una lotta all’ultimo sangue per convincere il povero Paperino a sintonizzarsi sui loro canali tv e gonfiare così i dati di ascolto per avere un maggiore ritorno economico

Beh, succede anche nella realtà: un giornalista del Giorno, impegnato sui campi della Pinetina e di Milanello, confida ad alcuni colleghi di emittenti locali di essere nel campione dell’Auditel e la sua vita cambia in modo rivoluzionario: dapprima indagini generiche sui gusti del povero giornalista da parte dei sedicenti colleghi e poi vere e proprie offerte: «La raccolta pubblicitaria va un po’ male sulla nostra emittente, se tu ci dessi una mano sintonizzandoti stabilmente su di noi per tirar su gli ascolti, saremmo disposti a pagarti 500 euro al mese» oppure «Io ti assicuro per tutta la stagione una partecipazione come ospite fisso alla mia trasmissione, con gettone di presenza di circa 250 euro, e tu mi garantisci che in quel momento a casa tua il televisore è sintonizzato sul nostro canale» e ancora «Siamo disposti a darti 1000 euro al mese se ti vedi questi programmi (trasmissioni sportive, contenitori musicali e varietà)»: proposte ben più allettanti della ricompensa annuale proveniente dall’Auditel (cioè piccoli premi come elettrodomestici, set di valigie o di pentole) e che avrebbero permesso il taroccamento dei dati, se il giornalista in questione avesse ceduto. Adesso che la storia è venuta alla ribalta, al giornalista è stato portato via il prezioso meter ed è stato depennato dal campione Auditel, ma se non fosse l’unico caso?

13 marzo 2006

Le solite esagerazioni

Sabato sera Adriano è tornato al gol, dopo mesi di magra e i giornali? «Il ritorno del vero Adriano», «La riesplosione di Adriano», «Adriano è di nuovo devastante», «E’ tornato l’Imperatore» (qualcuno si permette timidamente di dire: «Certo una partita non basta per dire se il brasiliano sia davvero rinato», ma è solo come un fastidioso ronzio nelle orecchie perché il titolo col botto già dice tutto).

Ieri pomeriggio la Roma ha perso 3-2 ad Ascoli, dopo 13 risultati utili (di cui 11 vittorie consecutive) e i giornali? «La Roma si è sgonfiata», «I giallorossi colti di sorpresa», «Era invincibile, inarrestabile, incontenibile. Era, appunto. Da ieri non lo è più», «Ha preso una botta tremenda», «La Roma affonda», «Gli ex imbattibili», «Una Roma barcollante» (purtroppo qui, però, nessuno si è ricordato di dire che una partita non basta per dire se è crisi o se è un semplice passo falso, che può capitare a chiunque e nessuno si ricorda che non tutte le ciambelle vengono col buco, e che, se venissero, sarebbe un miracolo, ma noi miracoli non ne possiamo fare).

Non esistono mai le mezze misure.

12 marzo 2006

Monza-Pro Patria 0-1


In un pomeriggio caratterizzato dal vento incessante, che ha fortemente compromesso l’andamento dell’intera partita, in quanto viziava le traiettorie dei tiri di entrambe le squadre, un Monza non particolarmente brillante (un solo tiro in porta pericoloso, un paio di punizioni e di calci d’angolo) si è arreso di fronte ad una Pro Patria leggermente più arrembante, che è riuscita a concretizzare la sua superiorità con un bel gol (clicca qui per vederlo) nei minuti finali del secondo tempo, aiutata anche dall’incredibile decisione di spostare Pontarollo a terzino sinistro.
La partita si è caratterizzata anche per la “telecronaca” incessante di un tifoso-vecchietto, seduto dietro di noi, che alla fine è risultato veramente indisponente: ma non poteva godersela in pace senza dover criticare ogni mossa, ogni tiro per tutta la durata della partita?
Infine un avviso: Miky stai molto attenta con i tuoi sogni premonitori portas***a!
(Nella foto: la festa della Pro Patria a fine partita).
P.s.: altri video della partita:

Il cambio tra le file del Monza


Il cambio (tanto auspicato dai tifosi) tra Bertolini ed Egbedi.

La panchina del Monza

Ecco la panchina del Monza.

La curva del Monza


La curva della Pro Patria

Ecco la curva ad inizio partita.

11 marzo 2006

Esportazione di soubrette

La mia ¤talpa¤ mi ha portato da ParigiSport-Le magazine sport free attitude”, giornale facente parte della “free presse” francese con un sito Internet dedicato: www.freesport.fr. A pagina 42, nella sezione Glamour, c’è un’intervista a una soubrette italiana, Maria Mazza e all’inizio mi sono molto scervellata per capire cosa ci azzeccasse con lo sport, storia con Totti a parte. Poi nel box sottostante l’intervista ho capito tutto: Maria conduce una trasmissione sul calcio, Number Two, in diretta ogni lunedì dalle 21 alle 23, su Canale 34, una tv meridionale ed è accompagnata in quest’avventura da Ivan Zazzaroni e da Maurizia Cacciatori. La trasmissione è caratterizzata dalla costante delle domande sul Napoli, squadra del cuore di Maria, che confessa: «L’anno scorso sono stata invitata a una trasmissione alla radio. Un tifoso mi ha chiesto di fare uno strip-tease se il club fosse stato promosso in Serie B. Non è stato il caso, ma, comunque, non avevo promesso niente» e aggiunge che il suo mito calcistico è Maradona: «Per me che adoro la danza, Maradona è il Nureyev del pallone. Nessuno lo ha mai eguagliato. Con lui a Napoli eravamo viziati. E’ dopo che abbiamo iniziato a soffrire».

Ma la cosa più succosa dell’articolo è, logicamente, proprio la storia con Totti, eccovi il passo in questione: «Nel 1998 l’abbiamo scoperta tra le braccia di Francesco Totti, la star incontestata del calcio transalpino, la cui frattura del perone sinistro fa disperare tutto un popolo. La stampa aveva fatto “cavoli grassi” di questa relazione, di cui Maria difende ancora la purezza in un modo molto toccante: ‘Eravamo entrambi all’inizio della nostra carriera. Entrambi non molto conosciuti. Lui è veramente esploso agli Europei del 2000. Abbiamo provato a vivere la nostra relazione molto tranquillamente. Non ho mai provato ad approfittare della situazione. Oggi non siamo più in contatto. Entrambi sposati, lui è diventato persino papà. Viviamo vite completamente separate’».

Insomma anche i francesi amano il gossip d’oltralpe.

Un viaggio in compagnia di ...


Ieri la mia ¤talpa¤ è tornata da Parigi col volo Parigi-Milano (Linate) delle 16 e ha viaggiato in compagnia di Giacinto Facchetti (nella foto "rubata" dalla ¤talpa¤), presidente nerazzurro, il quale stava tornando dai sorteggi della Champions League. Il viaggio è stato campale sia per la mia ¤talpa¤ sia per Facchetti, che viaggiava in “business class”: l’aereo doveva partire alle 16, ma per una serie di disguidi tecnici (non ultimo, uno strano fumo nero che usciva dal motore) non è decollato fino alle 18, così un volo di 75 minuti è durato in realtà quasi 4 ore.

10 marzo 2006

¤FP¤ all'attacco

Vorrei rendere partecipi i miei lettori della novità occorsa nella mia vita proprio stamattina: appena finito il disbrigo delle pratiche burocratiche, comincerò uno stage di due mesi in una vera redazione giornalistica, in una rivista di arte contemporanea: Tema Celeste. Lo so che a prima vista sembrerebbe che io e l’arte non ci azzecchiamo molto insieme, ma è pur sempre un modo per fare esperienza. Aspetto il vostro in bocca al lupo. ;)

06 marzo 2006

Meno male che non sono interista

Sì perché altrimenti oggi dovrei gioire per un gol arrivato di c**o al 44’ del secondo tempo e ottenuto per gentile concessione giallorossa, che, paga di undici vittorie consecutive, senza una punta di ruolo, ma in grado lo stesso di rimanere in vantaggio per 89 minuti, ha pensato bene di concedere qualche sorriso anche alla famiglia Moratti e ai suoi adepti.

Ecco le parole di Mancini nel dopopartita: «Il risultato è giusto, ma non mi soddisfa affatto. Il pari con gol CASUALE di Materazzi, è arrivato quasi alla fine. Abbiamo commesso un errore madornale sul gol e la Roma da quel momento è andata benissimo. La difesa non può permettersi di fare quegli errori. E poi è stata responsabilità anche degli attaccanti: hanno giocato con un ritmo scandaloso, a quel ritmo sapevo giocare anche io! Per fortuna nel secondo tempo è migliorata tutta la squadra. […]. E poi abbiamo troppo pochi giocatori che vanno senza palla»: certo che se un allenatore dice queste cose alla fine della partita, c’è poco da sfogliar verze [come dice la mia mamma, N.d.R.].

Il gemello separato alla nascita di Povia fa sfracelli

Per capire di chi sto parlando vi basterà cliccare qui e se, come me, non sarete d’accordo, tornate qui che parliamo di calcio.

Oggi Comaschi nella sua solita rubrica Voti a perdere scrive: «Cross di Roberto Carlos solo da mettere dentro dopo 3 minuti e il Tamarro [nuovo soprannome, proprio carino, gli calza a pennello, N.d.R.] appoggia dentro di testa. La Gazzetta titola: “Cassano gol, Madrid ai suoi piedi”. Beh, mi sembra riduttivo [a chi lo dici?!, N.d.R.]. Vogliamo dire piuttosto il mondo? O l’universo? Sempre per non esagerare, sia ben chiaro». Poi continua: «Cassano, felice dopo il gol, ha detto: “Spero che Lippi fosse davanti alla televisione”. Sì, c’era. Guardava Sanremo [!!!!, N.d.R.] con la famiglia. Gli è piaciuta Dolcenera [!!!!!, N.d.R.]».

Tornando a Cassano: ho fatto il mio solito giro sui siti spagnoli per confrontare l’enfasi giornalistica italiana, di cui parla Comaschi, con la pacatezza [speriamo!, N.d.R.] spagnola:

-          la Gazzetta on-line titola: «Cassano è sempre più Real - Il barese ha trascinato la squadra madrilena alla vittoria per 2-1 nel derby contro l'Atletico. Un gol e tante giocate gli hanno fruttato gli applausi dei suoi tifosi»; poi all’interno dell’articolo, continua così: «Antonio Cassano ha trascinato il Real Madrid al successo nel derby contro l'Atletico. […]. A Cassano, autore di altre giocate sopraffine e sostituito al 29' della ripresa da Raul, il pubblico del Santiago Bernabeu ha tributato una "standing ovation"».

-          As titola: «Cassano mette il contatore dell’Atletico a zero – Segna il primo gol del Madrid e partecipa al secondo»; poi all’interno dell’articolo: «La performance dell’italiano è stata determinante per le sorti del derby e il campo ha dato ragione al suo tecnico, López Caro, che ha puntato su Cassano invece che su Ronaldo. […]. Il sostituto di Ronaldo, Cassano, ha giocato una buona partita, ha segnato il primo gol, ha partecipato attivamente al secondo e ha complicato molto la vita ai suoi marcatori, soprattutto a Perea. […]. Al terzo minuto, Roberto Carlos, […], crossa al centro e Cassano segna di testa approfittando del pessimo movimento difensivo dei due centrali dell’Atlético, Pablo e Perea, che vanno a difendere il primo palo e lasciano l’italiano solo sul secondo. L’italiano comincia a giustificare il suo partire da titolare e a rendere amara la notte di Perea, superato frequentemente da un Cassano più rapido di quello che la sua FIGURA ROTONDA potrebbe indicare e che sa levare intelligentemente dalla sua posizione il colombiano, che quanto più si allontana dall’area, tanto più sono evidenti le sue carenze. Sta bene l’ex giocatore della Roma e con Guti è il migliore del Madrid. I giocatori hanno di che congratularsi per il suo apporto alla squadra, NON CERTO PER LA SUA LINEA. […]» [bisogna dire che agli spagnoli di As ancora non va giù la sua pancetta, N.d.R.].

-          la Marca scrive: «Cassano e Baptista permettono il trionfo della squadra bianca […]. Il gol di Cassano appena cominciato l’incontro ha aiutato il lavoro. L’italiano, sostituto di un discusso Ronaldo, segna il gol dell’1-0 con un colpo di testa al terzo minuto. Roberto Carlos […] serve su un piatto d’argento il gol all’ARIETE MADRIDISTA, che deve solo metterci la “testa”».

-          l’articolo de El Mundo Deportivo non si apre, quindi non posso tradurlo, anche se vi lascio il link.

 

 

 

Cercasi urgentemente correttore di bozze

E’ vero che Simon Barjie, giocatore del Monza, ha un nome impronunciabile e difficile da scrivere, ma in un giornale questi problemi non dovrebbero neanche sorgere, invece al Giorno non ci azzeccano (quasi) mai: oggi è diventato Bargjie. Complimenti!

"Gigi giocherà ai Mondiali? No, perché devo organizzare le vacanze"

Con queste parole, ieri sera alla Domenica Sportiva, Alena Seredova si è rivolta a Marcello Lippi, CT della Nazionale Azzurra, per informarsi sulla convocazione del fidanzato Gianluigi Buffon e così essere sicura sulla data delle sue vacanze: «Devo saperlo se sono a giugno, a luglio…». L’allenatore ha glissato con un “quelli sicuri già lo sanno”, ma con questa ennesima uscita, la Seredova sottolinea sempre di più la sua inutilità nel programma: non basta il blog del fidanzato, dove un giorno leggeremo pure se lei rimarrà incinta…  

02 marzo 2006

Tutti all'Iper

All’Iper di Monza di via della Guerrina è stato aperto un nuovissimo “Monza Point”, fortemente voluto dall’Ufficio Marketing di Monzello [Amighetti se avessi bisogno io sono qui…, N.d.R.]. Oggi e domani, dalle 17.00 alle 18.30, è pure possibile incontrarvi i giocatori biancorossi, che smessi maglietta e pantaloncini d’obbligo nella seduta d’allenamento, si intratterranno con i tifosi. Già da ieri sono cominciati questi ghiotti incontri, presenti Zaffaroni, Espinal, Santos e Tricarico; oggi si replica con Bertolini, Melani, Beretta, Pontarollo e Carrara e domani si chiude con Menassi, Campi, Pasino, Magrin e Perico.

Un solo appunto all’iniziativa: non ci si poteva pensare prima, quando ancora era abbordabile pure il nostro ex Capitano, Cristiano Giaretta?

 

Non esageriamo con le caviglie

Oggi sul Giorno, nella pagina “Lettere & Commenti”, tale Luigi Sala di Rho (Mi) scrive:

«Caro Direttore,

ho visto la trasmissione “Il Processo di Lunedì” successivi all’infortunio di Totti. Purtroppo ho dovuto assistere alla penosa esposizione dei piedi del calciatore. Che sia l’unico che esce dai campi di calcio un pochettino ammaccato? Ha mostrato le caviglie come fossero le piaghe del Signore o le Stigmate di Padre Pio. Ma via, siamo seri, per quanto possa interessare il signor Totti alla Roma o in prospettiva alla Nazionale Italiana, la scena è risultata patetica e inopportuna. Se il signor Totti mi passasse il suo stipendio, sopporterei pure io qualche calcetto».

No comment, perché tanta idiozia si commenta da sola! Ricordo solo che quelli che il signor Sala chiama eufemisticamente “qualche calcetto”, protrattisi nel tempo, hanno dato come risultato un grave infortunio: ma sì, trasformiamo allegramente un bello sport come il calcio in un incontro di boxe!  

28 febbraio 2006

La frase del giorno

David Beckham: «Se mio figlio Brooklyn mi chiede un aiuto con la matematica, io non so rispondere: è tutto diverso da quello che ho studiato io»: soprassedendo sul fatto che la matematica è sempre la stessa menata da secoli e secoli e pure sul fatto che il bambino farà sì e no la prima elementare, Beckham ha mai pensato di chiedere aiuto a Cassano? Almeno gli trova un’occupazione più stabile (anche se poi dovrà preoccuparsi dei voti che porterà a casa Brooklyn…).

27 febbraio 2006

History Channel 2


«A capita’ co’ questi qua pure co’ ‘na gamba sola potevi gioca’» [ma non era con la stampella?, N.d.R.]: mai striscione fu più profetico visto che di pappine l’aquila [che muoia oggi e per sempre, N.d.R.] ne ha prese due e noi ora siamo nella storia con undici (dico: UNDICI!) vittorie consecutive. E pensare che a riguardare indietro nessuno ci credeva (men che meno noi, su ammettiamolo…): già il 16 ottobre, all’ottava giornata di campionato [quindi con tutto il campionato di fronte che avrebbe dovuto mettere in guardia da giudizi troppo affrettati, N.d.R.], dopo la sconfitta contro l’Empoli ad opera di Tavano, si parlava di “crisi”, di uno “Spalletti sgonfiato” e si metteva in guardia Lippi dal “dare l’Italia in mano a Totti” [mai titolo fu più profetico e menarogna, N.d.R.]; la settimana dopo, il pareggio nel derby era frutto di una “Roma confusa” a cui “non bastava la rete dell’aspirante papà”; addirittura c’è chi diceva dopo Roma-Fiorentina del 27 novembre che la Roma era tornata squadra grazie al “ritorno di Cassano” [vedi Italo Cucci sul Giorno, N.d.R.]; e per finire in bellezza non possiamo dimenticare l’11 dicembre col Palermo all’Olimpico: “Roma nella bufera, tutti in ritiro”, “crisi”, “contestazione dei tifosi”, “Andate a lavorare…”: ma si dice che dopo le tenebre ci sia la luce, dopo la tempesta ci sia la quiete [Leopardi docet, N.d.R.] e infatti il pareggio con la Samp è stato solo il preludio alla “Roma dei record”, che Massimo De Luca definisce “invincibile, eppure mai irresistibile” [e chissenefrega non ce lo metti: io preferisco non essere irresistibile col bottino pieno, che esserlo col bottino vuoto, N.d.R.].Ma è inutile star qui a recriminare su qualche titolo non azzeccato: il giornalismo è fatto di questo, ci campa sulle crisi e le sconfitte, tanto quanto sulle esaltazioni e le vittorie e io stessa spesso mi sono lasciata contagiare da questo andazzo generale, perché non posso prevedere il futuro e, commentando il presente, bisogna limitarsi a ciò che si vede e la Roma della prima ora non era affatto magica come quella di oggi.

Matteo Beretta: il gladiatore biancorosso che fece piangere Pelizzoli

Sul numero 10 del periodico di informazione del Monza, “CalcioMonzaBrianza”, c’è un’intervista al nostro nuovo bomber Matteo Beretta, che già era stato presentato sul numero 10 de “Il Biancorosso”, la testata gestita dai tifosi biancorossi: di lui ho scoperto una cosa davvero interessante, che ora diventerà il fulcro del mio post.
Matteo, “punta centrale che ama la profondità”, ha giocato in Serie B nella Triestina, nella stagione 2002/2003 e a questa sua esperienza è legato un ricordo particolare, che tocca il mio cuore di tifosa: «In Coppa Italia ho segnato un gol alla Roma. I giallorossi avevano appena vinto lo scudetto [nella stagione 2000/2001, N.d.R.] e battere Pelizzoli su rigore è un ricordo che mi porto dentro».
Sono andata a ripescare l’episodio sul mio quaderno giallorosso (visto che dal fondo della memoria ricordavo la partita, ma non certo chi fosse stato il marcatore): «4/12/2002. Ottavi di Coppa Italia. Triestina-Roma 1-1. Marcatori: Beretta e Batistuta. Note di ¤FP¤: il rigore era stato parato da Ivan, ma purtroppo è stato ribattuto in rete». A quanto sembra quindi, caro il mio Matteo, non ci eri riuscito al primo colpo a metterlo dentro quel rigore: raccontacela tutta bene!
AGGIORNAMENTO: per chiunque cercasse news più fresche sul caro Matteo, basta cliccare sul tag Beretta qui sotto! Oppure direttamente qui!

26 febbraio 2006

Monza-Teramo 1-0


Talmente presa dal mio nuovo incarico di camerawoman oggi non riesco a proporvi una cronaca completa della partita (posso affermare con tutta certezza solo che siamo salvi: chissà com'è contento Sonzogni!), però ecco a voi il link per vedervi il gol di Matteo Beretta in tutto il suo splendore e la festa a fine partita (da cui è tratta la foto qui accanto): buona visione.
P.s.: se volete vedere altri video della partita (ne ho moltissimi) potete contattarmi.
P.s.2: eccone di nuovi: «Al 18' Barjie in posizione avanzata ruba palla a Dei, entra in area dalla sinistra ma calibra male l'assist per Egbedi».
«Al 64' Carrara protagonista con un volo all'incrocio dei pali a deviare un destro di Franzese dai sedici metri».
«Espinal a Bertolini, velo per Pontarollo che a tu per tu con Mancini mette a lato, forse sbilanciato».

La curva del Monza


La curva del Monza durante l'intervallo era invasa da carta igienica.

La curva del Teramo 2


Ed ecco la curva del Teramo durante l'intervallo (considerate che il Giorno aveva scritto che dovevano essere in quattrocento).

La curva del Teramo


Ecco come appariva la curva del Teramo ad inizio partita.

Il riscaldamento prepartita 2

Il riscaldamento prepartita


Ecco i nostri undici leoni durante il riscaldamento prepartita.

25 febbraio 2006

Una ghiotta anticipazione

Domani ci sarà Monza-Teramo e come mio solito andrò a vederla per poi dilettarmi nel solito commento domenicale da pseudo-giornalista-tifosa, ma i mezzi a mia disposizione sono aumentati e quindi da domani non ci sarà più la solita fotina striminzita scattata con il mio fantastico Nokia 3200, ma foto molto più particolareggiate e soprattutto VIDEO (sperando che la mia idea di come caricarli funzioni) dei gol! Vi aspetto allo stadio e poi sui vostri monitor: ricordatevi questo link WWW.SPORTEDINTORNI.BLOGSPOT.COM!

24 febbraio 2006

E' nel DNA della Roma: non c'è gioia senza sofferenza

[Da CoreDeRoma]

«Un grande entusiasmo per aver eguagliato il record storico di vittorie consecutive, uno sconforto ancora maggiore per l’infortunio del Capitano. Brutte immagini, sia quelle dell’infortunio che quelle del pianto di Vanigli, 3 entrate da dietro in 7 minuti…e poi la coccodrillata in diretta tv: “non volevo” tra le lacrime: sì, forse non voleva spaccarlo ma di certo l’ordine ricevuto era quello di non farlo girare mai, e qualsiasi giocatore affronti il nostro capitano ha un solo modo per non farsi saltare: stenderlo, colpendo dove sta messo peggio, da dietro, come fanno tutti partendo da Vanigli e fino a Thuram, senza che nessun arbitro, nessun dirigente federale, nessuna istituzione dello sport abbia speso una parola per la tutela di un giocatore che da molti anni a questa parte risulta sempre al primo posto del poco invidiabile record di giocatore del campionato che ha subito più falli. 

C’è stato ora tutto uno stracciare di vesti che ha seguito il fatto, ipocriti che fino a sabato deridevano Totti, insultando il suo coraggio e le sue parole ora si trovano senza il fulcro della nazionale, non ci avevano pensato. Noi Romanisti vorremmo che Francesco Totti tornasse a giocare in tempo per i mondiali solo per un motivo, perché lui ci tiene. Non fosse per questo già da tempo avremmo preferito consegnare all’Ita"g"lia il loro Alex Del Piero con magari Morfeo o qualche altro, tutti bravi giocatorini, non Romani, quindi “politicamente corretti”. La nazionale la sentiamo distante da noi perché il suo allenatore, i quadri federali, sono lo specchio di quello che abbiamo sempre combattuto. Saremo davanti ai televisori per Totti, De Rossi, Perrotta, non per la maglia dei Savoia o per il suo allenatore.
Intanto domenica c’è l’appuntamento definitivo con la storia !!
Ci arriviamo con la lingua di fuori ma senza il più grande, con una striscia di vittorie alle spalle che fa impallidire qualsiasi squadra al mondo. Comunque dovesse andare da qui alla fine del campionato, a partire da domenica prossima, va alla squadra e all’allenatore la nostra sempiterna gratitudine per quanto hanno fatto finora e per quanto faranno ancora e poi in alto i cuori, in fondo sono solo laziali, noi siamo ROMA!!»

23 febbraio 2006

Un compleanno amaro

Ieri era il compleanno di una mia amica juventina purosangue. Quando l’ho chiamata per farle gli auguri era esaltatissima perché c’era la partita di Champions della sua amata squadra. Ora le parti si sono invertite e l’esaltata sono io: Werder Brema-Juventus 3-2, gol partita di Micoud al 92’ [la famosa zona Cesarini, quella di solito deputata al c**o incredibile di squadre come Juventus e Milan].

La Juve ha già praticamente vinto lo scudetto, ma è la Champions il suo vero (e unico) obiettivo: inutile negare che la sconfitta di ieri non è poi così impossibile da recuperare, basta una bella vittoria per 1-0 in casa e i gobbi son già qualificati, ma il godimento di vederli per una sera depressi, beh, quello è impagabile.

Come è impagabile leggere le parole di Capello nel dopopartita: «Abbiamo sbagliato troppo, e nel calcio chi sbaglia paga [insomma le solite frasi di circostanza, N.d.R.]. Abbiamo subito almeno due gol evitabili [e allora perché non li avete evitati? Mistero!, N.d.R.], loro del resto sono forti nel gioco di testa e in casa si fanno valere: peccato perché avevamo raddrizzato una partita nata male [e finita anche peggio: olè!, N.d.R.]. Era importante segnare, lo abbiamo fatto però non si possono subire tre gol così e buttare via tutto nel finale [ora sai come ci si sente: tiè!, N.d.R.], anche se loro sono stati bravi. Ora a Torino non dobbiamo sbagliare nulla». E poi ecco che arriva l’alibi finale: impossibile farlo mancare: «In questo momento le formazioni tedesche hanno un vantaggio. Noi, così come Barcellona e Chelsea [Chelsea-Barcellona è terminata 1-2, N.d.R.], abbiamo avuto un periodo intenso, con molte partite alle spalle, mentre loro hanno avuto la possibilità di riposare durante la sosta invernale».

22 febbraio 2006

Il derby dei record

Domenica si giocherà il derby della Capitale con uno spettatore in più: Francesco Totti, che domenica si è fortuitamente infortunato dopo un duro contrasto di gioco con Richard Vanigli dell’Empoli [mi sembra inutile entrare a far parte della folta schiera che lo considera un assassino, dopotutto chissà come si sente, ma non mi permetto neanche certe uscite dialettiche stile Pedron, N.d.R.]. Il Capitano vorrebbe seguire la partita dalla panchina per incitare al meglio i suoi compagni e per fare da portafortuna ufficiale nella notte che potrebbe portarci sugli altari: 11 vittorie consecutive, infatti, in Italia non si sono mai viste [ma alla fine a che servono se lo scudetto oramai è cucito sulle casacche bianconere?, N.d.R.].

In tutto questo l’unica mia paura è la provenienza degli auguri indirizzati a Totti, nella folta lista ci sono pure Di Canio e Capello: speriamo che non portino troppa s***a e che a giugno ai MondialiEr Pupone” ci arrivi di nuovo tutto intero.

21 febbraio 2006

Scollamento e salvezza?

Lunedì la newsletter dell’A.C.MonzaBrianza1912 recitava: «Il Monza, con il quinto successo in questo inizio di 2006, rafforza la quarta posizione in classifica e aumenta le sue convinzioni in chiave futura, fermo restando l'umiltà ed il carattere di un gruppo davvero encomiabili. Domenica contro il Teramo, serve l'appoggio anche del Brianteo, per un'altra sfida al vertice, con i biancorossi che vogliono legittimare l'ottimo andamento e la striscia positiva, per continuare a sognare ad occhi aperti».

Oggi il Giorno riporta «le nubi sulla vittoria», con il mister Sonzogni che parla di «scollamento all’interno dell’ambiente» e quasi nega il quarto posto e la fase ascendente della squadra, continuando a sottolineare il suo interesse per la salvezza, «per la quale mancano ancora tre punti» e l’errore del credere la partita Monza-Teramo come l’occasione «per prendere due piccioni (quota salvezza e margine sull’inseguitore) con una fava (la vittoria)».

Insomma van bene le tecniche psicologiche sul volare basso, l’umiltà e il non sentirsi mai arrivati, ma continuare a tarparci le ali così, quando è sotto gli occhi di tutti che non facciamo poi così schifo…

20 febbraio 2006

Serie A e qualche dubbio

Ma nessuno ha notato che durante la trasmissione di Canale 5Serie A”, i servizi sugli anticipi di campionato sono praticamente le sintesi delle telecronache trasmesse su Mediaset Premium? Insomma i furboni non fanno neanche lo sforzo di preparare un servizio ad hoc per quelle partite e così ci dobbiamo sorbire le plateali esaltazioni dei telecronisti ad ogni gol (vedi ieri Piccinini con il Milan…).

18 febbraio 2006

Sorrisi e pianti per Cassano

Noi romanisti ce ne siamo felicemente sbarazzati col sorriso sulle labbra e con nove vittorie consecutive all’attivo. I madrileni se lo sono accaparrati col sorriso sulle labbra, trasformandolo in un “conquistador” con codazzo incredibile di giornalisti, fotoreporter e curiosi [sarà stato anche per quel giubbotto di pelo, che indossava al suo arrivo e che tutti gli invidiano…, N.d.R.]. Ma non sono solo sorrisi: un’agenzia di viaggi della provincia di Bari, la patria di Cassano, ha avuto la grande idea di offrire a tutti i suoi tifosi un pacchetto per ammirarlo all’opera: weekend nella capitale con viaggio aereo, soggiorno e, soprattutto, biglietto d’accesso allo stadio Bernabeu alla modica cifra di 300 euro a testa, tutto compreso. Trenta ultrà si sono subito fiondati ad acquistare il pacchetto e la possibilità di rivedere il loro beniamino, ma Cassano, in quel di Madrid, è stato relegato in panchina dall’allenatore Lopez Caro, che lo ha utilizzato col contagocce (43 minuti in Coppa del Re e 78 in campionato) e così sono arrivati i pianti dei tifosi, che hanno visto sfumato il loro sogno e quelli dell’agenzia di viaggi, che ha dovuto rimborsarli. Non dimenticando il pianto più rilevante: quello di Cassano stesso, che sperava di veder rifiorire la sua carriera e, invece, vede allontanarsi la possibilità di un posto ai Mondiali di Germania (dati anche gli exploit di molti giocatori di casa nostra, molto più affidabili di lui…).

17 febbraio 2006

"History Channel"

[Tratto dalla newsletter di CoreDeRoma]

 

«E' questo il canale sul quale devono andare in onda le gesta di un pugno di uomini: 7 provengono dal vivaio, 3 li abbiamo presi a parametro zero, del primo si diceva che non ci fosse con la testa, del secondo che era rotto e finito, del terzo che era un finto brasiliano. Il portiere s’è pagato il cartellino da solo per venire a giocare a Roma. Tommasi prende 1500 euro al mese. Montella, Mancini e Chivu a lungo sono stati infortunati e nel corso del 2005 sono stati dei “desaparecidos”. Ci aggiungiamo Panucci, Cufrè e Perrotta.
Questa è la Romana Demolizioni, questa è la Roma che ha stabilito il personale record storico di vittorie consecutive in campionato, ha eguagliato quello generale della stagione e si accinge a tentare l’assalto a quello di tutti i tempi.
Due persone completano i ranghi della R.D. (Romana Demolizioni): uno è Bruno Conti, che di calcio ne mastica e parecchio e che finalmente ha un ruolo decisionale nell’assetto societario. Bruno ha scommesso su Spalletti. L’altro è chiaramente l’oggetto della scommessa, ovvero Luciano Spalletti. Ne sa di tattica e molto più di colleghi titolati e incensati, ne sa di psicologia ed ha recuperato in un modo o nell’altro tutti i ragazzi che aveva a disposizione, ma soprattutto ne sa di vita. Ha mostrato da subito di possedere gli attributi, alla società, ai giocatori, alla stampa, non è uno che ti lascia passare tutto. Da ultimo ha costretto Sky a chiedere scusa, loro sempre pronti a leccare Capello, Galliani e Moggi, e con l’idea di prendersi gioco di Spalletti e della Roma

SKY - Il rigore su Totti è chiaramente concesso con manica larga!
SPALL. - Ha fatto vedere gli altri due non dati nel primo tempo?
SKY - Beh, no, però stiamo parlando...
SPALL.  (a voce alta) - FACCIA VEDERE GLI EPISODI A CUI MI RIFERISCO, HA MOSTRATO IL FUORIGIOCO INESISTENTE CHE AVREBBE MANDATO PERROTTA DA SOLO IN PORTA?
SKY - …Beh, adesso per dovere di bla bla bla…”.

Insomma questo Magic Moment non è tanto un Moment, il Moment lo lasciamo agli avversari, è un periodo lungo che speriamo non abbia mai fine. Ce lo invidiano tutti, cercano di minimizzarlo: il c**o, gli arbitri, i pali di Siena (2, il 2 luglio e il 16 agosto), per non dire l’unica realtà ovvero: che affrontino squadre che sono sopra o sotto in classifica, che si giochi in 10 o 11, in Europa o in Italia, in casa o fuori, con la neve o con il sole, con Totti o con Okaka (il nostro turnover, tipo Ibra-Del Piero), sotto di due o sopra di tre, rigori a favore rigori contro, alla fine, quando l’arbitro fischia la chiusura…: ROMA HA VINTO!!
Siamo semplicemente orgogliosi di questi ragazzi che domenica tentano di scrivere la Storia e mettere il loro nome a fianco di tre squadre leggendarie che padroneggiarono nei rispettivi periodi». 

 

16 febbraio 2006

Dottoressa ¤FP¤


Avevo promesso a me stessa che non avrei sbandierato il giorno della mia laurea qui sul blog, ma come fare a resistere alla voglia di autoincensarsi un pochino, ogni tanto? Insomma è così che da stamattina posso fregiarmi del titolo di “Dottoressa in Linguaggi dei Media”, ottenuta con votazione di 110/110 e tesi dal titolo «Media event o la storia in diretta: la narrazione televisiva dei funerali di Giovanni Paolo II» (un sentito ringraziamento al mio relatore, prof. Aldo Grasso, che, a detta del mio pubblico, è stato alquanto severo come presidente di commissione). Vi rinnovo il mio ringraziamento per ogni volta che passate di qui e mi leggete…e se questa volta avrete voglia, spero di ricevere anche le vostre congratulazioni!

P.s.: grazie mille a Sarchiapone che mi ha celebrato in questo post! Aspetto con ansia la tua laurea!

13 febbraio 2006

Quando la matematica è un'opinione

Oggi nelle pagine dedicate alle Olimpiadi del Giorno c’è una tabellino, in cui ci viene presentato Armin Zoeggeler, medaglia d’oro nello slittino: qui scopriamo che l’atleta che ci ha regalato il primo oro olimpico è nato il 04/01/1971. Fatti quattro conti, posso affermare con certezza che il nostro Armin ha la bellezza di 35 anni già compiuti. La cosa non è però riuscita così agilmente all’inviato del Giorno Leo Turrini, che nel suo articolo scrive: «…sul terrificante talento del trentaduenne altoatesino…»: regalategli una calcolatrice, ricordandogli che siamo già nel 2006.

AGGIORNAMENTO: oggi, 18 febbraio, in un nuovo articolo sul Giorno, Leo Turrini ha scritto che Armin Zoeggeler è del 04/01/1974, quindi avrebbe veramente 32 anni: ma ormai non so più cosa pensare.

11 febbraio 2006

Sulla Gazzetta pagina della serie C dedicata a Begnini

«Sulla "Gazzetta dello Sport" di venerdì 10 febbraio 2006, la pagina della serie C è stata dedicata interamente al presidente Begnini, con una lunga intervista rilasciata al giornalista Nicola Binda. Il Près ha raccontato la sua vita, i suoi interessi ed ha confermato la grande passione che lo lega al Monza, con la speranza, come ha affermato lui stesso: "che aumenti la gente allo stadio, per le nostre partite casalinghe. Il mio auspicio è quello di arrivare a 4000 presenze."»
[Alex Mariani mi perdonerà se mi approprio della newsletter dell'A.C.MonzaBrianza1912].

10 febbraio 2006

Ed ora chiamatela dottoressa...

Oggi la mia migliore amica si è laureata in Scienze Biologiche: le dedico questo post per congratularmi di nuovo con lei.
SEI ER MEJO FRA!!
Diddl

09 febbraio 2006

Moralismi inutili di un blogger...

«Il Calcio va odiato ragazzi miei, Il Calcio va Odiato! Il CALCIO DEVE MORIRE. La gente nel mondo muore di fame, di freddo, di malattie...E questi calciatori prendono milioni di Euro per correre dietro ad una palla. Dobbiamo Stimare, adorare ed onorare i nostri genitori perché ogni giorno ci portano da mangiare in tavola con il loro duro lavoro e non ci fanno mai mancare niente, coscenti che nemmeno loro nel lavoro duro di una vita neppure li avranno mai visti 500.000 Euro in totale!
Loro dovrebbero essere la nostra principale passione e non quei cretini che inseguono una palla ed i tifosi che stanno a guardarli, coscenti che la loro vita è in pausa, in quelle due ore che potrebbero stare con il cane, con la ragazza, con gli amici a svagarsi da qualche parte...A fare qualcosa di Attivo. Basta dare i soldi a questi calciatori da 4 soldi. E' per colpa di chi paga Sky per il calcio, MediaSet Premium e altri abbonamenti simili se il calcio va avanti e loro sono milionari. Spendeteli donandoli piuttosto, fate del bene a chi non ne ha, di bene.
Ah, piccola postilla: Lo sapete perché Sky sta facendo i contratti semestrali? Non per le olimpiadi e i mondiali, come vuol far credere, bensì perché nel 2007 sarà d'obbligo installare il digitale terrestre perché la tv via cavo scomparirà, quindi, tutti avranno il loro bel decoder dgitale e tutti i canali che ha Sky...La differenza però, è che con il digitale, una volta comprato il decoder, non si dovrà più pagare niente...Se non lo sapevate, OCCHIO! Sky si farà ricca per questo se non state attenti!»
[La netiquette mi obbligherebbe a lasciare il link al blog di questo blogger, ma non voglio dargli visibilità dato che non parla di calcio, ma dei cavoli suoi, normalmente, quindi ve lo scrivo senza collegamento: http://viaregginaccio.splinder.com]

06 febbraio 2006

Quando la gente non capisce nulla...

Oggi mi sono ritrovata un commento ad un vecchio post del 17 gennaio, tra l’altro il commento era all’articolo sull’Infame Traditore, ma è stato posto sotto un altro articolo che non c’entra nulla. Lo pubblico per dargli maggiore visibilità (e cioè per dimostrare come la gente dovrebbe prima leggere bene e comprendere il contesto…): «E si vede che al Giorno non sono schiavi messi a pecoroni come tutti gli altri giornalisti juventini come te, amico mio. Lo so che sei abituato ad avere la stampa ai tuoi piedi, ma... magia delle magie, pensa un po': qualche volta possono anche scrivere e pubblicare foto contro la tua squadra di ladri mafiosi. Hai visto che scandalo! Dillo a Luciano, che ci penserà lui a mettere il fotografo impertinente dentro un bel pilone di cemento...».

Mi ha dato della juventina!!! Vi rendete conto il sacrilegio: io, romanista purosangue, con sangue giallorosso dalla nascita!!! Questo è lo scandalo!!

05 febbraio 2006

Monza-Salernitana 2-1

Ad un anno dalla scomparsa del portiere biancorosso, Patrick Pezzetti, ricordato nell’intervallo dallo speaker del Brianteo, il Monza vince meritatamente 2 a 1 contro una Salernitana, che non ha fatto un tiro in porta per tutta la partita, se si esclude il rigore regalato, benché fosse in superiorità numerica per gran parte dell’incontro, ma che si è distinta per i reclami all’arbitro e per le scenate ad ogni fallo.
Apre le marcature Matteo Beretta, nuovo acquisto biancorosso e ci fa illudere che la pratica Salernitana sia già praticamente chiusa, ma poco dopo l’arbitro si inventa un rigore per la squadra ospite [non dite che sono di parte, ma tutta la curva ancora si chiede il perché sia stato dato questo rigore: forse, unica spiegazione plausibile, per un fallo di mano in area, N.d.R.], che viene prontamente trasformato e in più Bertolini viene espulso per doppia ammonizione (entrambe sacrosante).
Si va negli spogliatoi sul pareggio e in inferiorità numerica, ma nel secondo tempo, la Salernitana non riesce a rendersi mai pericolosa, al contrario del Monza, che, infatti, si porta in vantaggio con il solito bomber, Matteo Beretta. La partita scivola verso la fine senza grandi sussulti, finché negli ultimissimi minuti anche un giocatore della Salernitana viene espulso (rosso diretto), probabilmente per aver detto una parola di troppo all’arbitro.
Ora la classifica parla chiaro: 35 punti, quarti, sempre più zona play off. Altro che salvezza…

Monza-Salernitana (2)


02 febbraio 2006

Capello ci credeva...

Ieri sul “Giorno”, nella sezione sportiva, non paghi di dirlo una sola volta, lo hanno ripetuto per ben due volte: a pagina 39: “Capello ci crede: «Possiamo eliminarli»” e a pagina 40: “Capello: attenta Roma, ci divertiremo a rimontarti”. Purtroppo per lui non è stato grande profeta, non solo: non è neanche un grande educatore dei suoi giocatori, visto come si sono comportati Nedved, Ibrahimovic e tutti quelli che hanno scambiato questa partita come un incontro di boxe, dove l’avversario era Francesco Totti, perennemente attaccato da chiunque indossasse una maglia a strisce bianconere.

E alla fine un gol di vantaggio non è bastato alla ciurma gobba e così in semifinale ci andranno i magici lupi: visto che sognare è ormai un obbligo, io firmerei per la vittoria nerazzurra stasera e poi sull’Udinese in semifinale, per rivedere in finale la replica dell’anno scorso, ma possibilmente, con un risultato leggermente diverso.

Ora e sempre FORZA LUPI!

01 febbraio 2006

Palinsesti ballerini

Ero convinta che stasera mi sarei goduta la partita di Coppa Italia Roma-Juventus su Raiuno: d’altronde così mi indicava il palinsesto pubblicato sulla guida tv. Invece ieri sera ho scoperto che su Raiuno andrà in onda la prima puntata di Don Matteo 5 [l’unico personaggio che mia nonna di 90 anni riconosce alla perfezione, N.d.R.], che a quanto avevo capito doveva iniziare domani. La partita è stata declassata su Raitre al posto della serie Medium, ma il bello è che il normale giorno di programmazione di Don Matteo sarà proprio il giovedì per scontrarsi con il GF6*, quindi non capisco questa intrusione nel palinsesto odierno: dopotutto la partita avrebbe avuto la sua bella audience (l’andata aveva fatto 5.970.000 spettatori con uno share del 21,49%) e non credo che avesse potuto perdere contro il film di Verdone, programmato su Canale 5. Insomma misteri dei palinsesti televisivi.

 

*Del Noce a questo proposito ha detto: «L’obiettivo editoriale e morale è cercare il pareggio, punto più punto meno, con il “Grande Fratello”: quello che Raiuno non farebbe mai (il reality) contro quello che Raiuno dovrebbe fare sempre [la fiction da flebo: con tutto il rispetto per Don Matteo che mi piace pure, N.d.R.]. Togliamo le ipocrisie. Se un prodotto bello come “Don Matteo” non potesse confrontarsi con gli ascolti di un reality, allora vorrebbe dire che la gente vuole il trash. Io mi auguro non sia così».