21 gennaio 2007

Monza-Pro Patria 1-0


Il Monza torna a vincere e questa è già una notizia! La seconda, però, è che non tutti gli uomini messi in campo da Sonzogni hanno convinto appieno: la Pro Patria non si è dimostrato un avversario ostico, eppure siamo riusciti a fare un solo gol e per di più su punizione grazie ad un difensore, Fabiano.
Tra i bocciati di questa partita troviamo: Espinal, che infatti è stato sostituito dal nuovo arrivato Cataldo Montesanto; Andrea Guerra, che continua incomprensibilmente ad essere schierato benché non ne azzecchi mai una, fortunatamente sostituito negli ultimi minuti da Simon Barjie; Borgobello, entrato in campo al posto di un ormai sfibrato Alberto Bertolini, non è stato in grado di giocare degnamente un pallone.
Tra i promossi invece: Alberto Bertolini, che ha dato tutto sé stesso fino al momento della necessaria sostituzione; Matteo Beretta, che ha dato vita ad una prestazione col cuore in mano (i giocatori della Pro Patria non conoscevano altro modo per fermarli che fare loro fallo: pochi, però, quelli sanzionati come si sarebbe dovuto); Salvatore Vicari, acquisto azzeccato del calciomercato invernale.

Eccovi il video, che ho diligentemente montato, con tutte le azioni degne di nota della partita:

I festeggiamenti alla fine della partita




Speriamo non sia solo un fuoco di paglia.

Le foto più belle delle azioni di Monza-Pro Patria 1-0






Per vedere tutte le altre potete cliccare su questo link: un video ad hoc con tutte le foto più belle (inoltre alcune sono state pubblicate anche su MonzaBiancorossa).

I cambi tra le file biancorosse




Un tifoso biancorosso

Mi perdonerà il signore in questione se pubblico la sua foto: ha passato 90 minuti a sventolare strenuamente la nostra bandiera: e così che si tifa.

La curva della Pro Patria



Da notare quei sei "pazzi" a torso nudo.

18 gennaio 2007

Un aiuto per ¤FP¤

Entro il 24 gennaio devo consegnare la tesina per l’esame di Media e Processi Sociali. All’inizio pensavo di farla sul forum dei S.A.B. Monza, ma, data l’osticità di una ricerca quali-quantitativa su un fenomeno in rete a cui non partecipo attivamente, ho pensato di spostare l’attenzione sul mondo dei blog, sul mio in particolare (rispetto a tutto ciò che parla di Monza in Rete). Se qualcuno mi volesse dare una mano e volesse partecipare alla ricerca (altro non è che un questionario sul perché leggete i siti Internet: blog, webzine, etc... e cosa ci trovate o cosa ci vorreste trovare), mi lasci un commento con mail. Grazie.
P.s.: non accalcatevi... ;)
P.s.2: se vi scavola lasciarmi la mail non mettetecela, ma contattatemi sulla mail che trovate nel mio profilo.

Viva il Buffone di Corte

Probabilmente nessuno capirà questo post, ma io devo esprimere in qualche modo la mia gratitudine per i miei mitici compaesani del Buffone di Corte: 30 grazie da ¤FP¤!
P.s.: soprattutto a Mario e Rino (nella foto, Mario è quello travestito da neonato e Rino, quello che suona la fisarmonica).

Firmiamo la petizione

A nessuno sarà sfuggito che non propongo mai informazioni nuove e che insomma non faccio né notizia né giornalismo, ma sicuramente vi sarete resi conti che i blog servono per esprimere le proprie opinioni e commentare col proprio pubblico e su questo non ci piove mai nel mio blog! Proprio per questo oggi ho deciso di informarvi che, come il TgCom e il QN, anche io aderisco alla campagna della società sportiva Monza Biancorossa per chiedere al Comune della neoprovincia brianzola di intitolare il Centro Sportivo “Monzello” al mitico giornalista sportivo, recentemente scomparso, Alberto D’Aguanno.

17 gennaio 2007

“E’ diventato un tormento” - Sebastian Deisler termina la sua carriera

Ho letto sul Televideo che Sebastian Deisler, bravo giocatore in forza al Bayern Muenchen, con all’attivo 40 presenze nella Nazionale tedesca, ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica a soli 27 anni. A convincerlo il grave infortunio al ginocchio che lo ha costretto a cinque interventi chirurgici, ma soprattutto una forma depressiva che lo affligge dal 2003. Allora ho deciso di tradurre l’articolo dal sito ufficiale: «Sebastian Deisler arriva per primo in sala stampa alla Säbener Straße, nonostante ci voglia almeno un’oretta prima che l’annunciata conferenza stampa diventi affollata. Appena dopo di lui arriva l’allenatore Uli Hoeneß, poi il capo ufficio stampa Markus Hörwick. Tutti sono zitti nella sala, soltanto un paio di flash dei fotografi si mischiano al silenzio.
“Non una piacevole motivazione ci ha portati qui”, queste le prime commosse parole di Hoeneß ai presenti, per annunciare subito dopo la notizia choc: “Sebastian Deisler vuole terminare la sua carriera calcistica”. Uno dei calciatori tedeschi più talentuosi non verrà più visto giocare in uno stadio della Bundesliga. Ad appena 27 anni Deisler appende le sue scarpette al chiodo. Si fa largo lo smarrimento.
“Questa non è una decisione presa dall’oggi al domani. E’ maturata lungamente in me”, dice Deisler poco dopo. Già nello scorso marzo, quando si è dovuto operare per la quinta volta al ginocchio a causa di una lesione alla cartilagine, aveva pensato al ritiro. “Ma io ho tentato ancora una volta. Non ne volevo ancora sapere”. Deisler festeggiò a novembre un rientro pieno di successi, divenne il match-winner della vittoria per 2-1 contro l’Amburgo, ma sorprendentemente arrivò alla decisione attuale.
Così come racconta Hoeneß, egli ha raggiunto solo con molta arte della persuasione che Deisler andasse in ritiro a Dubai. “Noi abbiamo lottato per lui”. Ma nella sera di lunedì Deisler lo ha reso partecipe attraverso un discorso a quattrocchi della decisione definitiva. “Io non ho più nessuna fiducia nel mio ginocchio” motiva così Deisler il suo passo. “Io non riesco più a giocare a pallone con la giusta pace interiore. E’ diventato un tormento”.
Deisler, che oltre ai numerosi infortuni, è stato in cura dal novembre 2003 all’ottobre 2004 a causa di una depressione, mette la parola fine dopo un lungo periodo di dolore. “Io ci ho pensato continuamente, che qualcosa potesse succedere di nuovo. Io non ero più completamente libero. E contribuire soltanto un poco al gioco, non lo volevo e non avevo alcun senso. Le cose fatte a metà non portano né me né la squadra da nessuna parte”. Il 36 volte giocatore della Nazionale vorrebbe superare questo distacco e tornare alla tranquillità. “Vorrei occuparmi solo di me stesso e della mia piccola famiglia. Poi vedremo come le cose evolveranno”.Hoeneß è profondamente dispiaciuto della decisione di Deisler. “E’ uno dei migliori giocatori, che abbiamo mai avuto in Germania. Ho sperato fino all’ultimo che fosse solo un brutto sogno” […]».

15 gennaio 2007

Tombolini, Borriello e Capello in pillole

  • Tombolini e il “bastion contrario”: ieri sera alla DS, l’ex arbitro Tombolini se n’è uscito con questa frase: «Non vorrei fare il bastion contrario…», quando Tardelli e Dossena gli han fatto notare, morendo dal ridere, che l’espressione esatta era “bastian contrario”, lui imperterrito ha affermato: «Credevo si dicesse “bastion”!»: culturale [fonte: Rosetta].
  • Borriello e la pomata vaginale: Borriello era stato accusato di doping e adesso viene scagionato dalla fidanzata, tale Belen Rodriguez, modella, che dice che è stata colpa di un rapporto sessuale nel periodo in cui lei prendeva una pomata al cortisone per un’irritazione vaginale: insaziabile [fonte: Tiscali Sport].
  • Capello e il dito medio: in crisi di risultati (anche se ieri ha vinto), in aperto contrasto con la squadra (Cassano e Beckham sono solo la punta dell’iceberg) e ora anche con i tifosi del suo Real, l’Infame Traditore non trova altro modo che sfogare il suo nervosismo alzando il dito medio verso la curva delle merengues: fine [fonte: Gazzetta e TgCom: grazie Roby, N.d.R.].

14 gennaio 2007

Il triste commento domenicale

Era iniziato abbastanza bene questo week-end: ieri, durante lo zapping preserale, avevo intercettato Creti sul Tg3-Sport che introduceva il servizio su Mantova-Juventus 1-0 con queste parole: «Dopo l’autorete di Kovac, una fornitura annuale per lui di tortellini!».
Poi la dodicesima vittoria consecutiva dell’Inter, contro il Torino per 1-3, che gli è valso il record, soppiantando quello giallorosso dell’anno scorso.
E oggi una giornata per niente positiva: a Messina, la Roma, in vantaggio grazie a Mancini, regala un calcio di rigore al Messina al 92esimo, che viene segnato da Parisi, portando sul pareggio una partita che doveva essere chiusa prima.
A San Giovanni Valdarno, contro la Sangiovannese, il Monza va a perdere l’ennesima partita per 1-0: se qualcuno [come me, N.d.R.] aveva sperato che il calciomercato (Cataldo Montesanto, ex Napoli e Salvatore Vicari, ex Cisco Roma, che comunque non potevano ancora essere utilizzati), la pausa natalizia e il ritorno di Mister Sonzogni portassero nuove idee in casa biancorossa, ha dovuto fare i conti con la triste realtà: fermi a 27 punti, ci facciamo raggiungere dal Grosseto e dal Novara e perdiamo sempre più terreno dalla capolista, il Venezia a 33 punti (+6). Per ulteriori informazioni sulla partita vi rimando a Monza-News (oppure sul sito ufficiale).
P.s.: ricevo da Dany e pubblico: «Il primo a raggiungere i cronisti in sala stampa è l’allenatore del Monza, Giuliano Sonzogni, che recita testualmente, “gara che abbiamo perso immeritatamente per le tante azioni sviluppate ed il gol di Dal Rio era in fuorigioco. Io non sono solito criticare gli arbitraggi ma ora non posso fare a meno di farlo. La partita era incalanata sul nulla di fatto e potevamo prenderci un punto, senza l’operato del Signor Guerriero. Il pari lo avevamo meritato, abbiamo costruito tante palle gol, un salvataggio di Di Bari sulla linea di porta. Ci meritavamo un punto, comunque l’obiettivo dei play-off è sempre a portata di mano”. AHHH, ADESSO L'OBBIETTIVO SONO I PLAY-OFF...CHE SBADATO PENSAVO PUNTASSIMO A VINCERE IL CAMPIONATO!!!!!!!».

11 gennaio 2007

Per non dimenticare Vincenzino Montella

Dalla newsletter di CoreDeRoma: «Montella è andato a cercare continuità tra i figli di Albione. Già Montella, giocatore che se avesse giocato in una Roma di 30 – 40 anni fa sarebbe diventato il beniamino incontrastato della tifoseria e che tutto sommato ha avuto un rapporto sempre tiepido con i tifosi. Noi lo abbiamo salutato con un arrivederci e con tanto affetto. "Il passato non si dimentica" è il titolo della nostra popolare rubrica che giornalmente ripercorre le vicende dell’AS ROMA e ne ricorda i personaggi più importanti e, siccome non si dimentica, sarà impossibile dimenticare i suoi gol, quello del 2 a 2 a Torino, il pallonetto del quasi-scudetto a Rossi in Roma-Milan, la quaterna alla lazio, la doppietta precedente sempre ad una lazio che andrà a vincere lo scudetto, e tanti tanti altri pallonetti, colpi di testa, sponde vincenti, tiri dalla distanza».

04 gennaio 2007

Ribery in "La patente: questa sconosciuta"

Il 2 gennaio sul Televideo avevo letto una succosa notizia riguardante il giocatore dell'Olympique de Marseille, Franck Ribéry, trovato a guidare senza aver mai preso la patente. Una rapida visita su Google-News mi ha permesso di trovare un approfondimento in merito sul sito della Gazzetta. Ma quello che mi è parso più strano è che sul Google-News francese non ne ho trovato traccia. Allora ho peregrinato sui blog e sui forum francesi e l'ho trovata: «Giovedì 21 dicembre 2006. Marsiglia. Il calciatore marsigliese Franck Ribéry è stato giudicato dopo essere stato controllato a settembre dalla polizia nel quartiere sud della città. Arrestato in piena città dalla folla dei suoi fan, la sua vettura (una BMWX5 4×4 nera) aveva attirato i sospetti della polizia, che è riuscita così a smascherare l'imbroglione.
Il giocatore, convertito all'Islam, guidava senza patente. Non aveva mai creduto essere buona cosa sostenere l'esame. Rischia, secondo la legge, un anno di prigione e 15.000 euro di ammenda.
Ora apparentemente è stato condannato semplicemente ad una ammenda il cui ammontare sarà indicato a marzo». Poi nei commenti: «Apparentemente secondo la radio questa mattina: 1.500€ di multa e Ribéry avrebbe promesso di prendere la patente. Sempre secondo questa radio (RMC) alcuni poliziotti di Marsiglia sarebbero andati essi stessi a contollarlo, in seguito all'informazione ricevuta ch'egli guidasse senza patente».

03 gennaio 2007

Monza: nuovi e vecchi a confronto parte seconda - Gli ex in Serie B (ancora nel mirino)

Nel precedente post avevo promesso di continuare la lista degli ex biancorossi che attualmente giocano nel campionato cadetto.
Ecco il seguito:
  • Santos – Gleison Pinto Dos Santos, difensore dell’Albinoleffe (dal gennaio 2005 all’agosto 2006 colonna portante della difesa del Monza in Serie C1 con 41 presenze e un gol);
  • Marco Gori, centrocampista dell’Albinoleffe (nel campionato 2001-02 ha giocato 29 partite nel Monza in Serie B e ha segnato un gol, si è trasferito poi al Prato nell’agosto 2002);
  • Roberto Bonazzi, attaccante dell’Albinoleffe, nato il 29 luglio come me (nel campionato ’93-’94 ha collezionato 11 presenze con la maglia biancorossa);
  • Jean-François Gillet, portiere del Bari (dallo Standard Liegi, squadra belga, al Monza nel ’99-’00 in Serie B, al Bari nel settembre 2000: ha lasciato un ottimo ricordo nelle sue 37 prestazioni);
  • Massimo Ganci, attaccante del Bari (cresciuto nel Monza dalla stagione ’98-’99 con 59 presenze e 16 gol, si trasferisce al Treviso nel 2002-03);
  • Francesco Antonioli, portiere del Bologna, ex giallorosso, mi ha fatto un autografo che non dimenticherò mai (cresciuto nel Monza, dove gioca 23 partite, si trasferisce al Milan nel 1988-89);
  • Carlo Nervo, centrocampista del Bologna, ex Nazionale Azzurro (dal Bassano Virtus al Monza nel 1989-90);
  • Davide Zoboli, difensore del Brescia (si trasferisce a Monza nel campionato 2002-03, collezionando 48 apparizioni, condite da due reti);
  • Francesco Rossi, difensore del Crotone (cresciuto nel Monza, passa al Chievo nel campionato ’91-’92 per poi ritornare a vestire i colori biancorossi nella stagione ’92-’93 fino al ’97 quando si trasferisce al Como);
  • Francesco Bega, difensore del Genoa (cresciuto nel Monza dalla stagione ’93-’94 con 67 presenze e un gol, passa al Cosenza nella stagione ’97-’98);
  • Omar Milanetto, centrocampista del Genoa (si trasferisce a Monza nel dicembre 1996, vestendo la maglia biancorossa in 19 occasioni e segnando due reti, per poi passare agli avversari lariani nella stagione successiva);
  • Massimo Brambilla, centrocampista del Mantova, nato come me a Vimercate, ex Nazionale Under 21 (cresciuto nel Monza dalla stagione ’90-’91 con la bellezza di 116 presenze e 4 gol, si trasferisce alla Reggiana nel novembre del 1994): attualmente seguito per un possibile ritorno in biancorosso;
  • Luca Baldo, centrocampista del Modena (cresciuto nel Monza dal 2000 al 2003 riesce ad indossare i colori biancorossi 15 volte, segnando persino un gol, passa alla Canzese nel campionato 2003-04);
  • Michele Troiano, centrocampista del Modena (cresciuto nel Monza dal 2002 al 2003, colleziona 6 presenze);
  • Roberto De Zerbi, centrocampista-attaccante del Napoli (ha giocato per 9 volte nel Monza nel campionato ’98-’99 per poi essere mandato in prestito nel gennaio ’99 al Padova e trasferito definitivamente la stagione successiva dai rivali lariani);
  • Filippo Antonelli Agomeri, centrocampista del Pescara (dal Torino al Monza nel campionato ’96-’97, veste in una sola occasione la casacca biancorossa);
  • Daniele Degano, attaccante del Piacenza (dal Meda al Monza nel campionato 2000-01, scende in campo 39 volte, regalandoci 7 gol);
  • Domenico Cristiano, centrocampista del Ravenna (gioca 26 volte nel Monza nel campionato ’98-’99, segnando 3 gol);
  • William Viali, difensore del Treviso (arriva in prestito al Monza dal Cesena nel novembre ’95 e colleziona 13 presenze);
  • Michele Mignani, difensore della Triestina (trascorre nel Monza il campionato ’93-’94, vestendo i colori biancorossi 16 volte);
  • Mauro Briano, centrocampista della Triestina (arriva in prestito al Monza dalla Reggina nel settembre 2000 e gioca 16 partite);
  • Alberto Comazzi, difensore del Verona (nel campionato 2000-01 ha giocato nel Monza 29 partite per poi trasferirsi alla Lazio nella stagione successiva);
  • Nicola Zanini, centrocampista del Vicenza (arriva in prestito al Monza dal Pescara nel gennaio 2001, giocando 28 partite e segnando 4 gol, per poi trasferirsi sulla sponda lariana nella stagione successiva);
  • Federico Crovari, centrocampista del Vicenza (cresciuto nel Monza dal ’94 al ’98, con una stagione alla Solbiatese nel ’95, colleziona 80 presenze e segna 8 gol, si trasferisce nel ’98 alla Lazio): attualmente seguito per un possibile ritorno in biancorosso.

Infine a proposito di altri giocatori nel mirino del calciomercato biancorosso, è stata archiviata senza troppe speranze la richiesta di due giocatori grigiorossi:

  • Lorenzo Carotti, classe 1985, centrocampista difensivo della Cremonese (un passato sulla sponda lariana, dove ha segnato 3 gol);
  • Marco Carparelli, classe 1976, centrocampista della Cremonese (3 stagioni alla Sampdoria e 5 sulla sponda avversaria, quella genoana, con 88 gol segnati in carriera).

Monza: nuovi e vecchi a confronto

Mi hanno “accusata” di non aggiornare la mia creatura da troppo tempo, ma anche i blogger vanno in vacanza (ogni tanto). Ma oggi eccomi di nuovo qui a parlare di Monza: il calciomercato impazza come tutti gli inverni (e le estati) e anche i biancorossi si stanno guardando intorno. Mi è giunta voce di qualche nome nel mirino della società brianzola:
  • Roberto Maltagliati, classe 1969, difensore dello Spezia (ha giocato a Parma, Torino, Piacenza, Ancona e Cagliari);
  • Fabio Gallo, classe 1970, centrocampista del Torino (cresciuto nell’Inter, ha trascorso sei stagioni nell’Atalanta, segnando un gol);
  • Fausto Rossini, classe 1978, attaccante del Catania (all’attivo sei stagioni all’Atalanta);
  • Alessandro Matri, classe 1984, attaccante del Rimini (cresciuto nel Milan);
  • Simone Pavan, classe 1974, difensore centrale del Livorno (ha collezionato sette stagioni al Venezia, impreziosite da 3 gol);
  • Davide Caremi, classe 1984, centrocampista dell'Albinoleffe (un passato da lariano per ben 3 stagioni);
  • Vito Grieco, classe 1971, centrocampista dello Spezia (ha girovagato in diverse squadre nella sua carriera: tra di esse Molfetta, Bari, Crotone, Modena, Catania).

Ma questo post, nei miei intenti iniziali, doveva rinfrescare la memoria su chi ha vestito i colori biancorossi nel passato e ora gioca su altri campi, magari più prestigiosi.

In Serie A troviamo:

  • Alex Calderoni, portiere dell’Atalanta (dal gennaio 2001, quando il Monza era in Serie B, è sceso in campo 15 volte, subendo 28 reti);
  • Michele Magrin, centrocampista dell’Atalanta, passato da pochi giorni alla Pro Vercelli (due stagioni al Monza dal campionato 2004-05, con 36 presenze all’attivo).
  • Antonio Chimenti, portiere del Cagliari (nel campionato ’92-’93, quando il Monza era in Serie B, ha difeso la nostra porta per 4 giornate, subendo 4 reti);
  • Gianluca Falsini, difensore del Catania (nel campionato ’96-’97 con il Monza in Serie C1, ha giocato 31 partite, segnando un gol);
  • Davide Mandelli, difensore del Chievo (cresciuto nel Monza, dove è rimasto fino al campionato ’95-’96);
  • Fabio Moro, difensore del Chievo (dall’ottobre ’97 al ’99 ha giocato col Monza 52 partite in Serie B);
  • Lorenzo Squizzi, secondo portiere del Chievo (ha difeso per 32 volte la porta del Monza in Serie C1 nel campionato 2001-02, subendo 45 reti e retrocedendo in Serie C2; gli anni successivi ha giocato nel Cesena e nel Catania);
  • Luca Saudati, attaccante dell’Empoli (vanta ben 4 presenze nel Monza in Serie B nel campionato ’97-’98, nell’ottobre ’97 passa al Lecco dove segna 8 gol);
  • Massimo Oddo, difensore della Lazio e della Nazionale Italiana (vanta ben 4 presenze nel Monza in Serie C1 nel campionato ’96-’97, nel novembre ’96 passa al Prato e poi al Lecco, tornando al Monza nel campionato ’98-’99 in Serie B, quando scende in campo per 30 volte, segnando ben 4 reti);
  • Mark Iuliano, difensore del Messina, ex Nazionale Azzurro (nel campionato ’93-’94 con il Monza in Serie B, ha giocato 16 partite, ha in seguito collezionato 9 stagioni nella Juventus);
  • Matteo Contini, difensore del Parma (nel campionato 2001-02 con il Monza in Serie C1. ha giocato 25 partite);
  • Luca Castellazzi, portiere della Sampdoria (cresciuto nel Monza, lo abbandona nel 1994 per il Varese, per poi tornare la stagione successiva, ‘95-’96, in Serie C1, giocando 32 partite e subendo 34 gol);
  • Roberto D’Aversa, centrocampista del Siena (dall’ottobre ’96 alla stagione ’98-’99, conosce la promozione dalla Serie C1 alla Serie B con il Monza, collezionando 65 presenze e segnando 5 reti);
  • Christian Abbiati, portiere del Torino e della Nazionale (cresciuto nel Monza, con una piccola parentesi nel campionato ’95-’96 al Borgosesia, vi passa tre stagioni, conoscendo la promozione dalla Serie C1 alla Serie B e difendendo la porta biancorossa per 52 volte, subendo 59 gol);
  • Cesare Natali, difensore dell’Udinese (nel gennaio 2001 arriva a Monza in Serie B in prestito dall’Atalanta, scendendo in campo per 11 volte e segnando una rete).

Vi aspetto nel prossimo post per gli ex della Serie B.

25 dicembre 2006

Buon Natale!!

Buon Natale ai miei 10.000 lettori: vi auguro un Natale sereno e se potessi ve lo direi ad uno ad uno! Intanto vi preannuncio che Babbo Pig...cioè Natale ha aumentato le mie dotazioni tecnologiche, che non vedo l'ora di utilizzare durante le mie domeniche al Brianteo.

20 dicembre 2006

Quando il giornalista diventa zerbino

Molte volte a lezione m’hanno spiegato di evitare le cosiddette "interviste in ginocchio" perché non servono a nessuno: né al giornalista che le fa, che sminuisce le sue funzioni, né all’intervistato, che così è bellamente lasciato in pace e viene fuori solo il suo ego o comunque solo la sua ribalta, quello che lui vuole che esca, il resto rimane nel retroscena, né allo spettatore, che non verrà a conoscenza di nulla di nuovo.
Però quando diventi una specie di Monza-Channel, è normale fare le veci di un ufficio stampa e nascondere la realtà dietro un dito. Parlo naturalmente delle ultime puntate di “Monza Alé” in onda su PlayTv Italia: sembra che per loro i problemi non esistano, mostrano solo il bello (se ancora ce n’è) della realtà biancorossa, tutto il “marcio” viene tenuto a debita distanza, possibilmente nascosto, mai una domanda pungente (a parte quando partono gli “sproloqui” di Massimo Buscemi), ma anche solo una domanda Vera, insomma che non sia: “Come vedi la prossima partita? Ti senti in forma? Canta con noi l’inno del Monza!”. E ora più che mai, col silenzio stampa in corso, avanti il marketing e le giovanili: argomenti che, ditemi voi, a chi fregano?! A me proprio no! Poi fanno i sondaggi on-line: perché? Credete che a rispondere “è migliorabile” cambi qualcosa?

19 dicembre 2006

Luci al Brianteo

Domenica 17 (e anche le precedenti) me ne ero accorta e mi ero lamentata con Dany, senza però riportare la notizia qui sul blog. Oggi Luca Ornago lo scrive apertamente sul Giorno-Brianza: accendiamo “le luci del Brianteo (campo e tribuna), quando necessario, consentendo il regolare decorso della partita e il corretto svolgimento del lavoro da parte dei cronisti”!
Lui però non riporta quella che, secondo me, è la beffa più meschina: a una certa ora, quando la luce naturale è ormai scemata, le luci degli sponsor fuori dallo stadio si accendono automaticamente per illuminare in tutto il loro splendore i cartelloni pubblicitari e noi poveri tifosi (e pseudo-giornaliste-camerawoman) dobbiamo invece perdere la vista!

17 dicembre 2006

Monza-Massese 2-5

Il Monza è in silenzio stampa (alla luce di quanto fatto almeno non sprecano parole inutili), forse sarebbe meglio ci entrassi pure io, tanto cosa c’è da commentare? Una squadra, la Massese, arriva al Brianteo dall’alto dei suoi 17 punti e dei suoi 7 gol fatti, che gli valgono un posto nei play-out (non nei play-off!), e fa sfracelli: 5 gol (di cui 3 nei primi 10 minuti di gioco), un rigore sbagliato e un bottino di 3 punti. C’è ancora qualcosa da dire? Non so: che Sonzogni non c'era, sostituito in panchina da Frank Farina, che l’arbitro era un incompetente, che non si capisce perché Egbedi sia stato espulso, che i bianconeri della Massese hanno esagerato un po’ troppo? E cambia qualcosa nel succo della partita? Purtroppo no. Quindi niente recriminazioni e, per favore, biancorossi svegliatevi! La pazienza ha un limite!
I video (quelli che l’umore altalenante mi ha consentito di filmare):

Foto dall'ennesima disfatta





La curva della Massese





Frank Farina


Mister Sonzogni è ricoverato all'ospedale a causa di un'operazione ed è quindi stato sostituito in panchina dal suo secondo, Frank Farina.

Uno dei cambi tra le file biancorosse



Il mister Frank Farina, dopo essere andato sotto di tre gol, ha deciso di cambiare Carboni con Morgan Egbedi.

In seguito è rimasto negli spogliatoi Barjie, sostituito da Capocchiano.

Infine Borgobello è uscito (un po' arrabbiato) per far entrare Speranza.

La curva biancorossa


12 dicembre 2006

Un addio definitivo

Essere romanista e contemporaneamente biancorosso e muovere i primi passi nel mondo del giornalismo sportivo, proprio come cronista dei colori biancorossi: che fosse il mio mito, ormai lo saprete tutti. Che mi senta uno schifo per aver impennato i contatti grazie alla sua morte, lo saprete invece solo ora, ma non posso fare a meno di omaggiarlo nell’etere anche solo con un post.
Gli omaggi funebri reali li potete fare da questo momento nella camera ardente del cimitero di Monza-S.Albino e domani ai funerali, alle 15.30 nel Duomo di Monza.

09 dicembre 2006

Attenzione all'abbonamento

Ieri sera mi sono guardata Mi Manda Raitre e ho scoperto cose molto interessanti. L'ultimo caso affrontato riguardava "alcuni tifosi di calcio: i loro abbonamenti alla stadio erano stati rubati o smarriti. Trattandosi di documenti intestati nessun’altro avrebbe potuto usufruirne, ma nonostante questo la società della loro squadra del cuore [che tra l'altro è la mia: la Roma, N.d.R.] si rifiuta di emettere un duplicato a loro nome e chiede il pagamento di un biglietto ordinario per assegnargli il loro posto di abbonati". Alla fine, date le pressioni messe in atto da Vianello e precedentemente anche da Luna, direttore del Romanista, la società ha deciso di togliere questa clausola vessatoria dal contratto dell'abbonamento.
Impaurita ho controllato l'abbonamento dell'altra mia squadra del cuore, il Monza: ragazzi non perdete (o non fatevi rubare) mai l'abbonamento del Monza perché sennò toccherà anche a noi andare a Mi Manda Raitre. Infatti leggete cosa c'è scritto dietro:

06 dicembre 2006

Ricerche di mercato: ecco alcuni risultati

Nel mondo della tv, dei palinsesti e delle fiction, prima di inventare una storia o semplicemente un programma, si studia la sua fattibilità attraverso ricerche di mercato «che permettono di conoscere opinioni e desideri dei telespettatori in merito alla programmazione».
Le ricerche qualitative sono uno dei casi possibili: «puntano a cogliere il “vissuto” del pubblico rispetto a un determinato fenomeno […], fanno emergere negli intervistati quel “magma” di sensazioni, che spesso genera nel pubblico grandi amori o rifiuti imprevisti, determinando così il successo o il fallimento dei programmi tv».
E’ il caso appunto della ricerca, di cui vi parlavo ieri, volta a sondare il polso degli italiani, in merito ad una possibile futura fiction sul mondo del calcio. E’ una ricerca ormai datata, ma ha fatto emergere alcuni dati interessanti:
  • gli uomini giovani sono maniaci della statistica, delle regole (perdono molto del loro tempo nella chiacchiera tipo “era fuorigioco o no”), della competizione e amano lo sfottò;
  • gli uomini maturi hanno nostalgia per il calcio del passato, più aperto alla possibilità che arrivasse un “Davide ad uccidere Golia” (la piccola squadra di provincia, l’outsider insomma, che si rivela la grande favola del campionato);
  • il pubblico femminile è poco interessato ai risultati e per niente alle statistiche, ma predilige le storie (non solo il frivolo gossip, ma tutte quelle notizie che permettono di ricostruire una storia dietro la vittoria o la sconfitta), soprattutto quelle che possono avere rimandi alla propria storia personale (“Quel giocatore non viene convocato in Nazionale, al pari di mio figlio, che non viene convocato nelle giovanili del Monza, perché l’allenatore ce l’ha su con lui”).

Queste informazioni «più che a suggerire che cosa fare, servono a delimitare il campo delle buone idee, scartando le proposte che sarebbero sicuramente respinte dal pubblico o, quantomeno, individuare le direttrici lungo le quali spingere la creatività degli autori (e, spesso, anche certi limiti da tener presenti)».
P.s.: i corsivi virgolettati sono tratti da F.Di Chio-G.P.Parenti, Manuale del telespettatore, Bompiani, Milano, 2003.

05 dicembre 2006

Il tifo: una malattia contagiosa

Ieri ho partecipato ad un incontro con Marco Dell’Acqua, studioso del tifo italiano, nell’ambito del corso di Processi Creativi di Ideazione dei Prodotti Mediali, tenuto da GianPaolo Parenti [io ho il coraggio delle mie azioni e attribuisco paternità senza appropriarmene indebitamente, come in passato, N.d.R.].
Da questo incontro ho tratto alcune informazioni interessanti, che vado a presentare:
  • nel 2005-2006 il parco appassionati di calcio consta di più di 25 milioni di persone e di queste ben il 10.2% è definibile come “tifoso accanito”;
  • la scelta della squadra di calcio non dipende (se non in minima parte) dalle influenze familiari, bensì dal panorama calcistico: un nato negli anni ’90 sarà più facilmente legato a squadre vincenti in quegli anni, come Milan o Juventus, piuttosto che trasportato dal tifo paterno;
  • l’affermazione precedente implica che squadre come Bologna e Torino sono caratterizzate da un tifo molto maturo e non sanno acquistare nuove leve, se non in casi eccezionali;
  • moltissimi italiani hanno una seconda squadra del cuore in Serie B o C e con la promozione della stessa in A (o in B) i rapporti di forza cambiano: ad esempio, molto probabilmente, se l’anno prossimo il Napoli sarà promosso nella massima serie, aumenterà il numero dei suoi tifosi (o meglio di chi la indica come prima squadra), a scapito di altre squadre che verranno “declassate” a “squadre simpatiche”.

Dall’incontro sono anche venuta a conoscenza di una ricerca qualitativa, fatta nella prospettiva di una possibile futura fiction sul mondo del calcio, di cui vi parlerò in un prossimo post.

Borgobello, Capocchiano, Guidone...con me


04 dicembre 2006

Monza-Sassuolo 0-2


La partita di punta della quattordicesima giornata del campionato di Serie C1, ripresa persino da RaiSportSat [che, ormai è assodato, ci porta sfiga!, N.d.R.], ci regala una nuova capolista: il Sassuolo degli ex biancorossi, che nel secondo tempo, con merito, espugna il Brianteo.
E’ un Monza senza scusanti quello che ha perso stasera, cedendo il passo al più valido Sassuolo: entrato in campo con la voglia di consolidare il primo posto, si presenta però, incredibilmente, con un’unica punta, il solito Matteo Beretta, che non possedendo ancora il dono dell’ubiquità si dà da fare come può, ma non riesce a concretizzare, perché appunto privo della cooperazione di una seconda punta di ruolo. Questa entrerà solo all’inizio del secondo tempo, nei panni di Massimo Borgobello [a domani per la mia foto insieme a lui, Capocchiano e Guidone, N.d.R.], che ci fa capire perché l’abbiamo acquistato solo grazie al fatto che fosse svincolato; il nostro Morgan Egbedi entra invece negli ultimi minuti, quando oramai la partita è segnata e non può più fare nulla per darle la svolta vincente.
In difesa troviamo Andrea Guerra al posto di Simon Barjie: la differenza tra i due è abissale e si fa notare più di una volta (purtroppo solo in negativo); inoltre non troviamo Fabiano, spostato a centrocampo, quando sembrava che fosse oramai destinato solo alla difesa.
L’unico che si salva dal naufragio biancorosso è Fabio Tricarico, che viene però sostituito a metà del secondo tempo dall’“omologo” Giovanni Speranza.
Il Sassuolo dal canto suo merita la vittoria, arrivata grazie a due bei gol, il primo dei quali festeggiato sotto la curva biancorossa con una danza in cerchio dei neroverdi emiliani, i quali cullavano un ipotetico bebè.
I video si riferiscono solo al primo tempo e a uno dei due episodi dubbi in area emiliana, che non cancellano però il nostro demerito:

Foto da una disfatta





La curva biancorossa




Cosa c'è da festeggiare?


Altro che festeggiamenti...

L'operatore Rai


La tribuna del Brianteo



La curva del Sassuolo



30 novembre 2006

“Collaborazioni”

Dalla prossima partita (e che partita: il big match Monza-Sassuolo!) ho promesso a Matteo di MonzaBiancorossa di inviargli le foto delle varie curve avversarie, da pubblicare anche sul suo sito. Se non ci si aiuta tra colleghi… ;)
P.s.: se invece volete rivedervi le gesta dei biancorossi in quel di Cittadella, eccovi il link adatto [grazie ¤Pippo¤, N.d.R.].

29 novembre 2006

Altro che Pro Lissone…

Ieri sera durante Brescia-Milan, partita valida per la Coppa Italia, terminata 1-2, a fianco di Pirlo, Brocchi, Kaladze, Oliveira e Jankulovski (quindi non gli ultimi arrivati…), si è visto anche Luca Antonelli, classe 1987, figlio del ben più famoso Roberto “Dustin” Antonelli, con un passato da ex giocatore rossonero, nonché da allenatore biancorosso (non che le sue gesta al Brianteo ci abbiano fatto estremamente esultare…). La prestazione del ragazzo è stata pienamente sufficiente e al 18’ del secondo tempo è stato sostituito da un tale, di nome Alberto Gilardino.
Tutta l’enfasi con cui sto sottolineando i compagni di squadra di Luca serve per controbilanciare la pochezza delle gesta dell’altro Antonelli (nella foto), che di nome fa Andrea ed è del 1983, e che invece si deve accontentare di palcoscenici ben più limitati, come quelli del campionato di Eccellenza con la squadra del suo paese, la Pro Lissone.
«Anto hai fatto lo “sborone” per 5 anni, ma chi è arrivato in famiglia è qualcun altro!» ;op
Sulla saga degli Antonelli, leggi anche:

28 novembre 2006

24 novembre 2006

Opinioni a confronto

Sull'ultima partita europea della Magica ho ricevuto queste due opinioni, che ora metto a confronto.
Da Dany [che penso abbia preso da CurvaSud, correggimi se sbaglio, N.d.R.]: «Brutta di notte. Fedele ad un cliché che la vede sempre uguale a sé stessa, capace di rendere liquidi i sogni e solidi gli incubi, la Roma c’ha regalato un’ennesima serata senza né capo né coda. Sapevano tutti, e lo sapeva bene anche Rosella Sensi che infatti non si era fatta sfuggire l’occasione per un intervento corroborante, che questa serata serviva a staccare un biglietto per gli ottavi ed un assegno per il prosieguo di un progetto che fa, e non è colpa di nessuno, pesantemente conto sull’autofinanziamento della società. E dopo aver fatto strame di quella "masnada di pippe blaugrana all’italiana", e non facciamo mistero che il nostro giudizio sia pesantemente influenzato dalle insulse castronerie catanesi nel post-partita, siamo andati a scagliare con questa “donesk globe trotter” dei poveri. E siccome stiamo nella felice condizione di quelli che il biglietto se lo pagano, ci possiamo permettere di dire che lo schifo di stasera non ha giustificazione alcuna. Non sarebbe stata infatti sufficiente neanche la scompaginata prestazione dell’arbitro a fermare una Roma degna di tale nome. Sarà forse l’amarezza, ma hanno un pizzico di ragione quelli che affermano che la Roma incarna tutti i più grandi pregi ma anche i principali vizi della città di cui porta il nome. Tra questi c’è sicuramente quello di essere infingarda, forte con i deboli ed acquiescente con qualcuno che gli mostra un minimo di attributi. E adesso, per favore, che nessuno ci venga a parlare di partita della vita. La vita, o meglio "er grasso der core", se lo magnamo noi a sta appresso a 'sta squadra contemporaneamente geniale ed encefalitica».
Dalla newsletter di CoreDeRoma, invece: «“Mah!” oppure “Boh!”, anche “uffa” potrebbero essere tutti un buon inizio. Ci manca ancora la caratura internazionale, non ce l’abbiamo mai avuta a dire il vero, ma certi match-ball è un peccato mortale sprecarli. Ci riferiamo naturalmente agli ultimi due confronti di Champions League nei quali giocando male (contro l’Olimpiakos), e non giocando affatto (mercoledì in Ucraina) ci siamo fumati l’agevole possibilità di passare il turno con largo anticipo. Ora dobbiamo fare risultato contro il Valencia; come sempre dobbiamo giocarcela all’ultima partita con un orecchio al risultato del Pireo…. Agli ottavi se mai ci arriveremo ci aspettano squadre forti e che giocano al calcio; per avere un minimo di speranza di confrontarci alla pari dovremo entrare in campo con gli occhi della tigre altrimenti ci ridurranno a colabrodo. Per quanto riguarda il campionato, invece, andiamo incontro ad un fine settimana abbastanza importante perché i risultati di domenica prossima daranno una chiara indicazione sulle gerarchie future. La Roma deve fare il suo, poi a Palermo tre punti tutte e due non li possono prendere, domenica sera potremmo essere più sereni e un po’ meno inca**ati di adesso. L’importante è mettere in campo la Roma Dr. Jekyll e lasciare Mr. Hyde in Ucraina, ultimo luogo nel quale si è manifestato».
Ultima annotazione (mia): ho letto sulla Gazza che “il francesino giallorosso Mexès meriterebbe finalmente di giocare in una grande squadra”. Avrei optato per un facile no-comment, se non fosse che mi è venuta or ora voglia di scrivere al perspicace giornalista, dimentico che siamo la terza forza del campionato, “va da via i ciap”!