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04 aprile 2011

¤FP¤ e Giancarlino ❤

E' bello pensare che in varie fasi della vita la mia strada si sia intersecata con quella del grande giornalista Giancarlo Padovan (nella foto).

24 giugno 2010

Slovacchia-Italia 3-2

AVVISO: l'amministratrice di questo blog si rifiuta (a caldo) di fare la rassegna stampa di un tale scempio. Avendo deriso i francesi giorni fa, decide di postare l'articolo dell'Equipe.fr.
Equipe.fr:
«L'Italia, l'altro fiasco - Arrivederci Italia! - Dopo il fiasco della nazionale francese, l'Italia firma suo malgrado la seconda grande delusione di questa Coppa del Mondo 2010. Le due finaliste dell'edizione 2006 sono uscite dalla porta più piccola in 48 ore. Dopo due pareggi tanto deludenti quanto inquietanti, gli Azzurri si sono dimostrati incapaci di innalzarsi al livello... della Slovacchia (2-3). In un gruppo largamente alla sua portata, la nazionale di Marcello Lippi termina il suo percorso all'ultimo posto (2 punti), dietro la Nuova Zelanda (3 punti). Un enorme fiasco. La Slovacchia si qualifica agli ottavi in compagnia del Paraguay. L'Italia non è mai veramente esistita durante questa partita (salvo gli ultimi dieci minuti), dove la Slovacchia, senza essere geniale, ha saputo senza difficoltà bucare una difesa italiana per lo più apatica. Dopo 25 minuti di gioco, Robert Vittek ha approfittato di un cattivo rilancio di De Rossi per aprire le marcature. Spalle al muro, gli Azzurri sono rimasti quasi senza reazione. Un centrocampo senza ispirazione e degli attaccanti troppo statici. Dopo l'intervallo, Iaquinta (50') e Di Natale (55' 63') hanno finalmente mostrato il naso nell'area avversaria. Ma quel diavolo di Vittek ha perfettamente ripreso un tiro di Hamsik per raddoppiare il risultato (69'). La Slovacchia allora è andata in orbita. Completamente suonati, gli Italiani hanno finito per reagire solo alla fine di una partita tanto intensa quanto slegata. C'è stata prima la riduzione dello svantaggio, firmato da Di Natale (81'). Poi l'Italia, spinta sotto il fervore di un pubblico estasiato, ha creduto di aver pareggiato, solo che l'arbitro ha segnalato il fuorigioco di pochi di centimetri di Quagliarella (85'). Non evidente. Con un pareggio, l'Italia sarebbe passata. E su un ultimo angolo, Kopunek ha messo fine alle speranze italiane, segnando il terzo gol (89'), arrivato come un vero colpo di grazia. La messa era detta per i campiuoni del mondo anche se Quagliarella si è vendicato, riducendo lo svantaggio (90'). Un gol che resterà buono per gli aneddoti, per un'eliminazione che invece non lo resterà».
Merita anche il titolo del tedesco Zeit online: «Italia a pezzi [o cocci italiani o frantumi italiani, il senso è quello, N.d.R.] - Dopo il 3-2 contro la Slovacchia, i campioni del mondo escono dopo il girone di qualificazione - L'allenatore di successo Lippi è una delusione».

24 marzo 2010

Quel nero mondo chiamato pallone

A cena mio papà tira fuori un articolo che aveva letto in giornata sul Fatto Quotidiano. Riguardava il calcio-scommesse e la vendita di partite ed era centrato sulla figura di Carlo Petrini, ex calciatore ed autore di libri [utilizzati nella mia tesi di laurea, N.d.R.]. Papà logicamente non si è perso l'occasione per - diciamo - farmi aprire gli occhi sulla mia squadra e mi ha letto queste dichiarazioni di Petrini: «Gli accordi c’erano sempre stati, ma senza denaro. Mi ricordo di un Cesena-Monza del ‘79, in cui ingrigivo in panchina. Allenatore del Monza era Seghedoni, con lui avevo litigato a Catanzaro. Volevo entrare e punirlo per antichi alterchi, mi dissero di star buono, zitto, senza disturbare». Considerato che di questo ex calciatore e dei maneggi strani nel mondo del pallone che fu ne avevo già parlato proprio ai tempi in cui scrivevo la tesi di laurea, non mi stupisco più di tanto, anche se - come chiosai un anno e mezzo fa - "che tristezza m'ha pervaso il cuore".

19 giugno 2009

Confessioni di una blogger "in ginocchio"

Premessa: quasi mi vergogno della mia ultima intervista, di cui a breve parlerò in un post ad hoc. Ho talmente tanta stima ed ammirazione per la persona che ho intervistato [Mister Andrissi, N.d.R.] che mi sono messa al suo servizio completo: quella che il mio caro professore di Teoria e Tecniche del Linguaggio Giornalistico [Giovanni Santambrogio, N.d.R.] avrebbe definito "una intervista in ginocchio", che io stessa ho criticato in passato e che sapevo mi sarebbe tornata indietro come un boomerang. Ad una lettura superficiale forse non dà quest'impressione, ma lo spirito con cui l'ho fatta era quello e il risultato secondo me lo può dimostrare. Vogliamo parlare di quando lui ha detto: "Contano i fatti" e io come un'improbabile ultras gli ho risposto: "Ma lei li ha fatti l'anno scorso a Sesto e quest'anno da noi"?! Vogliamo parlare del fatto che per ben due volte era lui a far le domande ed io a rispondere?! Vogliamo parlare del fatto che gli ho detto: "Io le auguro con tutto il cuore di vincere", "In bocca al lupo", "Ci vediamo sabato: vengo a tifare per voi" e altre leccatine su questo tono?! E lo dico a mio discapito, dato che comunque sono estremamente soddisfatta del mio lavoro. E sabato ho già organizzato la spedizione-tifo ;)

18 giugno 2009

Seedorf-Bergomi: la nuova coppia biancorossa

AGGIORNAMENTO: ''Quanto riportato in questi giorni su alcuni organi di stampa nazionali circa l'esistenza di una trattativa per la cessione del pacchetto azionario dell'Ac Monza Brianza 1912 Spa all'azienda Reply Spa, e' privo di fondatezza'', si legge in una nota diramata dalla società in tarda serata.
Da SportMediaset.it by ¤FP¤: «Il Monza (formazione di Prima Divisione) cambia proprietà. Dopo cinque anni di gestione della famiglia di imprenditori bergamaschi Begnini, la società passa nelle mani di una nuova cordata, all'interno della quale figurano la società del rossonero Clarence Seedorf, la On International, che deterrà il 51% e la Reply Spa di Salvo Zangari, che deterrà il 49% e che ha come 'uomo immagine' l'ex nerazzurro Beppe Bergomi. La trattativa era iniziata già nel dicembre 2008, quando il presidente uscente Giambattista Begnini aveva palesato la volontà di passare la mano, dimettendosi dopo la debacle interna dei biancorossi contro il Lumezzane (la sconfitta aveva portato anche all'esonero dell'allora tecnico Dario Marcolin) e dopo ben sei mesi, martedì sera è arrivata la firma del compromesso di acquisto. Intanto, benché ancora non si abbiano certezze riguardo ai nomi dei futuri dirigenti e lo stesso amministratore delegato della On International Massimiliano Rossi abbia dichiarato al quotidiano 'il Giorno' che "né l'On International, né la Reply Spa possono essere indicati come i nuovi proprietari del Monza. Sarà invece una holding di più investitori, in rappresentanza di società nazionali e internazionali a guidare il club. Si saprà tutto nella conferenza stampa di presentazione del 26 giugno", si stanno iniziando a delineare i probabili ruoli: il rossonero Seedorf agirebbe ovviamente dietro le quinte, mentre per l'ex nerazzurro Bergomi si prospetta la condivisione della responsabilità del settore giovanile brianzolo, ma soprattutto la panchina di una delle formazioni (si parla molto probabilmente di quella degli Allievi). Scopo principale del business sarà inoltre la costruzione sull'area del Centro Sportivo di Monzello di una sorta di clinica della salute sul modello di MilanLab, che si proponga di garantire ad atleti già affermati o a giovani talenti una metodologia all'avanguardia per poterne monitare al meglio le condizioni fisiche e psichiche. Inoltre, con l'appoggio dell'Amministrazione Comunale di Monza si punterà nel giro di pochi anni alla realizzazione della 'Cittadella dello Sport', con la ricostruzione dello Stadio Brianteo sul modello degli stadi inglesi e la creazione di una struttura capace di produrre ricavi per 365 giorni all'anno».
La foto è una mia creazione dall'archivio delle agenzie di SportMediaset :)
P.s.: tra l'altro si è guadagnato un dignitoso primo taglio: non sarà l'apertura, ma visto che Monza-News s'è lamentato a ragione che i quotidiani sportivi cartacei - nell'edizione odierna - non ne hanno parlato a fondo a parte Corriere dello Sport del collega Dosso, direi che è una gran conquista :)
P.p.s.: e per fortuna che ho dei lettori attenti :P

16 giugno 2009

Luca Ornago per Medicuore: "Offriamo da bere a chi ha veramente sete"

Sabato 6 giugno allo Stadio Brianteo di Monza è andato in scena Medicuore, il 'cuore' dell'Associazione Medici Brianza e Milano o.n.l.u.s., la manifestazione benefica di calcio e spettacolo più importante e più impegnativa che viene organizzata ogni anno a favore di progetti nazionali e internazionali. Ne ho parlato personalmente con il collega Luca Ornago e, partita con l'idea di doverci fare una chiosa finale all'interno dell'intervista sul futuro biancorosso, ho deciso autonomamente di dedicare all'evento un pezzo a parte per dargli maggiore risalto. E sono molto soddisfatta, in quanto mi ha veramente appassionato il racconto di Luca e soprattutto la foto dei pozzi, delle cisterne e degli acquedotti costruiti in Africa grazie al loro contributo (la battuta del titolo si riferiva proprio a questo e si concludeva con: "Insomma una cosa completamente diversa dall’happy hour nostrano").
Se volete saperne di più, su Monza-News c'è l'intervista integrale corredata dalla foto della madrina dell'evento, Antonella Ruggiero.

12 giugno 2009

Intervista esclusiva al collega de Il Giorno Luca Ornago

La fase cruciale della trattativa di acquisto del Monza e il futuro dei colori biancorossi nelle parole di Luca Ornago, collega de Il Giorno e portavoce dell’iniziativa di solidarietà Medicuore (di cui parlerò a breve in un pezzo dedicato). Con obiettività, il cronista ci spiega le sue aspettative (“Sarà un Monza che vivrà di talenti come quello di Giambelli”), ma anche le delusioni di una stagione, dove “il fallimento è stato eclatante” anche se – ricorda il collega – “la salvezza era anche il massimo che la squadra potesse ottenere”.
Per leggere l'intervista integrale, basta che vi sintonizziate su Monza-News.

02 giugno 2009

Pisa retrocesso: il giornalista-tifoso Aldo Orsini


Per gli altri video, clicca qui.
Per vedere cosa successe con Aldo Orsini ai tempi della finale play-off tra Monza e Pisa, clicca qui.
Per la cronistoria dei post sui giornalisti-tifosi in questo blog, clicca qui.
Per vedere il video del gol di Zambrella commentato da Aldo Orsini, clicca qui.

30 maggio 2009

Serie B: Pisa retrocesso in Lega Pro. Scontri con le forze dell'ordine all'Arena

Dal sogno della Serie A alla caduta in Prima Divisione nell'arco di appena un anno. E' il destino del Pisa, che in casa contro il Brescia nell'ultima giornata di campionato si è giocato la sopravvivenza in Serie B, dopo aver disputato i play-off promozione la scorsa stagione. La sconfitta maturata al 94' ad opera di Zambrella condanna i nerazzurri alla retrocessione diretta, che potrebbe aprire foschi scenari (un anno fa il Pisa aveva molti milioni di debito quando la rilevò l'attuale proprietario e presidente Luca Pomponi).
Intanto alcuni tifosi e agenti delle forze dell'ordine sono rimasti feriti durante gli scontri avvenuti davanti allo stadio di Pisa dopo la partita. Alcuni cassonetti sono in fiamme. I disordini sono cominciati immediatamente dopo il fischio finale della partita quando un centinaio di tifosi del Pisa era già fuori dello stadio. Gli ultrà avevano lasciato la curva subito dopo il gol del Brescia e hanno cercato di forzare le cancellate per entrare negli spogliatoi ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Nello stadio, intanto, gli spettatori della tribuna hanno dovuto attraversare il campo di gioco per uscire dall'altra parte dell'impianto. Il presidente del Pisa, Luca Pomponi, ha lasciato immediatamente lo stadio scortato dalle forze dell'ordine mentre la squadra è ancora chiusa negli spogliatoi.
Leggi tutti i risultati e la cronaca delle altre partite della Serie B su SportMediaset.it.
Per vedere il video del gol di Zambrella commentato da Aldo Orsini, clicca qui.
P
.s.: ringrazio chi ha pubblicato quella foto nel forum di Monza-News.

29 maggio 2009

Confessioni di una blogger delusa

«Tifo Monza, scrivo delle gesta biancorosse e me ne vanto, ma in un certo tipo di ambiente è considerato out, o meglio da poveri sfigati senza ambizioni. Insomma se lo segui e ne scrivi e perché non ti meriti più di quello dalla vita. E io più frequento quell'ambiente, più mi rendo conto che non considero gavetta seguire il Monza o la Lega Pro in generale, ma lo considero un lavoro gratificante. Invece secondo la mentalità circostante deve essere considerato solo ed esclusivamente come gavetta per poter arrivare ad avere la giusta visibilità nazionale e quindi seguire la Serie A (possibilmente Inter, Milan e Juve e nient'altro). Se non la pensi così, sei appunto un povero sfigato che vuole vivere nella mediocrità. Ma chi tifa Monza o qualunque altra squadra di Lega Pro non ha il diritto di avere gente seria e preparata che gli dia notizie in merito? No, per essere fighi, fare opinione e sentirsi giornalisti veri bisogna seguire solo ed esclusivamente Inter, Milan e Juve e al rogo le altre, soprattutto quell'inutile accozzaglia di deficienti che giocano dalla B in giù e che non meritano di essere chiamati calciatori, né di avere un seguito di tifosi. Non ci riesco a vivere in questa mentalità, a volte spero che finisca presto... Sono nata col cuore giallorosso e ho sempre sognato di seguire la magica da piccola, ma ho scoperto che la realizzazione profonda che mi dà seguire il Monza - oltre che da tifosa - da addetta ai lavori, non la riesco a trovare da nessun'altra parte!».

26 maggio 2009

Intervista esclusiva a Fiorenzo Dosso, corrispondente del CdS-Stadio

Dopo un breve periodo di assenza, tornano le mie interviste per Monza-News. Questa volta è toccato al collega Fiorenzo Dosso, corrispondente da Monza dal 1990 per il Corriere dello Sport-Stadio. Una bella esperienza scambiarsi opinioni con lui, soprattutto per la stoccata ai giornalisti-tifosi, categoria a cui ho sempre sentito di appartenere, ma da cui ultimamente mi sento emotivamente distaccata [sono graditi pareri contrari, N.d.R.].
Passato, presente e futuro biancorosso: così si possono riassumere dunque gli argomenti toccati con Dosso. E con quale diffidente veemenza ha saputo portare avanti i suoi pensieri su una stagione definita «fallimentare» per mancanza di altri aggettivi adeguati.
Se volete saperne di più, qui c'è l'intervista integrale.

22 febbraio 2009

Pro Sesto-Monza 2-2: la conferenza stampa di Sonzogni

Mister Sonzogni si presenta in conferenza stampa con un paio di occhiali scuri [come si vede nella foto, N.d.R.] a nascondere la sua contrarietà per il pareggio, nonostante i due gol segnati da Bolzan e Iacopino e subito sottolinea: «Purtroppo due gol non bastano mai per vincere». E rincara di lì a poco la dose: «Oggi non sono arrabbiato, ma solo un pochino preoccupato perché giochi, fai due gol a partita e non vinci. Io credo che le squadre che fanno due gol in trasferta e non vincono siano poche». Poi "il Baffo di Zogno" spiega la sostituzione - apparsa ai più tardiva - di Samb: «Samb di testa e in fase difensiva non sa come comportarsi. Quando è uscito Porro, alla cui marcatura era delegato Torri, ho tolto Torri. Faccio l´allenatore curando tutti i particolari, ma purtroppo non basta». Il tecnico biancorosso viene anche punzecchiato riguardo alla polemica sulla stampa monzese - rea di "remare contro la squadra", secondo la tv ufficiale - ma pacatamente ammette di non seguire tv e giornali con grande interesse: «Non vedo mai la tv e leggo pochissimo i giornali. Non ho mai visto fare elogi eclatanti al Monza neanche quando eravamo ai play-off, però non mi sono mai lamentato della stampa. Io faccio l´allenatore e credo di farlo con dignità e coraggio: se leggessi ´Monza brutto e deludente´ sarei il primo ad ammetterlo». E poi la stilettata finale: «Io so solo che prendiamo troppi gol: c´è stato un periodo in cui Sonzogni è stato l´allenatore dalla A alla C2 che prendeva meno gol in Italia. O mi sono rimbambito...» o i giocatori non sono all'altezza, oso aggiungere io col rischio di entrare di diritto nelle mire della polemica di cui sopra: potranno pur aver giocato in Serie B nel loro passato, ma se ora sono in Prima Divisione - come disse il buon Taccucci - un motivo ci sarà (o no?).
Se volete leggere la versione integrale, vi rimando a Monza-News.

31 dicembre 2008

Tempo di feste, tempo di giornalisti, tempo di profumerie pettegole

Qualche giorno prima di Natale, non avendo ancora comprato i regali più importanti e non sapendo più dove sbattere la testa, mi sono lasciata consigliare da mamma sull'opportunità di tentare con la profumeria. Mi sono recata in quella solita del mio "bel" paesello e le due proprietarie - conoscendomi - hanno iniziato con l'interrogatorio: "Cosa fai? Studi? Lavori? Quanto ti manca? Vuoi provare questo profumo? Per chi è? Ma è il tuo fidanzato?" e fatevi-un-po'-i-fatti-vostri...! Allora si è intrapreso anche il discorso: "Sì, ho in atto una collaborazione giornalistica e seguo il Calcio Monza". La prima fa: "Ma per il Cittadino?", no per un sito Internet. La seconda a ruota: "Ma ci capisci qualcosa?", no invento. Ma per favore??? Ma che domande sono??? Ma se scrivo di calcio è perché ne capisco o no??? Può capitare - come ad una mia ex compagna di università che mi ha da poco confessato che durante una collaborazione nel settore sportivo è stata odiata da tutti i colleghi maschi perché faceva domande tipo: "E questo chi è?", "Ma di che colore è la maglia della Fiorentina?", "Sono questi o gli altri che hanno segnato?", "Ma da che parte devono fare gol questi?" -, ma se scegli coscientemente questo argomento è perché ne sei interessato, non perché ti cade dal cielo. Comunque il discorso si è poi spostato su: "Ma lo sai che qui ad Agrate è pieno di giornalisti sportivi?", maddai! "Sì, c'è quello delle moto...come si chiama...Porta; quell'altro là, il Budel e sua moglie, la Blini!", ma non ci credo! Ma Porta Alberto? Maddai! Ma cosa mi dici mai? "E la Blini ha pure provato a venire qui in negozio!", oh mamma che emozione! "Sì e il Porta è mio coetaneo, giocavamo insieme da piccoli!", che dolci ricordi di gioventù.
Risultato: odio sempre di più il mio paese.
P.s.: ecco alla fine l'ho scritto il nome del famoso inviato di Mediaset...

12 dicembre 2008

Cosa passa per la testa di una delirante pseudogiornalista tifosa, nonché blogger senza obiettività

Sono due settimane che mi tocca intervistare ex laziali: ora voi potete ben capire che - per quanto io cerchi di essere super partes - è da quando sono nata che scorre in me sangue giallorosso. Sì, col passare del tempo ho finito per seguire più il Monza che la Magica, ma nasco romanista: non c'è niente da fare. Come Nick Hornby insegna nel libro Febbre a 90° non c'è nulla di male, perché si trovano in due contesti completamente differenti (Serie A e Lega Pro) e non c'è nessuna speranza che capiterà loro di incontrarsi. Però capita a me di dover incontrare ex laziali: la settimana scorsa il Mister; oggi Alberto Quadri, che proprio due anni fa esordiva con la maglia della Lazio: «Nella tua carriera sei riuscito ad esordire in Serie A: nel novembre 2006, in un Empoli-Lazio terminato 1-1. Che ricordi hai di quel momento? “E’ stata una esperienza unica: il giorno più bello della mia vita calcistica. Sono orgoglioso di esserci riuscito perché comunque sono partito dal basso, facendo molta gavetta e credo che nessuno mi abbia mai regalato niente: se ci sono arrivato anche solo per un giorno, sono orgoglioso di averlo fatto e me lo porto nel cuore come un ricordo stupendo”. Anche perché le cronache ricordano che è stato tuo l’assist a Pandev per l’iniziale vantaggio della Lazio… “Sì, è stato un buon esordio. Io sostituivo dei giocatori importanti che poi rientrando – logicamente – si sono ripresi il loro posto. Comunque penso di essermi fatto trovare pronto in quell’occasione, di averla sfruttata bene”».
Ecco ora immaginatevi un po' come può sentirsi una romanista ad andare per due settimane a parlare con gente che ha indossato quegli odiosi colori. Da piccola ultrà quale ero, mi sarei rifiutata di farlo: ora calpesto la mia dignità di tifosa per un po' di notorietà giornalistica.
Ma che fastidio leggere questi stupidi dolori di giornalista-tifosa, vero? Però almeno sul blog lasciatemi lo spazio per mancare di obiettività e sputare nel piatto dove mangio. Ne va della mia salute mentale di tifosa romanista.
AGGIORNAMENTO: ho trovato la soluzione con un'irridente battuta: "essi si sono affrancati dall'errore, passando dalle 'stalle di Formello' alle 'stelle di Monzello'."

23 ottobre 2008

Il passato che fa male

Sto preparando la tesi. Sto leggendo libri di argomento calcistico all'invidiabile media di uno/due al giorno. Il mio relatore mi ha dato un po' di titoli, chiedendomi di allargare l'orizzonte di mia spontanea volontà, così almeno due volte a settimana passo in biblioteca a fare incetta [di libri e di litigate con la bibliotecaria, N.d.R.]. Oggi è il giorno di Carlo Petrini: il mio relatore mi aveva consigliato "Calcio nei coglioni", ma non avendolo ancora trovato mi sono buttata su "Il calciatore suicidato - La morte senza verità del centrocampista Donato Bergamini". Era il 1989 e io avevo poco più di 6 anni, quindi la memoria non mi è per niente favorevole [anche perché nei miei ricordi quell'anno ha e avrà per sempre un solo ed unico significato, N.d.R.], ma la pagina in cui mi sono imbattuta in questo momento - e che mi ha indotto a scrivere questo post - fa male a posteriori: «Domenica 12 novembre il Cosenza affrontò in trasferta il Monza. Al 5° minuto andarono in vantaggio i padroni di casa [ho cercato nella rubrica "Accadde Oggi" tenuta dall'amico Bruno Giove su Monza-News e ho scoperto che è stato il primo gol di "Spadino" Robbiati con la maglia biancorossa, N.d.R.]; all'inizio del secondo tempo, Padovano - su passaggio di Bergamini - segnò il pareggio. Il gol cosentino era stato agevolato da un errore della difesa monzese, e questo fatto - insieme a una rete incredibilmente sbagliata dal Cosenza nei minuti finali - alimentò sospetti che il risultato della partita potesse essere stato "combinato" dalle due squadre». Nel quarto capitolo, poi, si legge: «Nella cronaca della partita la "Gazzetta dello Sport" aveva scritto di 'pareggio flebilino e tenue come la nebbiolina', e segnalato che verso la fine dell'incontro il Cosenza aveva mancato il gol della vittoria 'spedendo fuori una palla incredibile'». E nelle note l'autore riporta: «A proposito della partita, "Il Giornale" scrisse che il Monza 'passato subito in vantaggio, si è poi stranamente appisolato quasi fosse la Bella Addormentata dopo avere assaporato la mela'. Secondo "Il Giorno", dopo essere passato in vantaggio il Monza era 'caduto in letargo'».
Che tristezza m'ha pervaso il cuore...

01 ottobre 2008

Xavier Jacobelli: Mourinho e il patrono dei giornalisti

Aldo Grasso ha dato la stura a chi la spara più grossa e così ecco che arriva anche il parere di Xavier Jacobelli su Mourinho e i giornalisti sportivi [ma ce n'era proprio bisogno?, N.d.R.].
Dal blog di Mister X [ma il pezzo è riportato anche sul QN come "editoriale", N.d.R.]: «Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. E’ portoghese, ma parla un italiano micidiale come una cannonata di Ibrahimovic quando centra la porta. E, sicuramente, Josè Mourinho lo parla molto meglio dei numerosi analfabeti tricolori che bazzicano il Circo del Pallone, tuttora convinti che il congiuntivo sia una malattia degli occhi. Compresi alcuni giornalisti, s’intende. Gli hanno detto che dovrebbe essere preso a bastonate o che la sua bocca dovrebbe essere riempita di cemento a presa rapida, così finalmente sta zitto. Gli hanno dato dello sbruffone e dell’antipatico.L’hanno chiamato malmostoso e arrogante perchè dice ciò che pensa pensando a ciò che dice. Prende a calci i luoghi comuni, gli stereotipi e le frasi fatte in un Paese dove c’è ancora chi fa la barba al palo perchè la palla è rotonda e la prossima partita da giocare è sempre la più difficile. E’ più giornalista lui di un battaglione di titolari del tesserino dell’ordine, quelli che scrivono i pezzi facendo copia e incolla con le agenzie e l’ultima notizia che hanno presentato in redazione è il loro certificato di nascita. Gli stessi che quando scrivono interviste fotocopia si lamentano perchè l’intervistato dice solo banalità. Mourinho no. Mourinho può piacere o irritare, intrigare o sbarellare, ma, vivaddio, è un uomo vero in un mondo di conformisti e di leccapiedi. Mourinho ha toppato il derby e l’ha perso, com’era giusto che fosse, perchè Ancelotti gli ha dato una lezione di tattica e il Milan ha spianato quell’Inter con quattro punte che non avrebbero segnato manco se la partita fosse durata per altre due ore. Su questo è giusto fare il processo a Josè. Non sui nove o undici o quattordici milioni che guadagna o sugli appunti che prende in panchina o sulle domande che non gli fanno né su Sky né alla Domenica Sportiva quando si presenta dopo avere perso. E fa la figura di chi ha vinto. Xavier Jacobelli ».
Vabbè su qualcosa avrà pure ragione (a parte l'arroganza con cui parla dei colleghi giornalisti: vorrei leggere una sua intervista esclusiva per vedere che differenza c'è con quelle dei suoi colleghi...), ma come si può fare il processo a Mourinho perché ha perso, se nessuno mostra le palle di fargli domande scomode e farlo sentire sotto processo? Allora ha ragione Aldo Grasso e Jacobelli si smentisce da solo.

Che fastidio vedere (e leggere) i giornalisti tifosi - parte terza: il caso Carlo Nesti

Carlo Nesti ha chiuso definitivamente il suo sito a causa degli insulti ricevuti durante la partita Torino-Lazio proprio dagli esponenti del tifo granata. La vicenda è ben spiegata sul Corriere.it, dove è presente anche un'intervista audio al giornalista Rai, che non si definisce "giornalista-tifoso": ma vediamo nello specifico qual è la sua opinione al riguardo.
Da Nesti Channel: «CONGEDO DI CARLO NESTI - Cari amici, stiamo vivendo un periodo particolare, nella storia del giornalismo sportivo. I giovani, soprattutto guardando la televisione, crescono con la sicurezza che il giornalista sportivo sia, per forza, un giornalista-tifoso. Io non ho nulla contro questa categoria, che trasmette vivacità e "colore" a tante trasmissioni. Ma non sono per niente d'accordo sul fatto che la suddetta categoria debba prevalere sugli altri giornalisti, non schierati, e quindi, ormai, esclusi dai "talk show", in quanto non fanno "audience". La pretesa che i giornalisti imparziali, non tifosi, come me, abbraccino una fede sportiva, e diventino, in qualche modo, "servi di un padrone", dà vita a un triste fenomeno. Chi cerca di essere al di sopra delle parti viene considerato, comunque, un "nemico", e questa situazione, dopo Calciopoli, si è clamorosamente aggravata. Il fatto che io sia stato aggredito verbalmente, dopo Torino-Lazio, è puramente casuale, perché poteva capitare dopo qualsiasi altra partita. Il giornalista imparziale, in una dimensione "drogata" dell'informazione, è obbligato a sventolare una bandiera, e io non lo accetto, per cui questo sito, per protesta, chiude, dopo 6 anni. Grazie per il meraviglioso fiume di dolcezza, che mi arriva dalle vostre e-mail di solidarietà, e che non dimenticherò mai nella mia vita».
Nella mia umile esperienza posso affermare che a volte i "giornalisti-tifosi" non vengono visti come nemici solo dai rivali di fede, ma anche dagli stessi compagni di tifo: basta leggere - ad esempio - gli insulti che appaiono sul forum di Monza-News quando si danno voti ai giocatori ritenuti troppo alti dalla maggioranza oppure basta parlare con un qualsiasi ultrà che ti dirà né più né meno che il "giornalista-tifoso" è appunto "servo del padrone" e quindi non credibile. E sentirtelo dire da uno che tifa per la tua stessa squadra lascia un po' di amaro in bocca, perché ti fa capire che qualsiasi comportamento non è bene accetto quando si parla di tifo.
Per leggere le precedenti puntate dell'avvincente saga "Che fastidio vedere (e leggere) i giornalisti tifosi" cliccate qui e qui.

18 luglio 2008

Dario Marcolin su Libero

Oggi su Libero: "Facce anni '80 a caccia di fortuna in C - Da Fusi a Fortunato a Marcolin: le vecchie glorie ripartono dalle panchine di provincia". Peccato solo che all'interno dell'articolo - per un errore tipografico - l'unico nome che non risulta in grassetto è proprio quello del neotecnico biancorosso: «Tra le novità più sfiziose [...] c'è sicuramente Dario Marcolin, classe 1971, ex Lazio e nazionali Under 21 e Olimpica, ha preso il patentino da poche settimane ed è il nuovo allenatore del Monza».
Beh, almeno loro la ritengono la novità più sfiziosa...
E dire che c'è gente col patentino da più tempo [leggi Paolo Monelli, N.d.R.], che è stata rifiutata perché non avrebbe avuto sufficiente esperienza...

16 maggio 2008

Pubblicità regresso

Chiedo a chi è estraneo a questa realtà, cosa comprende da queste righe estrapolate da un articolo pubblicato oggi sul Giorno-Monza Brianza, trattante la Brianza su Internet e nello specifico le discussioni on-line sugli eventi sportivi brianzoli: «Il Monza è seguito con attenzione dai suoi supporter, in particolare quelli del "SAB", il tifo organizzato del club biancorosso. Su Monza-News.com, i fan di capitan Zaffaroni e compagni analizzano la situazione della loro squadra del cuore. Partita dopo partita c'è sempre la possibilità di giudicare le prestazioni dei giocatori e anche di dare qualche "consiglio" all'allenatore».
Ricordo inoltre a chi l'ha scritto - anche se dato l'esame di Teoria e Tecniche dell'Informazione On-Line con l'esimio prof. Carelli coadiuvato dal Dott. Montemagno dovrebbe esserne consapevole - che Sportmonza.com è un sito Internet e non ha niente del blog!