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16 aprile 2012

Dedicato a Carlo Petrini

NB: © tratto dalla mia tesi di laurea "Le parole che non ti ho detto. Emozioni, valori e archetipi esclusi dalle trasmissioni televisive sul calcio". Tutti i diritti riservati.
1.2.3. Petrini e “il calciatore suicidato”: nella storia recente del calcio italiano c’è un dramma che è rimasto senza verità. È la morte violenta del giocatore Donato Bergamini, centrocampista del Cosenza (allora in serie B), trovato cadavere davanti alle ruote di un camion la sera del 18 novembre 1989. Una morte, fatta passare per suicidio, che è un vero giallo ambientato nel mondo falso e dorato del “dio pallone”, con personaggi che sembrano venire fuori da un film.

24 marzo 2010

Quel nero mondo chiamato pallone

A cena mio papà tira fuori un articolo che aveva letto in giornata sul Fatto Quotidiano. Riguardava il calcio-scommesse e la vendita di partite ed era centrato sulla figura di Carlo Petrini, ex calciatore ed autore di libri [utilizzati nella mia tesi di laurea, N.d.R.]. Papà logicamente non si è perso l'occasione per - diciamo - farmi aprire gli occhi sulla mia squadra e mi ha letto queste dichiarazioni di Petrini: «Gli accordi c’erano sempre stati, ma senza denaro. Mi ricordo di un Cesena-Monza del ‘79, in cui ingrigivo in panchina. Allenatore del Monza era Seghedoni, con lui avevo litigato a Catanzaro. Volevo entrare e punirlo per antichi alterchi, mi dissero di star buono, zitto, senza disturbare». Considerato che di questo ex calciatore e dei maneggi strani nel mondo del pallone che fu ne avevo già parlato proprio ai tempi in cui scrivevo la tesi di laurea, non mi stupisco più di tanto, anche se - come chiosai un anno e mezzo fa - "che tristezza m'ha pervaso il cuore".

23 giugno 2009

Alessandro Mosca convocato per le Universiadi

Sono 18 i giocatori professionisti di Lega Pro che parteciperanno alle Universiadi estive di Belgrado, in programma dal 30 giugno al 10 luglio e tra di essi figura il biancorosso Alessandro Mosca. L'Italia fa parte del girone C con Uruguay, Repubblica d'Irlanda e Corea del Sud e proprio contro quest'ultima esordirà martedì 30 allo stadio "FC Kolubara"a Lazarevac (ore 17.30). La manifestazione, giunta alla sua 25esima edizione, si svolge ogni due anni e vede la partecipazione di giocatori professionisti iscritti a tutte le università del mondo. L'Italia, allenata da Giorgio Veneri, si è piazzata al secondo posto nelle ultime tre edizioni: in Thailandia nel 2007, in Turchia nel 2005 e in Corea nel 2003. Dopo la Corea, la Nazionale Universitaria affronterà giovedì 2 luglio la Repubblica d'Irlanda (stadio "FC Vozdovac" di Belgrado, ore 17.30) e l'Uruguay sabato 4 (stadio "FC Srem Jakovo" di Surcin, ore 10.30). L'Italia effettuerà la preparazione a Roma, presso il Centro Sportivo La Borghesiana, a partire da domani e fino a domenica, giorno di partenza per Belgrado.

19 giugno 2009

Confessioni di una blogger "in ginocchio"

Premessa: quasi mi vergogno della mia ultima intervista, di cui a breve parlerò in un post ad hoc. Ho talmente tanta stima ed ammirazione per la persona che ho intervistato [Mister Andrissi, N.d.R.] che mi sono messa al suo servizio completo: quella che il mio caro professore di Teoria e Tecniche del Linguaggio Giornalistico [Giovanni Santambrogio, N.d.R.] avrebbe definito "una intervista in ginocchio", che io stessa ho criticato in passato e che sapevo mi sarebbe tornata indietro come un boomerang. Ad una lettura superficiale forse non dà quest'impressione, ma lo spirito con cui l'ho fatta era quello e il risultato secondo me lo può dimostrare. Vogliamo parlare di quando lui ha detto: "Contano i fatti" e io come un'improbabile ultras gli ho risposto: "Ma lei li ha fatti l'anno scorso a Sesto e quest'anno da noi"?! Vogliamo parlare del fatto che per ben due volte era lui a far le domande ed io a rispondere?! Vogliamo parlare del fatto che gli ho detto: "Io le auguro con tutto il cuore di vincere", "In bocca al lupo", "Ci vediamo sabato: vengo a tifare per voi" e altre leccatine su questo tono?! E lo dico a mio discapito, dato che comunque sono estremamente soddisfatta del mio lavoro. E sabato ho già organizzato la spedizione-tifo ;)

11 febbraio 2009

"Grazie e buon anno!"

Mica tutti possono laurearsi e ricevere i complimenti che potete leggere nel titolo: ma si sa che non tutti possono permettersi di avere un cugino come il mio ;)
Comunque nella foto potete vedere (da sinistra verso destra) il mio relatore Prof. Parenti, un membro della commissione, il mio correlatore nonché Presidente di commissione Prof. Simonelli e il più esimio componente della commissione, l'ex direttore di Tuttosport, Giancarlo Padovan.
E' stato un trionfo, macchiato dal bidello che ha impedito a ¤Roby¤ di riprendermi, ma lui e Claudietto hanno sopperito con le foto.
Da oggi leggete il blog di una Dottoressa Magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale. Scusate se è poco... ;)
P.s.: dimenticavo. Finito il tutto, mi hanno chiesto se le mie aspirazioni erano nel giornalismo sportivo televisivo e io ho risposto che preferisco la carta stampata. Simonelli infine ha curiosato su quale fosse la mia squadra del cuore...ho abiurato la mia fede primaria in onore del Monza, anche se nessuno ci ha creduto.

31 gennaio 2009

Le parole che non ti ho detto. Emozioni, valori e archetipi esclusi dalle trasmissioni televisive sul calcio#2: i ringraziamenti

Oggi è arrivata la convocazione (11 febbraio, ore 14.45), per l'occasione vi delizio con la pagina dei ringraziamenti cosicché gli stessi diventino pubblici ed effettivi: «Per la riuscita di questo lavoro mi sono avvalsa della collaborazione di un vasto numero di persone che desidero ringraziare di cuore. Alcune hanno contribuito affinché io potessi avere a disposizione il materiale televisivo di cui necessitavo: senza di loro non avrei potuto fare niente, quindi il mio grazie va agli zii Anna e Elio, che mi hanno prestato il videoregistratore dopo che il mio si è definitivamente rotto; a mio cugino Dany e a sua moglie Miky, che mi hanno registrato Sky Calcio Show (non avendo io Sky); a ¤Roby¤, che mi ha registrato 90° minuto Serie B e QSVS (in quanto andava in contemporanea con Domenica Stadio, di cui mi occupavo personalmente); a mio cugino Roby e a sua moglie Chiara, che ignari della sua futura utilità, mi hanno regalato per un Natale passato la trilogia dei libri di Totti; a Rosetta e a Eugenio (detti anche mamma e papà), che si ricordavano – quando io non c’ero – di far partire il videoregistratore; agli amici Claudio e Chiara, che mi hanno rifornito di film dalla loro immensa videoteca privata e grazie alle moderne tecnologie. I ringraziamenti più seri vanno al mio relatore Prof. G. Parenti, che oltre ad avermi seguito passo passo nello svolgimento di questo lavoro (e il ringraziamento è doppio perché i tempi erano alquanto ristretti), mi ha permesso di conoscere il Dott. Marco Dell’Acqua e di seguire la sua illuminante lezione. Un pensiero anche ad un lettore del mio blog, che ha seguito l’evolversi della mia ricerca quasi in diretta, spronandomi a continuare senza perdermi in futili attività e a tutti quelli che mi hanno sopportata nonostante le ansie derivanti dalla paura di non farcela e mi sono stati vicini, se non fisicamente sicuramente con il cuore (leggasi – tra gli altri – Francy, disposta ad interessarsi al calcio, nonostante il rifiuto genetico e al mio Diretùr che mi ha concesso un periodo di 'aspettativa' per completare al meglio questo lavoro). Infine una dedica speciale per la nonna Angiulina: ai suoi pronostici calcistici sparati a caso e a tutte le volte che non vedendomi in casa chiedeva il risultato del Monza».

26 gennaio 2009

Totti o Torri: questo è il problema?

Ok, ieri sera ho caricato su Monza-News la conferenza stampa di Giuliano Sonzogni e alla domanda posta da un giornalista locale su Bomber Torri, ho invece scritto "Totti". Freud spiegherebbe il mio lapsus, come un atto mancato: avrei voluto scrivere Torri e invece ho scritto Totti non come atto involontario - ma sottoposto ad indagine psicoanalitica - come una voglia non cosciente di far notare che sono romanista [fonte: Wikipedia].
Io ho un'altra ipotesi, però, e vengo a comunicarvela: il mio unico pensiero di questi giorni si chiama "tesi" e oggi sono finalmente andata a ritirarla e consegnarla (come si vede dalla foto), quindi ci sta che mi sia scappato un refuso nonostante la rilettura, perché - come ¤qualcuno¤ mi insegna - io ho un solo ¤neurone¤ che lavora costantemente solo ed esclusivamente nel task "tesi" anche quando lo chiudo, perché comunque lui rimane in background: spiegazione scientifica, nevvero? :)

23 gennaio 2009

Le parole che non ti ho detto. Emozioni, valori e archetipi esclusi dalle trasmissioni televisive sul calcio#1

«Questo lavoro si propone di confrontare le narrazioni che del calcio hanno fatto poeti e romanzieri, ma anche giornalisti e calciatori come autori di saggi storici, romanzi, biografie e autobiografie, con quelle proposte dal mezzo televisivo. La narrazione del calcio – nei libri – è ricca di ricostruzioni, interpretazioni e storie avvincenti, ma sconta la ristrettezza del mercato editoriale e una non piena corrispondenza tra il pubblico dei lettori e quello degli appassionati di calcio. La televisione, invece, da una parte ha il grande vantaggio di far parlare le immagini, dall’altro deve circoscrivere le proprie storie di calcio nei tempi, nei modi e nelle regole stringenti del mezzo, che – il più delle volte – ne “banalizzano” la narrazione. Attraverso il confronto tra i contenuti e il linguaggio di un ampio campione di trasmissioni sportive e i contenuti e il linguaggio di un ancor più ampio campione di libri di calcio, questo lavoro ha tentato di comprendere quale uso la televisione faccia degli archetipi narrativi possibili, rispetto all’impiego ampio e generoso che ne fa la letteratura sul calcio. Una certa ristrettezza e ripetitività della Tv come story-teller del calcio, in effetti, è emersa, e si è cercato di comprendere i motivi di questo fenomeno. La necessità di fare audience, d’accordo, ma – a monte – la sacrosanta paura del “bagno di sangue” seguito all’innovazione. Lo spettro dell’intellettualismo che allontana i tifosi, assetati di indiscrezioni, analisi tecniche, risse verbali, si trasforma nella maledizione per chi non abbia voluto ripercorrere il già noto, ridare il già dato. Lungi dall’esaurire il lavoro nella solita condanna moralistica della televisione, si è voluto sottolineare le non poche occasioni perdute. Eccezioni e differenze, da trasmissione a trasmissione, comunque ci sono. Sfide è molto più ricco – sul piano narrativo – di una puntata del Processo di Biscardi, tuttavia l’impressione è quella di un potenziale solo in parte sfruttato. A danno del calcio e dei suoi tifosi. Soprattutto quelli più marginali, meno tecnici, meno accaniti, più assetati di storie che di gossip o di polemiche».
Ecco spiegato il motivo della mia lunga assenza dal blog: avete appena letto infatti l'introduzione della mia tesi (prodotta in questi giorni) e badate bene che è protetta dal copyright ;)
Ve la offrirò in pillole a poco a poco, così qualcuno scoprirà magari di essere stato citato...
P.s.: il relatore di questo lavoro - che ringrazio per l'ennesima volta e persino pubblicamente - è il Prof. Parenti.

11 dicembre 2008

Complimenti Dottoressa!

Undici anni e tre mesi fa conobbi una persona: ero appena entrata in classe, avevo scelto il mio banco (nella fila attaccata al muro) e quello a fianco al mio era ancora vuoto. Entrò lei e vedendo il banco vuoto mi chiese: "Posso?" e io le risposi: "Prego!". I nostri discorsi finirono lì: non eravamo molto loquaci, bensì abbastanza timide ed introverse.
Quattro anni dopo andammo in gita a Firenze e scegliemmo consapevolmente di dividere la stanza (io, lei e un'altra amica attualmente desaparecida): se sono tornata sana e salva nonostante le abbia fatto tirare le due di notte e oltre senza il suo consenso vuol dire che un po' di bene aveva iniziato a volermene (anche se - secondo me - vorrebbe ancora picchiarmi!).
Nello stesso anno facemmo lo Schuleraustausch (lo scambio culturale) con un liceo tedesco di Kaufbeuren e un'orda di "crucche" scese in quel di Monza: le portammo a Como in gita sul lago e a noi due venne scattata una foto sulla panchina davanti al lago che ancora mi viene rinfacciata (per me continua ad essere bellissima, ma lei mi vuole picchiare ogni volta che la tiro fuori!).
Insieme abbiamo affrontato la "matura" e ne siamo uscite indenni nonostante quella simpaticona della prof di mate, abbiamo affrontato le mattane di "certa-gente-che-solo-noi-sappiamo" e la nostra amicizia si è rafforzata, abbiamo ottenuto la "triennale" - tra papi e uccelli - una accanto all'altra, anche se in due facoltà completamente diverse ed ora - proprio ora - che siamo al passo conclusivo, io sono davanti ad un computer a pensare a te che disserti sui lupi davanti ad una commissione che dovrà giudicarti e poi nominarti "Dottoressa con 110" (il che per me è scontato, dato quanto vali e quanto ti sei sbattuta per questo lavoro!).
Undici anni e tre mesi dopo il mio cuore è ancora lì con te: vai Francy! Sei la mia biologa preferita!
P.s.: oddio ho sbagliato. Poi magari non si riconosce. Meglio chiamarla col suo "vero" nome: FORZA CIAPET!!!!!! ;)
P.p.s.: si accettano consigli spassionati sul regalo di laurea, ma se trovo commenti anonimi con consigli troppo mirati - cara Ciapet - non li prendo in considerazione perché so che sei te :P

27 novembre 2008

Spiegazioni antropologiche sul successo del calcio

Vi propongo un brano tratto da Storia e storie dello sport in Italia - Dall'Unità a oggi di Remo Bassetti: «Suggestiva è l’ipotesi che il legame tra i gruppi maschili in competizione per il gol sia di tipo libidico, e che il gol, nel suo infilare il pallone nella porta, si configuri come l’appropriazione sessuale della donna. Con le spiegazioni fallocentriche, tuttavia, talvolta si esagera: anche la rammendatrice infila l’ago nella cruna eppure nessuno ha mai sostenuto che ciò sottintenda alcunché. D’altronde, non osiamo immaginare cosa, coloro che con troppa semplicità parificano calcio e sesso, pensino della rincorsa nel salto con l’asta. Indubbiamente, ma ciò è cosa diversa, il calcio, essendo praticato da gruppi maschili giovani e in salute, ha accolto nel suo linguaggio certi lapsus viriloidi, come penetrare la difesa e violare la porta».
Se non erro questo paragone tra sesso e calcio lo avevo trovato anche in un libro del Giuan Brera: allora mi era parso un po' spinto, ma non da buttare via; qui invece si nota come non venga particolarmente apprezzato. E voi ci avevate mai pensato?
AGGIORNAMENTO: che onore avere appena scoperto che questo post è stato ripreso dall'autore stesso del libro nel suo blog. :)

23 ottobre 2008

Il passato che fa male

Sto preparando la tesi. Sto leggendo libri di argomento calcistico all'invidiabile media di uno/due al giorno. Il mio relatore mi ha dato un po' di titoli, chiedendomi di allargare l'orizzonte di mia spontanea volontà, così almeno due volte a settimana passo in biblioteca a fare incetta [di libri e di litigate con la bibliotecaria, N.d.R.]. Oggi è il giorno di Carlo Petrini: il mio relatore mi aveva consigliato "Calcio nei coglioni", ma non avendolo ancora trovato mi sono buttata su "Il calciatore suicidato - La morte senza verità del centrocampista Donato Bergamini". Era il 1989 e io avevo poco più di 6 anni, quindi la memoria non mi è per niente favorevole [anche perché nei miei ricordi quell'anno ha e avrà per sempre un solo ed unico significato, N.d.R.], ma la pagina in cui mi sono imbattuta in questo momento - e che mi ha indotto a scrivere questo post - fa male a posteriori: «Domenica 12 novembre il Cosenza affrontò in trasferta il Monza. Al 5° minuto andarono in vantaggio i padroni di casa [ho cercato nella rubrica "Accadde Oggi" tenuta dall'amico Bruno Giove su Monza-News e ho scoperto che è stato il primo gol di "Spadino" Robbiati con la maglia biancorossa, N.d.R.]; all'inizio del secondo tempo, Padovano - su passaggio di Bergamini - segnò il pareggio. Il gol cosentino era stato agevolato da un errore della difesa monzese, e questo fatto - insieme a una rete incredibilmente sbagliata dal Cosenza nei minuti finali - alimentò sospetti che il risultato della partita potesse essere stato "combinato" dalle due squadre». Nel quarto capitolo, poi, si legge: «Nella cronaca della partita la "Gazzetta dello Sport" aveva scritto di 'pareggio flebilino e tenue come la nebbiolina', e segnalato che verso la fine dell'incontro il Cosenza aveva mancato il gol della vittoria 'spedendo fuori una palla incredibile'». E nelle note l'autore riporta: «A proposito della partita, "Il Giornale" scrisse che il Monza 'passato subito in vantaggio, si è poi stranamente appisolato quasi fosse la Bella Addormentata dopo avere assaporato la mela'. Secondo "Il Giorno", dopo essere passato in vantaggio il Monza era 'caduto in letargo'».
Che tristezza m'ha pervaso il cuore...

19 maggio 2008

Inter campione d'Italia? Ridiamoci su!

Con la fine del campionato ho terminato anche di registrare le trasmissioni calcistiche che mi serviranno per la tesi di laurea [se non ricordate di cosa tratterà qui c'è il post dove spiego tutto, N.d.R.]: dato che alcune sono in diretta contemporaneamente e in più su Sky - che io non ho - ho dovuto chiedere aiuto a due lettori di questo blog. Questa è la videocassetta che mi è stata appena portata da uno dei due:
P.s.: qui trovate invece ciò a cui si riferiva De Rossi nella polemica intervista post partita; pensiero condiviso oggi anche dal portiere giallorosso Doni.

16 maggio 2008

Pubblicità regresso

Chiedo a chi è estraneo a questa realtà, cosa comprende da queste righe estrapolate da un articolo pubblicato oggi sul Giorno-Monza Brianza, trattante la Brianza su Internet e nello specifico le discussioni on-line sugli eventi sportivi brianzoli: «Il Monza è seguito con attenzione dai suoi supporter, in particolare quelli del "SAB", il tifo organizzato del club biancorosso. Su Monza-News.com, i fan di capitan Zaffaroni e compagni analizzano la situazione della loro squadra del cuore. Partita dopo partita c'è sempre la possibilità di giudicare le prestazioni dei giocatori e anche di dare qualche "consiglio" all'allenatore».
Ricordo inoltre a chi l'ha scritto - anche se dato l'esame di Teoria e Tecniche dell'Informazione On-Line con l'esimio prof. Carelli coadiuvato dal Dott. Montemagno dovrebbe esserne consapevole - che Sportmonza.com è un sito Internet e non ha niente del blog!

12 maggio 2008

Campioni in università

"Lo scorso 3 marzo gli atleti della Cattolica - che si sono distinti nei campionati interuniversitari - sono stati premiati da cinque studenti universitari d'eccezione, che primeggiano nelle loro discipline sportive: Michela Angeloni, giocatrice di hockey sul ghiaccio a Bolzano e migliore elemento della selezione nazionale; Igor Cassina [c'è bisogno di presentazioni?, N.d.R.], oro olimpico ad Atene e iscritto a Scienze Motorie; Danilo Gallinari, giovane stella della pallacanestro - gioca nell'Armani Jeans di Milano - e iscritto a Scienze umane e filosofiche; Danilo Santarsiero, nazionale di bob; Laura Vernizzi, argento olimpico ad Atene e oro ai Mondiali nella ginnastica ritmica a squadre".
Quando ho letto questo articolo su Presenza, il magazine dell'Università Cattolica, mi sono chiesta dove fosse finito Simon Barjie: forse che ci fosse troppo snobismo culturale per invitare un semplice calciatore di Serie C1, nonché nazionale del Gambia?

13 aprile 2008

E la crisi coniugale scoppia dopo la sconfitta della squadra del cuore

La sessuologa Chiara Simonelli, dell'Universita' La Sapienza di Roma avverte: "Se la squadra del cuore perde lui si deprime, perde il desiderio, e la notte passa in bianco". A lei non resta che sorbirsi i lamenti per il rigore sbagliato o per l'autogol, sperando che la squadra vinca la partita successiva. I rimedi? "L'unica cosa - ironizza la sessuologa - e' augurarsi che la societa' faccia una buona campagna acquisti per l'anno prossimo...".
Care biancorosse, un modesto consiglio: chiedete i danni biologici a Begnini ;)

Fonte: AGI.

26 marzo 2008

Dottore!

Collaboratore del Giornale di Carate (si occupa di calcio minore), ex blogger, giornalista pubblicista dal gennaio 2007 e da oggi anche Dottore in Linguaggi dei Media: sto parlando del mio migliore amico (quel "pazzo" che vedete nella foto creata ad hoc da amici compiacenti) che oggi si è laureato con una tesi in Giornalismo Televisivo su Inter Channel descritta dalla viva voce dei protagonisti (relatore Giorgio Simonelli, critico televisivo milanista e correlatore Giancarlo Padovan, ex direttore di Tuttosport).
Fa niente se quel simpaticone del presidente di commissione (alias il suo relatore) si è pure sbagliato nella proclamazione e ha chiesto il bis, ora anche il Claudietto è annoverato nell'olimpo dei dottori.
E io sono orgogliosa di lui: W il Claudietto!

14 marzo 2008

Tremate!

Miei cari telegiornalisti sportivi la mia tesi sta prendendo forma e penso dobbiate iniziare a preoccuparvi perché dovrò fare le pulci a molte trasmissioni calcistiche.
Eccovi l'elenco delle vittime predestinate:

  • Controcampo – Ultimo minuto” (Italia Uno);
  • La Domenica sportiva” (Raidue);
  • Il processo di Biscardi” (7 Gold);
  • 90°Minuto-Serie B” (Raitre);
  • il magazine di Sky condotto da Ilaria D’Amico;
  • QSVS” (Telelombardia);
  • "Domenica Stadio" (Italia Uno);
  • Il campionato dei campioni” (Odeon Tv);
  • Azzurro Italia” (Antenna 3 Lombardia);
  • Le ultime dai campi” (Italia Uno).

Attenzione quindi: sto già affilando le armi ;)

05 marzo 2008

L'università sui campi di calcio

E' di pochi giorni fa la notizia che Marco Teani, difensore biancorosso, si è laureato in Ingegneria Gestionale all'Università di Bergamo. Ma Teani non è l'unico a calcare palcoscenici accademici: sempre nel Monza possiamo trovare un altro difensore futuro dottore, Simon Barjie, iscritto alla facoltà di Scienze Motorie dell'Università Cattolica di Milano. Ecco come parla della sua esperienza a Cattolica-News, il magazine online dell'università: «Inizialmente avevo pensato a fisioterapia, ma l’obbligo di frequenza era un ostacolo enorme per poter conciliare i miei impegni calcistici. Scienze motorie mi sta dando tantissimo, sto acquisendo una conoscenza personale della mia fisicità e capacità motrice che mi aiuterà moltissimo anche in futuro. Ho qualche progetto in mente che potrei realizzare nel campo sportivo, una laurea è un bagaglio culturale in più per poterli realizzare. [...] Avevo paura di aver perso il metodo di studio, invece sono in corso e sono sempre più convinto della mia scelta; devo solo stare un po’ attento alla parte pratica, per salvaguardare il fisico da eventuali infortuni. Ma i docenti e i compagni sono tutti disponibilissimi, sono fortunato».
Nelle altre squadre, invece, possiamo ricordare [ma è una lista approssimativa, se ne conoscete altri potete aggiungerli, N.d.R.] :
  • Luigi Beghetto, centravanti del Treviso, laureatosi a 29 anni in Scienze Politiche all'Università di Padova con una tesi sulla violenza negli stadi;
  • Valerio Fiori, terzo portiere del Milan, laureato in Giurisprudenza;
  • Alessandro Comi, ex attaccante biancorosso, laureatosi nel 2003 in Scienze Motorie;
  • Fabio Pecchia, centrocampista del Frosinone, laureato in Giurisprudenza con una tesi sulla rescissione dei contratti dei calciatori presso l'Università di Napoli, ha persino superato l'esame scritto per l'accesso alla professione forense presso la Corte d'Appello di Bologna;
  • Luca Ungari, difensore del Modena, laureato in Giurisprudenza;
  • Oleguer Presas, difensore del Barcellona, laureato in Economia, sta ora cercando di ottenere anche quella in Filosofia;
  • Oliver Bierhoff, ex centravanti di Udinese, Milan e Chievo, ha una mini-laurea in Economia Aziendale ottenuta per corrispondenza all’Università di Hagen;
  • Erjon Bogdani, attaccante del Livorno e della nazionale albanese, laureato in Economia e Commercio.

03 marzo 2008

La ciliegina sulla torta: una tesi in ambito calcistico

Dopo che nell'ultimo mese il calcio è diventato una presenza ancora più preponderante nella mia vita [giusto oggi - poi - ho trovato in mail una richiesta: perché non calchi i campi di calcio da protagonista oltre che da spettatrice? Forse perché non ho mai avuto le physique du rôle, men che meno in porta!, N.d.R.], ho deciso finalmente di chiedere la tesi su un argomento in ambito calcistico. E il prof prescelto mi ha prontamente risposto con una serie di interrogativi a cui dovrei rispondere nel mio ipotetico futuro componimento, chiosando con un: "Accetta la sfida?".
Vi riporto i quesiti e concludo, ponendone uno a voi: «Di che cosa si parla quando si parla di calcio in Tv? Analizzando un po’ di programmi (non telecronache, ma programmi sul calcio), metta a punto una tipologia. Che cosa rimane fuori dal menù e perché? Come si parla degli argomenti di cui si parla? Con quale frasario? (Specialistico? Non specialistico? Mutuato da altri generi Tv? Con che toni? (Ironia? Serietà estrema? Polemica?) Con riferimento a quali archetipi narrativi? (Tragedia? Commedia? L’archetipo dell’anatroccolo che diventa cigno? Quello del principe ricco e viziato che perde l’onore? Quello di chi cade ma sa risorgere?) Anche in questo caso: gli archetipi sono “storici” (appartenenti alla storia del giornalismo sportivo, che a sua volta li ha magari ricavati dal romanzo…) oppure sono recenti e magari “bastardi” (mutuati da qualche altro ambito narrativo)?».
Secondo voi potrei lasciarmela sfuggire? ;)

19 novembre 2007

Libertà di espressione=libertà di maleducazione?

Come mi insegnò Razzante, l'articolo 21 della Costituzione Italiana [da non confondersi con gli Articolo 31: ahahahah..., N.d.R.] dà a tutti "il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione": quindi anche la possibilità di andare in giro per le strade di Milano con la sciarpa giallorossa della Roma per ripararsi dal freddo quasi invernale. Ciò naturalmente implica per chi lo fa la possibilità di ricevere simpatici sfottò che rientrano perfettamente nei diritti di cui all'articolo 21: certo non vi rientra invece la maleducazione [perché di ciò - a mio avviso - si tratta, N.d.R.] di bidelli universitari baffuti che meschinamente ti si avvicinano alle spalle e con malcelato schifo, un po' di pena e tanto senso di compatimento affermano per ben due volte "pora tusa", affermazione dialettale che rendere in italiano è difficile, in quanto la semplice traduzione "povera ragazza" non implica quel senso di disprezzo tipico dei brianzoli e di questa loro espressione.
E io continuerò fieramente ad indossare la mia sciarpa giallorossa, alternata a quella biancorossa a seconda della temperatura esterna: e lui continui pure nella sua maleducazione!