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05 novembre 2008

Sesta puntata delle "esultanze particolari"#2

Ecco la seconda parte della sesta puntata delle oramai famose "esultanze particolari" che stamattina vi avevo promesso [e che ricordo essere uno dei gruppi di post più letti del blog e linkati anche nel fotolog "Esultanze pazze", N.d.R.].
9. La papera di Roberto Carlos: il brasiliano tira e Oliver Kahn para, ma la palla gli scivola sotto la pancia. Carlos e i suoi compagni corrono verso le telecamere, poi camminano a gambe piegate, sbattendo i gomiti su e giù e facendo il verso della papera, come si definisce in gergo un errore grossolano del portiere.
10. Il morso di Balague: dopo aver segnato una rete, José Antonio Reyes viene sommerso dai suoi compagni, uno dei quali gli morde . Pare che l'episodio - stante la spiegazione data dal masticatore, Guillem Balague - sia da interpretare alla luce di un antico proverbio spagnolo che recita: "Sei così forte che ti mangerei le palle".
11. Le evoluzioni ginniche di Agahowa, Beagrie e LuaLua [a cui mi permetto di aggiungere anche quelle di Martins, N.d.R.]: Julius Agahowa si esibì in 6 consecutive capriole dopo la sua rete di apertura dell'incontro contro la Svezia al Mondiale 2002. Menzione anche per Peter Beagrie che ha introdotto la "ruota" e a Lomana LuaLua per le sue rimarchevoli esibizioni ginniche.
12. La ninna nanna di Bebeto [già presente nello storico post del 2005, N.d.R.]: il brasiliano corre verso la linea laterale, piega le braccia a forma di culla e le dondola dolcemente, celebrando la nascita di suo figlio. Raì e Romario lo affiancano e fanno altrettanto. Da lì si è diffuso in tutto il mondo.
13. L'angolo del ballo di Milla [già presente all'8° posto della speciale classifica del Sun di un anno fa, N.d.R.]: Roger Milla si è esibito, intorno alla bandierina del corner, nella Mokassa, un ritmo ballabile di origine camunense. La trovata che risale a Italia '90 è stata imitata in tutto il mondo.
14. Il cuore ingrato di Samuel Eto'o [a cui già era capitato di mettersi a saltare e dimenarsi come uno scimmione per protestare contro i fischi, gli insulti, gli ululati razzisti e le noccioline che gli erano state tirate in campo, N.d.R.]: festeggiò la vittoria del campionato 2005 con la maglia del Barcellona urlando per sei volte nel microfono all'indirizzo dei tifosi avversari del Real: "Cul*****i di Madrid, salutate i campioni!".
15. Lo scarafaggio di Ronaldo, Robinho e Roberto Carlos: i tre fuoriclasse brasiliani allora al Real si girarono sulla schiena e agitarono braccia e gambe in aria durante una partita contro l'Alaves.
16. Il flauto di Paul Gascoigne: scelse di festeggiare la sua prima rete con i Rangers contro il Celtic nel 1995 saltellando sulla linea di fondo e fingendo di suonare il flauto [immagine legata alle bande musicali protestanti e i Rangers sono la squadra protestante di Glasgow, N.d.R.], venendo così accusato di istigare tensioni fra le due comunità religiose cittadine [i tifosi del Celtic sono cattolici, N.d.R.]. Si guarda bene dal rifarlo per ben 3 anni, finché non si esibisce nella stessa imitazione sempre durante il derby e rimane due settimane senza stipendio.
P.s.: se ti sei perso la prima parte, clicca qui.
Fonte: "Il libro delle liste sul calcio - per chi crede di sapere tutto" di Stephen Foster e a cura di Luca Serafini.

Robert Pires: storia della maglia con lo sponsor sbagliato

Oggi sono in vena di chicche del passato. Questa riguarda una multa comminata al giocatore Robert Pires reo di aver indossato lo sponsor sbagliato.
Da L'Indiscreto.it: «Il conflitto fra sponsor personali e sponsor di squadra raggiunge punte di grottesco che forse al grande pubblico sfuggono, [...] ma quando la maglia è quella della Nazionale i nervi sono un po' più scoperti, e a Robert Pires è toccato pagare una multa di 50mila euro, datagli dalla federazione francese per essersi presentato un mese fa [il fatto è successo nel marzo 2005, N.d.R.], durante un raduno della squadra, a un'intervista con la maglia del suo sponsor personale (la Puma, tanto per non fare nomi), invece che con quella dei blu di Francia (l'Adidas). La FFF, senza vergognarsi, ha spiegato che la somma corrisponde al mancato guadagno per l'Adidas rappresentato dalla presenza in video della sua concorrente sul corpo del giocatore dell'Arsenal. Deduzione: due minuti di Pires in video spostano 50mila euro di fatturato. E quindi i casi sono due: o i calciatori sono pagati troppo poco (due minuti di Beckham cosa potrebbero spostare?) o il mondo della pubblicità è una colossale bolla di sapone, visto che nessuno sa quante vendite possa spostare una determinata campagna. Buona la seconda...».
Pires rimase scioccato dall'entità della sanzione e, se si prendono in considerazione le seguenti cifre, ne ha ben donde:
- per insulti razziali contro un giocatore di colore (il CT spagnolo Luis Aragones contro Thierry Henry nel marzo 2005) la multa è stata di soli 3mila euro [fonte: Archivio storico della Gazzetta, N.d.R.];
- compiere il saluto nazista durante una partita (Paolo Di Canio durante la partita Livorno-Lazio del gennaio 2005): la multa è stata di soli 10mila euro [fonte: Archivio storico della Gazzetta, N.d.R.].
Fonte d'ispirazione: "Il libro delle liste sul calcio - per chi crede di sapere tutto" di Stephen Foster e a cura di Luca Serafini.

Sesta puntata delle "esultanze particolari"#1

Gaudio e felicità si sono impadronite di me dopo un avvenimento che sa oramai di miracoloso, quindi oggi continuiamo la rassegna dei modi di festeggiare sopra le righe dei calciatori di tutto il mondo [per leggere le precedenti puntate, c'è il tag "esultanze", N.d.R.]. Lo spunto mi viene perché - causa tesi - mi è capitato tra le mani "Il libro delle liste sul calcio - per chi crede di sapere tutto" di Stephen Foster e a cura di Luca Serafini, che propone 16 esultanze particolari: di alcune già abbiamo discusso in passato, ma nulla vieta di riportarle alla mente e lo faremo in due parti distinte [dato che la lettura online affatica non poco, N.d.R.].
1. La morte del cigno di Juergen Klinsmann [già presente al 7° posto della speciale classifica del Sun di un anno fa, N.d.R.]: corre verso la linea laterale e inscena un autoironico tuffo da cartone animato, con tanto di spanciata, proprio davanti ai suoi compagni di squadra, che lo imitano prontamente.
2. Farsi una striscia di Robbie Fowler: dopo aver segnato un rigore, il calciatore risponde agli sberleffi dei tifosi avversari con un festeggiamento che gli costerà 6 turni di squalifica: striscia per terra inginocchiato e finge di sniffare il gesso della linea di fondo.
3. Mamma ho segnato! di Camanducaia: corre sulla pista di atletica intorno al campo, poi finge di entrare in una cabina del telefono, di inserire dei gettoni e di telefonare a casa per comunicare la sua prodezza.
4. Viva la mamma di Francesco Totti [già presente nel post di dicembre 2005, N.d.R.]: sdraiato di schiena, si è messo il pollice in bocca e ha agitato i piedi verso l'alto per ricordare la nascita del primogenito Cristian. (Da ricordare anche gli schiaffi in testa al marcatore di turno durante il campionato 2005-2006 sempre tra le fila giallorosse).
5. Balletti e trenini da Piacenza e Bari [e qui andiamo agli albori del blog, dove però si parlava di "bruco" del Bari, N.d.R.]: ai giocatori del Piacenza fu impedito di ballare la Macarena perché "irridente nei confronti degli avversari", ma a quelli del Bari nessuno impedì di fare il "trenino" (o "bruco"): il marcatore si inginocchiava e procedeva carponi, dietro di sé i compagni di squadra procedevano allo steso modo tenendosi per le caviglie.
6. L'aeroplanino e l'airone di Montella, Gilardino e Caracciolo [già discussi nel post di dicembre 2005, N.d.R.]: Vincenzo ha inaugurato l'esultanza che simula il volo di un aereo, correndo con le braccia aperte e tese. Gilardino agita le braccia su e giù e imita un airone, anche se il copyright è di Caracciolo, infatti Alberto ha poi optato per il ritorno all'antica abitudine di inginocchiarsi e mimare le movenze di un suonatore di violino.
7. Il fucile di Andy Van der Meyde: dopo una rete all'Arsenal si è messo in ginocchio imbracciando idealmente un fucile e sparando in aria.
8. La mitragliatrice e le orecchie di Batistuta e Toni [il must del primo post della serie, dove si ricordano anche quelle di Marco Delvecchio, N.d.R.]: l'argentino segnò con la maglia della Fiorentina a Barcellona e si piantò immobile in mezzo al campo, accostando le mani alle orecchie, come a dire: "Fatemeli sentire ancora, i vostri fischi". Luca Toni, simula lo stesso gesto, ma correndo e ruotando la sola mano destra vicino all'orecchio, come a dire: "Non ho sentito bene...". Batigol fingeva anche di imbracciare una mitragliatrice e sparare a raffica.
Nell'attesa della seconda parte del post, vi lascio il link di un fotolog dedicato: Esultanze pazze.