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10 aprile 2008

Champions League: Manchester-Roma 1-0

Qualcuno ha affermato che se il rigore lo avesse calciato (e sbagliato) Mancini non saremmo stati così comprensivi come con De Rossi: io ne sono pienamente convinta.
Comunque mi basta la conversione alla causa giallorossa di un ¤milanista¤ (giusto il tempo di gioire per lo scippo dello scudetto all'Inter - lui pensa).

03 aprile 2008

Champions League: Roma-Manchester 0-2. L'analisi di CoreDeRoma

Da CoreDeRoma: «“…e battiamo le mani…” a chi ha cantato “Vinceremo il Tricolor” ai giocatori sotto la Sud. Perchè lo spirito deve essere questo. Perso un obiettivo se ne punta subito un altro. Senza pensare a quello che poteva essere. Perchè c’è sempre un futuro. “…e battiamo le mani…” a Sir Alex Ferguson, a Wayne Rooney e Rio Ferdinand, autentici dominatori della serata, PERCHE’ NOI SIAMO TIFOSI DELLA ROMA MA CAPIAMO, APPREZZIAMO E RICONOSCIAMO QUANDO QUALCUNO E’ PIU’ FORTE DI NOI. Sir Alex ci ha fatto capire cosa vuol dire plasmare una squadra e costruirla pezzo per pezzo. Dopo il Manchester di Sir Matt Busby la Storia ricorderà quello di Sir Alex Ferguson, un vero mito. Wayne Rooney, uno che ha vinto tutto e che all'85' di una partita vinta ancora rincorreva i nostri giocatori per tutto il campo e che ha fatto il centrocampista esterno pur non essendolo e che ha giocato una palla da centravanti facendo gol. Rio Ferdinand che con un suo intervento nel primo tempo su una palla filtrante in contropiede di Panucci a Mancini ha cambiato le sorti della partita. L'altra sera abbiamo frequentato un Master Universitario di football, che ci servirà per il futuro. E mentre noi eravamo a lezione c’era chi stava a casa a studiare le tabelline. Questione di corsi di studio…».

02 aprile 2008

Champions League: Roma-Manchester 0-2

Prendiamola sul ridere: non è che si è trattato semplicemente di un pesce d'aprile?
P.s.: anche la prima pagina de il Romanista è in vena di risate: quelle che provocherà nei tifosi delle altre squadre quando leggeranno quel "Vinceremo il tricolor"...

03 ottobre 2007

Totti vola basso che è già tanto che non t'hanno rifilato un altro 7-1

Il titolo esprime tutto il mio disappunto nei confronti del Capitano giallorosso: qualsiasi persona sana di mente sapeva che era già tanto strappare un pareggio all'Old Trafford, lui no! Lui non si accontenta, infatti il risultato è stato 1-0 per il Manchester.
Ma eccovi le cronache straniere delle due italiane in Champions League:
  • Manchester United-Roma 1-0: Non c'è stata la ripetizione della demolizione della squadra capitolina dello scorso aprile, ma lo United ha fatto abbastanza per ottenere tutti e tre i punti contro gli italiani disperati, ma pronti a vendicare l'imbarazzante sconfitta della scorsa stagione. I Reds hanno dominato per molto tempo ma non sono riusciti a forzare la porta per tutta la prima frazione di gioco. Alla fine è stato Wayne Rooney che ha spezzato una situazione senza via d'uscita con un tiro predatorio al 70' per consegnare a Sir Alex un altro scalpo europeo. [nel prosieguo dell'articolo inglese si parla di Ahmed Esposito: e chi è? A casa mia Esposito si chiama Mauro e Ahmed è Barusso!, N.d.R.];
  • Inter-PSV Eindhoven 2-0: Zlatan Ibrahimovic segna due volte e porta alla vittoria l'Internazionale contro il PSV nella seconda partita di UEFA Champions League a Milano martedì notte. Il calciatore svedese segna una doppietta e sebbene la squadra di casa si riduca in dieci uomini dopo l'intervallo, il PSV non è in grado di rimontare.
    Il PSV è terzo nel Gruppo G dopo la sua sconfitta per 2-0 in Italia. Il Fenerbahçe è in testa con quattro punti, dopo il 2-2 con il CSKA Mosca a Mosca. L'Inter, che ottiene la sua prima vittoria stanotte, ha tre punti. Il CSKA, che è stato battuto 2-1 dal PSV a Eindhoven nella prima partita, giace quarta ad un solo punto. Il PSV ha fatto molto possesso palla a Milano dopo l'intervallo, ma l'Inter, intelligente come sempre, si è portata comodamente a casa tutti e tre i punti, mentre il PSV ha avuto una severa lezione.

31 agosto 2007

2 ottobre 2007: possibilità di rivincita!

Il sorteggio della Champions League ha permesso alla Roma di rigiocarsi il 2 ottobre 2007 la partita più squallida dell'intera storia giallorossa, quella contro il Manchester United: peggio di così non si potrà fare (almeno si spera). Altrimenti vorrà dire che è il nostro destino e rientreremo un'altra volta nella storia del calcio. ;)

13 aprile 2007

A momenti perdevamo

Dalla newsletter di CoreDeRoma: "Abbiamo un po’ sdrammatizzato nei titoli il dopo Manchester. Resta la disfatta, storica, di proporzioni insopportabili. Resta la rabbia di tutti, nostra che stavamo a Manchester a prendere bottigliate inermi circondati da polizia a cavallo che non ti faceva muovere, non ti faceva entrare allo stadio, ma che permetteva che i tifosi del Manchester ti circondassero scientificamente per sfogare i loro peggiori istinti senza venire mai a contatto però; rabbia per la facilità con la quale ci hanno preso a pallonate come pivelli da oratorio, dopolavoristi che giocano una partita in un bello stadio e si guardano intorno invece di giocare. Rabbia condivisa da tutti noi dunque ma che deve convogliare in qualcosa di positivo. Abbiamo ricevuto e riceviamo decine di e-mail di laziali, juventini, milanisti, interisti, fiorentini e catanesi che sfogano anche loro rabbie represse e che evidentemente hanno fatto molto male. Serve questa batosta cosmica a rinfrancare gli juventini che giocano con l’AlbinoLeffe e ancora ieri a loro danno hanno visto emergere nuove prove di ignobili illeciti; non dovevano stare in Serie B, dovevano sparire, loro sono la vergogna del calcio. Serve ai milanisti che con noi hanno rimediato solo figure barbine quest’anno, forse serve agli interisti che si sono fermati al capolinea una fermata prima di noi, cosa difficilmente digeribile (ovvio) e serve ai laziali causa la loro ancestrale sudditanza; in ultimo serve agli amici di Firenze che si sentono defraudati del posto in Champions League e accusano noi di averli usurpati invece di chiedere conto ai loro padroni marchigiani che si sono messi con il sistema. Serve a tanti quindi, in Italia e soprattutto in Inghilterra. Loro, gli Albionici, che si sentono padroni del mondo e che invece vengono a Roma e prendono la sveglia, in campo e fuori e te la vogliono far pagare, e ci riescono. Resta anche la fierezza dei 5.000 di Manchester che hanno cantato a squarciagola, dal primo all’ultimo minuto incuranti di tutto, resta questo nelle macerie. Lo ripetiamo a distanza di anni, ora più che mai, non è una vergogna cadere, la vergogna è nel non rialzarsi. Ci aspettiamo dai nostri giocatori 8/9/10 partite con il coltello tra i denti, contro chiunque, indipendentemente dal risultato finale. Ci aspettiamo dai tifosi che si stringano intorno alla squadra, incitandola ad alzare la testa e andare avanti. E ci aspettiamo dalla Roma società una rabbia pari se non superiore alla nostra, Batistuta e lo scudetto arrivarono per rabbia: inca**ate Rosella, non dormire come non abbiamo dormito e non dormiamo, pianifica, prendi a calci in culo chi viene a chiedere soldi, chiedi conto a giornalisti prezzolati delle cattiverie che scrivono. Che la notte infame di Manchester sia un punto di partenza, non di arrivo: quello che non ammazza intosta. NESSUNA RESA, NESSUN PASSO INDIETRO, NESSUN PIANTO".

11 aprile 2007

"Immaturi e presuntuosi"? Sì, ma non così squallidi!

Enzo Bucchioni sul Giorno commenta così la partita di Champions League di ieri sera: «Becchi e bastonati, per dirla alla toscana. Sorry, per dirla all'inglese. Ma andare da Trigoria [luogo di perdizione, popolato da burini..., N.d.R.] a Manchester [luogo per élite culturali e privo della demenza hooligan..., N.d.R.] per i giallorossi è ancora una strada troppo lunga: la Roma e i suoi tifosi non erano pronti per entrare all'Old Trafford mostrando i muscoli. Ci voleva umiltà, ci voleva dignità, ma non è facile chiedere certi atteggiamenti ai romanisti [poveri stupidi cafoni appartenenti ad una subcultura fatta di arroganti, superbi, tracotanti, presuntuosi e pure un po' meschini e abietti..., N.d.R.]. Soprattutto dopo la piccola vittoria dell'andata venduta come uno storico trionfo [e già si sentivano la Champions League in tasca, si sentivano i campioni morali: è vero..., N.d.R.]. Nel calcio ci sono delle regole non scritte che vanno sempre rispettate: non si trattano mai i Red Devils come una squadra qualsiasi [ma si possono trattare i romanisti come dei poveri villici analfabeti da riportare alla civiltà..., N.d.R.]. E non si rubano le magliette al "Manchester Store" come in un qualsiasi Autogrill [ma quando hai nel sangue la delinquenza non puoi comportarti altrimenti..., N.d.R.]. Chi sbaglia paga (in tutti i sensi). La Roma torna a casa piena di gol, di lividi, con molte certezze in meno e qualche tifoso rimasto nelle galere di Sua Maestà [a civilizzarsi..., N.d.R.]».
Ecco a voi la dimostrazione della saggezza popolare: il bue che dà del cornuto all'asino!

Riccardo Luna e il suo editoriale

Credo che si possa dire che Luna abbia dedicato il suo editoriale sull'amara sconfitta di Champions di ieri sera soprattutto a Dany, visto che mi sembra rispondere colpo su colpo a tutte le "ignominie" pronunciate dalla sua bocca (e culminate nel post di qui sotto: lì è autoironia, ma se lo sentivate ieri sera era pure una sana inca**atura).
Ecco le parole di Luna: «Finisce per noi una grande Champions. Finisce male, pazienza, bisogna saper perdere. Come hanno dimostrato i cinquemila romanisti sugli spalti con un tifo commovente. Ora inizieranno i processi, agli errori di Spalletti, alla serata no di alcuni giocatori, alla panchina sempre troppo corta e troppo giovane. Tutto vero, ma tutto passa per noi in secondo piano davanti a quello che in questi due anni si sta costruendo a Roma. Una squadra di giovani forti e perbene attorno ad un capitano immenso, una squadra allestita senza una lira di investimenti ma con fiuto di mercato e tanto lavoro quotidiano a Trigoria, una squadra che sa giocare un calcio bellissimo ed ha consentito alla società di risanare un bilancio che tre anni fa era un disastro. L'amarezza di una sconfitta da record non deve farci scordare da dove eravamo partiti e dove siamo arrivati. Due anni fa di questi tempi eravamo con un piede in serie B, con uno spogliatoio rissoso e spaccato, una dirigenza allo sbando e impaurita. Eravamo, allora sì, lo zimbello d'Europa, una squadra che quando perdeva finiva con tanti espulsi e qualche tafferuglio sugli spalti. Quella era la vera vergogna. Ieri invece ci siamo giocati un posto in semifinale di Champions League contro una delle squadre più forti del mondo in uno stadio che non avevamo mai visto prima. Ieri abbiamo salutato una competizione dopo aver vinto alcune partite che resteranno per sempre nei nostri cuori. Il salto è stato grande, troppo per noi: per questo la caduta di ieri fa così male. Ma la crescita c'è stata: della squadra, dello staff tecnico e anche dell'ambiente che ha dimostrato saggezza e maturità, due parole che con il termine tifoso non vanno affatto d'accordo, eppure qui, a Roma, ormai accade sempre più spesso. Ci rivedremo in Champions se sapremo dimostrare di essere una grande squadra [anche se colui di cui sopra spera di perdere persino il secondo posto a favore della Lazio e giocarsi i preliminari di Champions ad agosto, perdendo pure quelli: spero sia la rabbia di una serata, N.d.R.]. E quindi se avremo l'umiltà di rimettere lo stesso impegno contro la Sampdoria, l'Atalanta e le altre che affronteremo nel resto del campionato. La Roma è seconda, vuol dire Champions garantita senza preliminari. Vuol dire poter tornare a giocare nel calcio che conta con una rosa finalmente rafforzata da qualche campione, visto che ora Rosella Sensi qualche soldo finalmente lo può e lo deve investire sul mercato. Vuol dire affrontare un giorno il Manchester con un po' più di esperienza. Ma prima bisogna rialzarsi, essere più forti dello scoramento e dei soliti processi sommari, e tornare a giocare e a vincere. Se la Roma è davvero una grande squadra, se ha dentro la fame e la voglia di vincere che tutta Europa le ha riconosciuto fino a ieri sera, la Lazio che ci insegue a sette punti è spacciata. E magari a maggio potremo finalmente alzare un trofeo dopo tanto tempo: la Coppa Italia non vale mezza Champions, ma questo progetto merita un successo [anche se colui di cui sopra spegnerà la tv sia il 18 aprile, durante il recupero di Inter-Roma, sia durante le finali di andata e di ritorno di Coppa Italia, per evitare di assistere ancora al delirio nerazzurro, N.d.R.]. E intanto ha i nostri applausi. Nonostante il 7-1».
Che ne dici?

10 aprile 2007

Siamo nella storia del calcio!

Fino a stasera nessuno poteva vantare di aver preso in un quarto di finale di Champions League la bellezza di sette gol, ma ora qualcuno lo potrà fare: i giallorossi della Roma che hanno appena scritto una pagina importante della storia del calcio, perdendo indecorosamente all'Old Trafford contro il Manchester United, a cui di gol ne bastava sol uno per passare in semifinale.
P.s.: ci voleva proprio Spalletti per portarci nella storia: senza di lui chissà dove saremmo stati. Peccato solo che qualcuno voglia la sua testa (e pure le sue chiappe: non chiedetemi perché proprio quelle...).
AGGIORNAMENTO: ecco l'alibi della serata: c'era il muretto davanti alla panchina che impediva la visione completa del gioco da parte di Spalletti. Partita falsatissima: non è che a questo punto possiamo sperare che ci ripeschino?! ;)

05 aprile 2007

Roma-Manchester United 2-1

Sorvolando sugli incidenti avvenuti nella curva degli inglesi che, come ben si sa, sono maestri di fair play, riporto la cronaca della partita, tratta dal sito ufficiale del Manchester: «Lo United ritorna da Roma con sentimenti contrastanti, dopo aver perso il match e anche Paul Scholes per il ritorno - ma segnando un gol fuori casa di vitale importanza.
I Reds sembravano essere ben in partita fino a metà del primo tempo, ma dopo che a Scholes è stato dato il benservito al 34', il tiro del centrocampista brasiliano Taddei, deviato da Wes Brown, ha battuto Edwin Van der Sar [che sembrava quello che ci faceva divertire, giocando nella Juventus anni fa, N.d.R.], portando la Roma sull'1-0.
E' stato un colpo crudele per Brown, che giocava di fianco a Rio Ferdinand al posto dell'infortunato Nemanja Vidic. L'assenza di Ji-sung Park, anche lui infortunato, ha portato al reinserimento di Ole Gunnar Solskjaer. Con Gary Neville ancora fuori, John O'Shea si è inserito nella zona arretrata destra.
I Reds erano subito "randellati" dal primo minuto, quando la Roma si è facilmente dimostrata la squadra più veloce ad organizzarsi in campo. La squadra di casa ha guadagnato subito un corner e Cristian Chivu ha tirato una punizione al 5' appena oltre il palo.
Lo United ha avuto la sua occasione al 12', quando Ronaldo ha tirato una palla lenta all'interno dell'area rigore, solo per vedere il tiro di Rooney finire innocuamente nelle mani del portiere Doni. Sull'altro fronte, la Roma si è fatta pericolosa con dei pezzi di bravura: Francesco Totti si è mangiato la possibilità di centrare il gol "della morte".
Scholes ha guadagnato la sua prima ammonizione al 26’, quando si è sfracellato su Christian Wilhemsson davanti alla panchina. Questo era già abbastanza per lasciar fuori il 32enne dalla partita di ritorno di martedì prossimo - ma il peggio doveva ancora arrivare. Solo otto minuti più tardi, Scholes ha abbattuto Totti sulla linea di metà campo, mentre la Roma stava cercando di mettere fine ad un'azione partita da un corner dello United. L'arbitro tedesco Herbert Fandel ha mostrato così il secondo cartellino giallo al centrocampista dei Reds, spedendolo sotto la doccia anzitempo [come disse Caressa, N.d.R.].
Il gol di Taddei ha aggiunto poi altro dolore allo United, mentre i guai causati dai tifosi fuori dal campo hanno dato al club motivi di preoccupazione molto seri. I tifosi turbati avevano bisogno di un po' di sollievo, e non era la prima volta in questa stagione, ma ecco Cristiano Ronaldo che ha provveduto.
I Reds stavano ormai per piombare nella disperazione dopo l'uscita di Scholes - e Ronaldo era l'uomo giusto perché questo non succedesse. Al 60', Ronaldo si è impadronito della palla nella sua metà campo e si è scatenato in numerosi dribbling, prima di passare la palla a Solskjaer sull'ala destra. Il norvegese ha poi crossato per Rooney, che non aveva ancora segnato in Europa dal suo debutto in Champions League nel 2004, il quale l'ha stoppata prima di tirare in porta. E' il gol fuori casa di vitale importanza, di cui tanto aveva parlato Sir Alex [...].
Il gol ha così fatto decidere Luciano Spalletti per una sostituzione: Mirko Vucinic al posto dell'operoso Wilhemsson. Il cambio ha infatti ripagato la Roma sei minuti più tardi, quando Mancini ha fatto partire una saetta dal limite dell'area troppo potente perché Van Der Sar riuscisse a trattenerla. La palla è così uscita violentemente dalle mani del portiere olandese e Vucinic le si è avventato contro per portare la Roma sul 2-1 finale.
Sono seguiti altri momenti di nervosismo per lo United in quanto la Roma ha avuto più di un'opportunità per volgere la partita al peggio. Ma il tutto è finito con una Roma sprecona anche grazie alla robusta difesa dei Reds. Una vittoria per 1-0 basterà martedì prossimo per giungere all'appetitosa semifinale contro il Milan o il Bayern».

04 aprile 2007

Cara Roma, ti scrivo…

Oggi è il trentaduesimo compleanno di Dany: trentadue anni di fedeltà giallorossa!
Cara Roma, contro il Manchester, fagli un regalo anche tu: fallo gioire con giocate spettacolari e gol decisivi!
Cerca di non farlo troppo soffrire, perché poi…chi lo sopporta più!